Arte e Cultura
A Polverigi Inteatro Fest Marco Baliani con il primo studio di 'L'ombra perduta di Peter Schlemihl' di Adelbert von Chamisso. Regia di Maria Maglietta e musiche originali di Mirto Baliani
Marco Baliani a Inteatro Fest di Polverigi con il primo studio di 'L'ombra perduta di Peter Schlemihl' di Adelbert von Chamisso, con la regia di Maria Maglietta e le musiche elettroniche originali di Mirto Baliani.
"A Polverigi, commenta Marco Baliani, un primo studio di questo futuro spettacolo, concentrando l’attenzione sulla stesura originale che ne è nata e che andrà via via rafforzandosi, incontrando il paesaggio sonoro di Mirto Baliani e la direzione dello sguardo di Maria Maglietta. Il racconto incontra il mio corpo di narratore e si dipana nella fatica del vivere quotidiano del protagonista, un’esistenza sospesa, come fosse in attesa di una qualche rivelazione che però tarda sempre a manifestarsi".
Sul palco di Villa Nappi, Baliani presenta questo primo studio di "una fiaba noir specchio dei nostri tempi" e di quello che sarà il suo spettacolo di tre linguaggi assieme: parola, luce e suono.
Un giovane uomo, povero ed ingenuo, cede la sua ombra in cambio di illimitata ricchezza, in un baratto che sul momento gli sembra allettante: è questa la vicenda di Peter Schlemihl, ispirata al racconto di Adalbert von Chamisso.
"Considerato il capolavoro di Chamisso, lo Schlemihl mette in scena l’eterno dilemma tra purezza e corruzione, piacere e dovere, colpa e desiderio di innocenza, in un perfetto equilibrio tra il libero gioco dell’immaginazione e lo stile sobrio e puntuale di un realismo misurato che risolve in sé anche il lato meraviglioso della vicenda. di Adalbert von Chamisso.
"Peter Schlemihl porta in sé una sorta di innocenza, il suo sguardo appartiene a quelli che non potranno riconciliarsi con le regole uniformanti della società e questo lo rende affascinante ai miei occhi, come lo sono stati molti personaggi finiti nelle mie narrazioni e nei miei percorsi artistici. Di fronte alle tante porte sbattute in faccia, Peter accetta di saltare a piè pari la salita esistenziale che ha di fronte, per entrare di colpo nel gran mondo che crede gli spetti, una scorciatoia che gli si rivela nel tempo essere una trappola e che segnerà il resto della sua vita. La nostra scrittura scenica segue il fluttuare di quell’esistenza.
Incappando in pieno nelle lusinghe dell’apparire, allorquando accetta quel “folle contratto” di quell’”uomo in grigio” che gli si presenta offrendogli, in cambio della sua ombra, la “borsa della felicità" da cui scaturiscono monete d’oro e denari, Peter è in trappola.
Abbacinato da quella prospettiva egli non resiste, infatti, al luccichio di quei ducati, premessa di ricchezza immediata e sconfinata, ma, in realtà, segno della perdita della libertà.
Destinato ormai ad essere emarginato e solo, tanto che l’uomo in grigio gli dice: “Io la tengo in pugno proprio grazie alla sua ombra”, il prezzo che Schlemihl dovrà pagare per riavere la sua ombra e, quindi, la libertà di esistere, è ancora più elevato e, a quel punto, definitivo: vendere la propria anima, così come l’uomo in grigio ostinatamente e pervicacemente gli chiede di fare, firmando con la penna intrisa del suo sangue.
Ma qui, con Schlemihl che improvvisamente getta via la penna, termina, a Polverigi, il racconto affascinante di Marco Baliani, che ci rimanda al seguito di questa "meravigliosa storia".
Prodotto da La Casa degli Alfieri di Asti, assieme ad Accademia Perduta Romagna Teatri e a Tib Teatro, lo spettacolo sarà presentato, a Febbraio 2027, allo Sperimentale di Ancona nell'ambito del Cartellone di Marche Teatro.