Non vi sarà l’inferno: il 14° appuntamento di Cadenze Letterarie accende Fiumicino
Comunicato Precedente
Comunicato Successivo
Ci sono format che nascono come eventi. E poi, senza che quasi te ne accorgi, diventano un punto di riferimento.
Cadenze Letterarie è arrivato al suo quattordicesimo appuntamento. E no, non è un numero qualsiasi. È il segno di un percorso che, tappa dopo tappa, ha costruito qualcosa di concreto sul territorio. Non una rassegna da calendario, ma un luogo riconoscibile, dove le persone tornano.
Chi c’è stato lo sa. Dopo un anno di incontri tra libri, musica e dialoghi autentici — promossi da Rockin’ Lovers (ETS) e ospitati nello spazio ormai familiare de La Grooveria — il format ideato e condotto da Dino Tropea continua a tenere insieme mondi diversi senza forzarli: letteratura, psicologia, arte e suono.
E così si arriva al nuovo appuntamento. Giovedì 26 marzo, alle 19:00, sul Lungomare della Salute a Fiumicino, va in scena Non vi sarà l’inferno, romanzo di Luigi Casa e Monica Vincenzi. Un titolo che già da solo mette in moto qualcosa. Una promessa? Una provocazione? O forse entrambe.
La serata, come ormai accade in questo percorso, non si limiterà alla presentazione del libro. Sarà un dialogo vero, guidato dalla conduzione di
Dino Tropea.
A confrontarsi con gli autori ci saranno Sergio Mingrone, voce attenta del panorama culturale, la psicologa
Sonia Buscemi e la mental coach e ed Europrogettista Maria Grazia Imbimbo.
Tre sensibilità diverse che tornano spesso in questo spazio, ormai una presenza costante, quasi a formare una sorta di «famiglia culturale» che cresce insieme al pubblico. E questo, diciamolo, non è scontato.

Perché Cadenze Letterarie funziona proprio lì: nella continuità. Nelle relazioni che si costruiscono serata dopo serata.
E poi arriva la musica. Flavia Renzi e Melissa Nasti, già note per la loro partecipazione a Io Canto Family, dove hanno duettato rispettivamente con Sal Da Vinci e Giusy Ferreri, porteranno sul palco due voci giovani ma già capaci di reggere l’emozione di una scena viva.
Se ci pensi, è sempre stato così. Dalle prime serate fino agli eventi più recenti, ogni incontro ha cercato di mettere insieme linguaggi diversi per arrivare a una cosa sola: far sentire il pubblico dentro, non davanti.
E allora la domanda è semplice. Cosa rende speciale una serata culturale oggi? Il nome in locandina? Il libro? La musica?
O forse quella sensazione rara di non essere spettatori, ma parte di qualcosa?
Ingresso gratuito. E anche questo, ormai, è un segno preciso di identità.
Ufficio Stampa
Dino Tropea
Dino Tropea, scrittore, redattore, curatore letterario, radio-conduttore. Impegnato! (Leggi tutti i comunicati)
piazza villoresi 1
00143 roma
[email protected]




