Al Festival "Le Città Visibili" di Rimini "La futura classe dirigente", un lavoro drammaturgico originale di Caterina Marino
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"Quando passa dall'essere attualità ad essere storia?"
Al Festival "Le Città Visibili" di Rimini "La futura classe dirigente", un lavoro drammaturgico originale di Caterina Marino, con Federico Brugnone, Sara Mafodda, Caterina Marino e Daniele Paoloni, composto attraverso le parole di giovani dai 6 ai 13 anni: un discorso dal quale traspare grande consapevolezza, a dispetto e a confronto della "distrazione" della classe dirigente e della politica in genere.
Oggi, di fronte a disuguaglianze, mancanza di diritti, cambiamento climatico, guerre, immaginiamo il mondo tra 50 anni perchè siamo davanti ad "una guerra che possiamo combattere solo noi, con le nostre scelte".
La futura classe dirigente è uno spettacolo che prende in prestito le parole di bambini e bambine che hanno adesso tra i 6 e i 13 anni, interpellati su problemi che potrebbero essere lì ad attenderli tra qualche anno se gli adulti di oggi non intervengono.
È un esercizio di immaginazione su un futuro che non si prospetta roseo e un interrogativo aperto sulle nostre azioni del presente. Non vuole essere accusatorio, ma anzi saltare oltre il senso di colpa, raggirare la retorica e guardare più a fondo, verso le possibilità ancora aperte di prenderci la responsabilità del pianeta e di quello che succede nel mondo. Nonostante le difficoltà di comprenderlo, o la paralizzante sensazione di non poter cambiare le cose. Spostando lo sguardo da quello che ci è stato lasciato a quello che potremmo fare invece noi.
Ora, "La futura classe dirigente" non sa che il mondo che dovrà governare è sull'orlo del collasso.
Impara, allora, la grammatica, l'inglese, qualche data importante e nomi di città che tra qualche anno non esisteranno più.
Ora, "La futura classe dirigente" con molta probabilità non conosce telefoni che abbiano fili o tasti, e non sa di essere cruciale per la vita del creato.
"O, chissà, forse qualcosa ha intuito."
Uno spettacolo interpretato con passione dai quattro attori, accompagnato da suggestivi brani musicali come "Nothing Gonna Hart You Baby", "Mi Rumbon" , fino a "Quale Allegria" di Lucio Dalla, che vuole essere un atto di amore lucido e consapevole verso persone che non conosciamo, ma che, prima o poi, decideranno anche per noi, persone ignote come alberi senza foglie e senza rami, anche perché, come dicono loro a potere, allora gli alberi non esisteranno più.
“Hai rubato i miei sogni e la mia infanzia con le tue parole vuote. Eppure sono una dei pochi fortunati. La gente soffre. La gente muore. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa, e tutto quello di cui parli è denaro e favole sulla crescita economica eterna. Come osi!” (Greta Thunberg)
Un progetto di Caterina Marino

drammaturgia e regia Caterina Marino
con Federico Brugnone, Sara Mafodda, Caterina Marino, Daniele Paoloni costumi Accademia italiana
aiuto regia Marco Fasciana
produzione 369gradi, Cranpi, La Corte Ospitale
con il contributo di MiC – Ministero della Cultura
residenza produttiva Carrozzerie | n.o.t, Humus artistə nel terriorio/IAC Centro Arti Integrate, Teatro Biblioteca Quarticciolo
con il sostegno di ATCL Circuito multidisciplinare della Regione Lazio
PRIMA NAZIONALE: Romaeuropa Festival 2025
tto di Caterina Marino
coproduzione CranPi e La Corte Ospitale
Con il sostegno di Atcl_circuito regionale del Lazio
Caterina Marino
diplomata come attrice nel 2014 presso la Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone. Studia inoltre con Mario Perrotta, Michele Monetta, i Familie Floz, Andrea Baracco, Michele Sinisi, Lisa Ferlazzo Natoli.
Tra il 2015 e il 2016 è ne Le mille e una notte con la regia di Andrea Baracco e in
Odissea–da Omero a Walcott con la regia di Vincenzo Manna. Tra il 2016 e il 2017 lavora con Riccardo Caporossi nello spettacolo
Forme, con Riccardo Vannuccini e la compagnia ArteStudio nello spettacolo
No Hamlet, please, entrambi prodotti dal Teatro di Roma e nuovamente con Vincenzo Manna nello spettacolo
CANI.
Nel 2017 Caterina Marino si laurea a Roma in Arti e Scienze dello Spettacolo con una tesi di Drammaturgia su Gerardo Guerrieri e la sua prima traduzione italiana di Un tram che si chiama Desiderio.
Nel 2018 è co-fondatrice insieme a Giulia Canali e Marco Fasciana della compagnia Binario1310 e con la quale partecipa al Premio Scenario Infanzia 2018, arrivando in finale con il progetto Come quando è primavera sul fenomeno afgano delle bacha posh e le disparità di genere. Lo spettacolo debutta poi nel 2019 e prosegue la distribuzione fino al 2023. Sempre nel 2018 traduce, insieme a Beth McCreton, il testo inglese Pramkicker di Sadie Hasler, di cui è anche interprete. Lo spettacolo debutta con la regia di Federico Brugnone nel luglio 2019 presso il Teatro Sociale di Gualtieri. Nel 2021 vince
la Segnalazione Speciale al Premio Scenario con Still Alive, primo testo interamente scritto, diretto e interpretato da Caterina Marino. Lo spettacolo debutta nella primavera 2022, nel 2023 è finalista In-Box e vince la Menzione Speciale della In-Box Generation ed è attualmente in distribuzione. Sempre nel 2022 è impegnata in una tournée nazionale nel ruolo di Maisa nello spettacolo La classe, con la regia di Giuseppe Marini.
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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