Salute e Benessere
A Cura della Giornalista Valentina Busiello che ringrazia. La Breast Unit dell' A.O.R.N. Antonio Cardarelli della citta’ Metropolitana di Napoli, e’ centro di riferimento oncologico per eccellenza per il tumore al seno
L’Arcidiocesi di Capua, la parrocchia San Pietro Apostolo durante le celebrazioni in onore di San Giuseppe Moscati 2024 gli consegna infatti uno straordinario riconoscimento su questa motivazione: “Per aver saputo coniugare le importanti competenze scientifiche, con la straordinaria attenzione agli aspetti umani. Il suo principale obiettivo e’ curare, assistere, sostenere le sue pazienti e con loro sperare, lottare, vincere, considerando le sofferenze delle stesse una costante lezione di vita. La sua umilta’ e disponibilita’ all’ascolto, il suo modo francescano di porsi sono le chiavi per entrare nel cuore della persona malata, per esserle vicino e sostenerla. Nel suo agire quotidiano sull’esempio del Medico Santo, ricorda sempre che la professione medica e’ una vera e propria missione al servizio dei fratelli sofferenti”.
Professore Trunfio, ci parla del suo approccio, della sinergia verso questo importante e delicato tema?
Il nostro approccio in Breast Unit è olistico, la sinergia di specialita’ mediche, multidisciplinare ed interdisciplinare nella presa in carico della paziente affetta da cancro della mammella è il nostra cura.Nell’ottica di una presa in carico globale della donna, con “Il laboratorio della cura”, progetto dell’ associazione Tutteinsieme realizziamo degli incontri mensili tra esperti e le nostre pazienti in cui si affrontano temi relativi al forte coinvolgimento emotivo a cui si lega il percorso terapeutico.Con il proprio smartphone e’ possibile accedere alla “carta dei servizi della BREAST UNIT”, uno spazio multimediale che guida le pazienti nel percorso di cura e le informa in merito a tutti i servizi offerti in Breast Unit a cui a diritto secondo gli standard.
Dottore Martino Trunfio, ci parla di questo percorso che offre alle pazienti affette dal cancro al seno?
La Breast Unit dell’Ospedale Antonio Cardarelli e’ storica, nasce nel lontano 2007 , oggi dopo lunghi percorsi di controllo delle nostre performance è centro di riferimento nazionale nella diagnosi e cura del cancro della mammella; siamo il primo centro pubblico del Mezzogiorno riconosciuto da EUSOMA - “European Society of Breast Cancer Specialists” (la Società europea degli specialisti del cancro al seno) per il percorso di qualità che offriamo certificato secondo i loro rigidi standard.La nostra priorita’ e’ la presa in carico della paziente, che accede alla nostra struttura con una diagnosi di sospetto cancro e viene poi affidata ad un team di specialisti dedicati e specializzati alla cura del cancro al seno, dalla diagnostica, alla diagnosi, al trattamento chirurgico ed oncologico. Nella nostra Diagnostica Senologica, effettuiamo biopsie su calcificazioni, VABB su guida ecografica e mammografia, Core Biopsy. Non facciamo più prelievi citologici già da diversi anni. A noi vengono affidati spesso seconde cure dal territorio, spesso casi complessi.Siamo nei primi posti in Regione Campania anche sul trattamento chirurgico, copriamo un numero alto di operazioni per cancro della mammella. Siamo molto concentrati sulla chirurgia conservativa, sulle tecniche di oncoplastica e da orami decenni ci dedichiamo anche alla ricostruzione immediata con protesi dopo mastectomia.
Dottore Trunfio, cosa provoca il cancro alla mammella e come prevenirlo?
Non sappiamo esattamente cosa inneschi l’ insorgenza del cancro della mammella, come medici abbiamo l’obbligo di concentrarci sulla cura ma soprattutto di promuovere stili di vita sani e identificare quelle donne che geneticamente sono esposte ad un rischio maggiore di incorrere in un cancro sulle quali possiamo arrivare prima della diagnosi.Oggi vediamo in ambulatorio sempre più giovani donne, quando ho cominciato era un evento quasi raro comunicare una diagnosi di cancro ad una trentenne. Oggi purtroppo è piuttosto comune.
Il cancro della mammella nel 2024 è stato il tumore più frequentemente diagnosticato in Italia con circa 53.000 casi. Sebbene la maggior parte delle donne venga colpita tra i 40 e i 50 anni , in un caso su cinque la malattia compare prima dei 40 anni. Il 5-10% dei tumori al seno è ereditario, vale a dire legato alla presenza di mutazioni nei geni che compongono il DNA, il codice genetico che contiene tutte le informazioni necessarie al funzionamento dell'organismo e, quindi, alla vita. I geni BRCA1 e BRCA2 sono i principali responsabili della predisposizione genetica a sviluppare il tumore. Anche l'uomo può essere colpito da cancro al seno che, in particolare in età giovanile, risulta associato alla presenza di BRCA2 e in misura minore di BRCA1.
Oggi lo strumento che maggiormente ci consente di ottenere ottimi risultati in termini di sopravvivenza e guarigione dopo una diagnosi di cancro al seno è la sua identificazione precoce grazie ai programmi di screening e la consapevolezza delle donne. La mammella è un organo facilmente esplorabile e abbiamo diversi strumenti di diagnosi. Consiglio di partire intorno ai 25 anni con un’ecografia mammaria annuale e di praticare dopo i 40 anni una mammografia annuale e una visita senologica affidandosi sempre a strutture dedicate.
L’effetto terapeutico dell’immunoterapia e’ piu’ efficace e meno invasivo della chemioterapia?
La chemioterapia al momento e’ sempre principe, l’ utilizzo di test genomici come Oncotype Dx ne sta limitando l’ uso in gruppi ristretti di pazienti. Il test analizza il profilo molecolare del tumore e consente di valutare l'effettiva utilità della chemioterapia adiuvante post operatoria. Le nostre pazienti in Breast Unit accedono a questo test come da indicazione, al momento i campioni per l’ esame vengono inviati negli usa ma il costo è completamente rimborsato dal SSN.L’ immunoterapia rappresenta quel gruppo di farmaci intelligenti e target, funziona molto bene e ci ha consentito di raggiungere ottimi risultati nel trattamento della paziente metastatica. E’ una sfida ad oggi molto ambiziosa poter dire di aver trovato un farmaco efficace e meno invasivo della chemioterapia.
Quanti interventi sul cancro al seno esegue all’anno?
Quest’anno siamo riusciti a superare i 600 interventi chirurgici, il maggior numero è rappresentato da interventi per cancro.Facciamo molta chirurgia conservativa (le quadrantectomie), quando le condizioni non consentono la conservazione della mammella pratichiamo gli interventi di mastectomia, provando sempre a conservare l’ involucro cutaneo e quando possibile il complesso areola capezzolo, cui segue la ricostruzione. Ci occupiamo anche dei secondi tempi ricostruttivi e dell’ asportazione di lesione sospette.
Dottore, bellissima la cassetta postale che si trova fuori dalla sua porta, ci ha molto colpito. Ce ne parla?
Abbiamo istallato su consiglio di un auditor di EUSOMA questa cassetta postale dove raccogliamo i questionari BREAST-Q che sottoponiamo alle pazienti dopo l’ intervento. Si tratta di un questionario internazionale sviluppato e validato dal Memorial Sloan Kettering Cancer Center (USA) con il quale abbiamo modo di indagare l’ impatto che l’ intervento ha avuto sulla paziente e la sua soddisfazione per la cura.
Come si prenota un urgenza?
Lavoriamo su due ambulatori 3 volte la settimana, dove svolgiamo oltre 50 visite al giorno. La paziente che necessita di una visita senologica in tempi brevi deve munirsi di impegnativa di visita senologica urgente e contattare il cup dell’Ospedale, oppure utilizzare l’ app Campania in salute.
Ringraziando il Dottore Martino Trunfio per la nostra visita, abbiamo conosciuto una giovane Dottoressa, Specializzanda in Chirurgia Generale dell’ Universita’ Federico ll di Napoli, Cristina Manetti, la quale molto preparata ci ha detto:“In Breast Unit garantiamo un percorso di cura di qualità per ogni donna. La corretta interazione del team garantisce il rispetto dei tempi e l’ avanzamento della presa in carico della paziente. La paziente accede in circa 7 giorni ad accertamento bioptico, in 10 riceve il risultato di un microistologico, in 30 arriva all’ intervento. Oggi grazie al sistema Data Breast e al continuo data loading di numerosi indicatori inerenti ad ogni singola paziente siamo in grado di monitorare costantemente le nostre performance per mantenere il nostro lavoro in linea con gli standard internazionali.”