100 anni di impresa familiare: la storia di Momo Dante & Figli, dal carbone alle bevande

Dalla legna al carbone, fino alla distribuzione di birre, acque e bevande: nata nel 1926 nel Vercellese, l’azienda familiare celebra un secolo di attività. Un traguardo che racconta non solo la capacità di evolversi attraverso tre generazioni, ma anche il valore delle imprese familiari nel tessuto economico italiano, tra radicamento territoriale, continuità e sviluppo.
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Cento anni di attività rappresentano molto più di una ricorrenza: sono la testimonianza di una storia imprenditoriale capace di attraversare epoche e trasformazioni economiche, mantenendo salde le proprie radici. È il percorso di Momo Dante & Figli, azienda nata nel 1926 nel cuore del Vercellese e cresciuta attraverso tre generazioni fino a diventare una realtà specializzata nella distribuzione di birre, acque e altre bevande, attiva tra le province di Vercelli, Biella, Ivrea e in parte della provincia di Torino.

 

In un Paese come l’Italia, dove le imprese familiari costituiscono una componente fondamentale del sistema produttivo e del tessuto economico locale, raggiungere il traguardo del secolo di attività assume un significato particolare. Significa aver saputo custodire competenze e relazioni costruite nel tempo, affrontare i cambiamenti del mercato e trasmettere alle generazioni successive la capacità di prendere decisioni, innovare e guardare al futuro. La storia di Momo Dante & Figli racconta proprio questo: un’impresa che ha saputo trasformarsi senza perdere la propria identità, mantenendo un legame profondo con il territorio e con le persone che ne hanno accompagnato la crescita.

 

Dalle forniture di carbone alla birra: le origini di una vocazione

La storia comincia quando Dante Momo avvia un’attività di commercio di legna e fascine, utilizzate anche dai panettieri per alimentare i forni. In seguito, l’impresa si orienta verso il carbone, rifornendo abitazioni e industrie in un’Italia in piena trasformazione.

 

Ma è proprio da una circostanza curiosa, legata a uno dei clienti dell’azienda, che prende forma il futuro della distribuzione di bevande.

 

Negli anni Quaranta, tra i clienti di Dante Momo c’è il birrificio Menabrea di Biella. Il carbone consegnato allo stabilimento viene talvolta ripagato con birra, gazzosa e sifoni, che Dante rivende lungo il viaggio di ritorno nelle osterie e nelle trattorie incontrate sul percorso. Un’intuizione nata quasi per caso, che apre la strada a una nuova attività e segna il primo passo verso il settore in cui l’azienda opera oggi.

 

La seconda generazione raccoglie il testimone con Bruno Momo, figlio di Dante, affiancato dalla sorella Mariuccia. L’impresa consolida il commercio dei combustibili, ampliando l’offerta dal carbone al cherosene, alla nafta e al gasolio, e porta avanti parallelamente la distribuzione di bevande. In questa fase si sviluppa anche il rapporto con Lauretana, destinato a diventare parte della storia commerciale dell’azienda.

 

La svolta degli anni Ottanta e la crescita nella distribuzione di bevande

Nel 1982 Claudio Momo entra stabilmente in azienda, dopo il servizio militare. In quel momento l’attività si articola ancora su due fronti: combustibili e bevande. Ma il mercato sta cambiando. La diffusione del metano riduce progressivamente il peso dei combustibili tradizionali, mentre cresce il consumo di birra e si amplia il mercato delle bevande.

 

È il momento di una scelta strategica: abbandonare il settore petrolifero per concentrare risorse ed energie sulla distribuzione di birre, acque e altre bevande. Claudio sviluppa in particolare il comparto della birra alla spina, inizialmente con Menabrea e successivamente con Forst, rafforzando i rapporti con il mondo della ristorazione e della somministrazione.

 

Negli anni Novanta arrivano anche le prime importazioni di birre estere: la prima è Jupiler, seguita da Beck’s, che rappresenta un passaggio decisivo nella crescita dei volumi e nello sviluppo dell’impresa. L’apertura a nuovi marchi e la capacità di intercettare i gusti dei consumatori contribuiscono a consolidare il posizionamento di Momo nel mercato locale.

 

A metà degli anni Novanta, con il ritiro dei genitori, Claudio viene affiancato dalla moglie Loredana, che assume la responsabilità dell’amministrazione: il suo contributo diventa essenziale per la gestione e la solidità dell’azienda, accompagnandone la crescita in una fase di progressiva strutturazione. Anche questo passaggio racconta un tratto distintivo delle imprese familiari: la condivisione delle responsabilità e l’integrazione di competenze diverse per garantire continuità e solidità nel tempo.

 

Un’impresa familiare, una risorsa per il territorio

Oggi Momo Dante & Figli opera nelle province di Vercelli, Biella, Ivrea e in parte della provincia di Torino, con una rete di distribuzione costruita sulla conoscenza capillare del territorio e sulle relazioni con i clienti. L’organizzazione comprende le funzioni commerciale, acquisti, amministrazione, logistica e consegne, per seguire le diverse fasi del servizio e rispondere alle esigenze del mercato.

 

Alla continuità garantita dai collaboratori storici si affianca l’ingresso di nuove professionalità, per un totale di 20 collaboratori, in un percorso di crescita che mantiene la famiglia attivamente coinvolta nei ruoli chiave. È un modello in cui la dimensione familiare non è soltanto un elemento identitario, ma una risorsa per l’impresa: favorisce la trasmissione dell’esperienza, rafforza il senso di responsabilità e alimenta relazioni durature con clienti e partner.

 

Il legame con il territorio è altrettanto centrale. Un’azienda di distribuzione radicata localmente contribuisce alla vitalità della rete economica, mettendo in relazione produttori, operatori della ristorazione, esercizi commerciali e consumatori. In questo contesto, la conoscenza diretta del mercato e la capacità di offrire un servizio affidabile diventano elementi decisivi per consolidare la propria presenza e affrontare le evoluzioni del settore.

 100 anni di storia, sguardo solidale al futuro per portare l’acqua dove non c’è

In occasione del centenario, Momo Dante & Figli rafforza il proprio impegno sociale attraverso la partnership con WAMI (Water with a Mission), realtà che promuove l’accesso all’acqua potabile nelle comunità che ne sono prive, finanziando la realizzazione di infrastrutture idriche attraverso la vendita dei propri prodotti. L’obiettivo condiviso per il 2026 è ambizioso: donare 10 milioni di litri d’acqua, equivalenti a 100 litri per ogni bottiglia, contribuendo a portare una risorsa essenziale a chi ancora non dispone di un accesso sicuro. Un’iniziativa che interpreta il traguardo dei cento anni non soltanto come un momento per celebrare la propria storia, ma anche come un’opportunità per restituire valore alla comunità globale, trasformando un gesto quotidiano come la scelta dell’acqua in un contributo concreto. Un impegno già significativo: a settembre 2026, Momo aveva contribuito alla donazione di 7.639.200 litri d’acqua.

 

Il traguardo dei cento anni rappresenta oggi un risultato imprenditoriale e, insieme, un patrimonio di esperienza e relazioni. La storia di Momo Dante & Figli testimonia come un’impresa familiare possa attraversare generazioni e trasformazioni profonde, passando dal commercio di combustibili alla distribuzione di bevande, senza smarrire la propria identità.

 

Il percorso di Momo Dante & Figli iniziato nel 1926 ha portato oggi ad un fatturato che sfiora i 3 milioni di euro e racconta il valore della continuità imprenditoriale italiana: la capacità di innovare restando fedeli alle proprie origini, trasformando l’esperienza del passato in una base concreta per costruire il futuro.

 

Per informazioni:

MOMO Dante & Figli www.momobevande.com

Tel. 0161.923181 info@momobevande.com

 

 

 

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