Osservatorio Trasporti (Balotta): Antitrust e l'Autorità dei Trasporti, lo scontro sulla rete AV e sugli slot da assegnare a SNCF
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L’Antitrust ha prorogato il procedimento di revisione degli impegni assunti da RFI sulla capacità della rete ferroviaria ad alta velocità. Il procedimento nasce da un’indagine su un possibile abuso di posizione dominante da parte di RFI, la cui condotta, secondo l’AGCM, avrebbe potuto ostacolare l’ingresso di SNCF nel mercato italiano dell’Alta Velocità.
L’Antitrust aveva accolto tre impegni proposti da RFI per superare le criticità e favorire l’ingresso del nuovo operatore. Tra questi, l’assegnazione a SNCF di un pacchetto minimo di 18 slot giornalieri, garantiti per dieci anni, sulle principali direttrici AV la Torino Milano Roma e la Torino Milano Venezia. È questo l’impegno che rende concretamente possibile l’apertura del mercato e che non è oggetto della revisione.
Gli altri due impegni sono invece misure transitorie, destinate a operare fino alla definizione delle nuove regole sull’allocazione della capacità ferroviaria.
Ed è proprio qui che emerge un contrasto istituzionale particolarmente anomalo: da una parte l’AGCM, l’Autorità garante della concorrenza, che ha ritenuto necessario intervenire per rimuovere gli ostacoli all’ingresso di nuovi operatori; dall’altra l’ART, l’Autorità di regolazione dei trasporti, che ha impugnato davanti al giudice amministrativo (TAR) l’operato dell’Antitrust, contestando la procedura seguita nella definizione della versione più ampia degli impegni.
La proroga del procedimento dell’AGCM è quindi legata anche alla necessità di attendere il pronunciamento del giudice amministrativo. Due Autorità indipendenti, entrambe chiamate a garantire il corretto funzionamento del mercato ferroviario, si trovano così contrapposte sulla stessa vicenda e sulle regole di accesso alla capacità della rete. Un conflitto istituzionale del tutto singolare, che rischia di incidere proprio sul processo di apertura del mercato dell’Alta Velocità alla concorrenza. Ma non solo anche nella loro attività di controllo dell'applicazione delle riforme nel settore dei trasporti di cui c'è tanto bisogno per rilanciare il trasporto pubblico e sbloccare le inefficienze gstionali di RFI sul trasporto locale e delle merci.
Va infine ricordato che gli impegni non sono imposti dall’Antitrust: sono proposti dalle parti, in questo caso RFI, e vengono sottoposti all’AGCM, che può accettarli e renderli vincolanti. Dario Balotta presidente ONLIT (Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti)Milano 2 ottobre 2026
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