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“L’ultima figlia della Luna”, il richiamo delle radici secondo Arianna Pastorelli | INTERVISTA

Un viaggio di scoperta e trasformazione interiore, tra incubi e intuizioni, boschi incantati e verità sepolte. Arianna Pastorelli racconta con delicatezza e forza una rinascita che parte dalla crisi e sboccia in magia, con una protagonista che riscopre se stessa nel silenzio della natura e nelle sue origini.
Roma, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

Com'è nata l'ispirazione per “L'ultima figlia della Luna” e quale legame personale hai con i luoghi descritti?

 I luoghi descritti nel romanzo sono casa: sono I luoghi in cui sono nata e cresciuta. Proprio passeggiando sulle rive di un meraviglioso lago immerso nella pace della natura sono stata ispirata. Passo dopo passo I personaggi cominciavano a prendere forma, e la trama del romanzo si svelava mentre l'intreccio cominciava a formarsi. Così si sono presentati I due gnomi Elio e Silverio, che si dimostreranno ottimi amici e aiutanti di Aurora, e il Saggio del Bosco con il suo spirito pacato e il suo grande sapere. Ogni passo del libro nasce dai luoghi che porto nel cuore e che mi fanno sentire a casa.

La protagonista Aurora attraversa un momento di crisi profonda prima del risveglio. Cosa rappresenta per te questo passaggio?

Aurora attraversa un momento di crisi profonda in cui le sue notti sono tormentate da incubi e, inevitabilmente, il suo lavoro ne risente. La sua storia con Luca sembra spegnersi sempre più, ogni cosa che aveva costruito con tanto impegno sembra sgretolarsi. Questi possono essere visti come dei segnali che indicano alla ragazza il suo smarrimento, il bisogno di trovare il proprio posto all’interno del mondo, di fare pace con il passato affrontando I suoi dolori e le sue paure e vivere finalmente una vita piena di magia e luce, la sua.

Il romanzo unisce elementi fantasy e spiritualità. Come sei riuscita a bilanciare questi due aspetti?

Grazie all'aiuto e al consiglio di creature magiche, come gli gnomi Elio e Silverio e il Saggio del Bosco, Aurora riesce ad intraprendere il suo viaggio d’introspezione e di consapevolezza verso la conquista di sé stessa. Direi che sono stati proprio gli elementi fantasy  ad aiutarmi a rendere al meglio il percorso spirituale della protagonista.

Cosa ti ha spinta a scegliere il titolo “L'ultima figlia della Luna” e che simbolismo porta con sé?

Sono sempre stata affascinata dalla notte, dalla Luna e dai misteri che porta con sé. La luna è donna con la sua ciclicità e con il suo influenzare ogni cosa sulla Terra (le maree, la crescita delle piante, ecc.)inoltre porta con sé leggende di streghe, riti e rituali magici. Da qui l’idea di creare una strega moderna in chiave positiva, apparentemente fragile ma con una grande forza interiore ancora tutta da scoprire.

Quale capitolo ti ha dato più soddisfazione scrivere e perché?

Alcuni capitoli sono stati di ricerca, ad esempio quelli in cui vengono descritte le fasi lunari e il loro significato nell’arco dell’anno, altri sono stati più creativi e ho potuto dare libero sfogo all’immaginazione. Il capitolo in cui Aurora entra nella casa del suo maestro il Grande Saggio del Bosco è trova un logo inusuale, vivo: che muta e cambia in base alle esigenze, e del suo abitante. Ma anche altri capitoli, quello in cui la protagonista rivede la sua amata nonna o quello della sua iniziazione.

Cosa speri che i lettori trovino in questa storia oltre alla magia e all’avventura?

Spero che ogni lettore possa essere piacevolmente colpito dal romanzo e che possa trovare uno spunto di riflessione su alcuni aspetti della vita, una consapevolezza nuova che riesca a far cambiare prospettiva sulla visione del  mondo, che riesca a capire che ognuno di noi possiede quella magia che lo rende unico, speciale.

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