Editoria e Media
Cardinale Besungu, un papabile per me non papabile
Prima di occuparmi dei profili di Pizzaballa, Cristóbal López Romero, e del Peter Turkson, ritengo opportuno soffermarmi su un altro arcivescovo spesso indicato come papabile dalla stampa italiana e che meriterebbe un'analisi più approfondita: il cardinale Besungu, forse sopravvalutato fuori dal suo Paese, ma ben noto all'interno del collegio cardinalizio.
Un cardinale che considerato papabile perché non conosciuto abbastanza dalla stampa . Insomma con molte ombre dottrinali ed un attivismo politico che potrebbe essere diciamo "sopra le righe".
Di fronte a un futuro Conclave sempre più aperto ai candidati del Sud del mondo, il nome di Fridolin Ambongo Besungu, arcivescovo di Kinshasa, inizia a circolare anche tra gli osservatori più attenti. Ma la sua figura, popolare in Africa, presenta non pochi elementi di criticità.
Dal febbraio 2023 Besungu guida il Symposium delle Conferenze Episcopali dell’Africa e del Madagascar (SECAM). Un ruolo chiave, che lo rende uno dei più autorevoli portavoce della Chiesa africana. Ma il suo protagonismo politico nella Repubblica Democratica del Congo rischia di complicare la sua candidatura.
In Patria, il cardinale è percepito non solo come guida spirituale, ma come vero e proprio leader dell’opposizione al presidente Félix Tshisekedi. Se da un lato la denuncia del neo-colonialismo economico – saccheggio delle risorse, violazioni dei diritti umani – è sacrosanta, dall’altro la sistematica contrapposizione alle autorità civili rischia di minare la credibilità stessa della Chiesa.
La Chiesa ha il diritto, anzi il dovere, di essere coscienza critica. Ma non può diventare una controparte politica. La Dottrina sociale è chiara: rispetto per l’autorità legittima, dialogo costruttivo, denuncia profetica sì, ma senza scadere nel conflitto permanente. L’intransigenza di Besungu, invece, ha spesso aggravato le fratture interne al Paese e, in ultima analisi, indebolito l’autorevolezza ecclesiale.
Non va dimenticato che Papa Francesco, nella sua visita a Kinshasa, ha alzato la voce contro lo sfruttamento dell’Africa, ma sempre nel quadro di un appello alla pace e alla riconciliazione senza mai entrare nelle vicende politiche ,anche quando riguradavano la sua Argentina.
Altrettanto problematica è la sua posizione dottrinale. In un'epoca in cui persino il pontificato di Benedetto XVI ha segnato aperture importanti – basti pensare alla "Deus caritas est " – Besungu sembra invece ancorato a un modello ecclesiale chiuso e difensivo.
Se l’Africa cattolica rappresenta una grande speranza per il futuro della Chiesa, è proprio perché sa coniugare entusiasmo missionario, profondità spirituale e attenzione ai poveri. Ma una linea dottrinale troppo rigida, più conservatrice dei conservatori, rischierebbe di spegnere questa vitalità.
Oggi la Chiesa non ha bisogno di custodi della "fortezza assediata", ma di pastori capaci di dialogo, misericordia e coraggio evangelico. Un candidato al papato deve saper parlare al mondo di oggi senza arroccarsi nelle certezze di ieri.
La stessa esperienza africana insegna che il popolo è affamato di speranza, non di anatemi. È affamato di guide spirituali, non di nuovi leader politici mascherati da vescovi. E la chiesa ha da molto tempo dismesso, anche in Italia, la sua presenza politica per un ruolo più missionario. L'Africa sta producendo, al suo interno degli autorevoli capi politici , come ad esempio il Presidente del Senegal ed altri ancora. Salvo alcune isolate situazioni, l'Africa è in grado di produrre una propria classe politica . Certo vi sono ancora situazioni dove regna il monopartitismo e forme di evidente mancanza di democrazia .
Ma la RDC è una Nazione che di fatto ha una guida sicura ed una vita democratica . Esempio pratico sono gli "stati generali della giustizia" una assemblea generale della giustizia nella RDC, che dopo dieci giorni di lavori ai quali hanno partecipato più di 3.000 persone. Le discussioni hanno portato alla presentazione di un rapporto contenente 359 proposte per migliorare il settore della giustizia. Questo è un esempio di partecipazione e democrazia
Fridolin Ambongo Besungu resta una figura potente, capace di infiammare le piazze e toccare le corde del risentimento post-coloniale e anche affascinare gli ambienti conservatori della chiesa . Ma è lecito domandarsi se questa sia la stoffa di cui deve essere fatto un futuro Papa, soprattutto dopo Papa Francesco.
In tempi di crisi globale, di secolarizzazione crescente e di bisogno urgente di riconciliazione, il successore di Pietro dovrà essere, più che mai, pontefice: costruttore di ponti, non costruttore di muri soprattutto non un attore politico. ...
Marco Baratto