Lavoro, Tiso(Euromò): “Diritti non sono opzione del profitto. AI Act fondamentale”

Lo dichiara Rocco Tiso, fondatore e portavoce nazionale del Movimento culturale Euromò.
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"In questo periodo storico il lavoro sembra sempre più considerato un'appendice del profitto, utile solo a implementare gli utili senza tenere conto della persona. È urgente invertire questa tendenza". Lo dichiara Rocco Tiso, fondatore e portavoce nazionale del Movimento culturale Euromò.

"La Ue ha varato l'AI Act, primo regolamento trasversale al mondo sulla AI, con l'obiettivo di creare un quadro normativo armonizzato, assicurando sistemi trasparenti, e mitigando rischi per sicurezza, salute, e dignità delle persone".

Per Euromò, "l'innovazione deve salvare vite, non giustificare sfruttamento. Il lavoro non è una merce e la persona non è un dato. Eppure l'evoluzione del mercato si trova oggi a un bivio storico: ogni tentativo di giustificare il mancato rispetto dei doveri di prevenzione della sicurezza umana aggrava una situazione già drammatica.

È urgente l'intervento delle istituzioni europee e nazionali affinché il lavoro torni a essere il migliore strumento di emancipazione previsto dai Padri Costituenti. Euromò rivendica dignità della persona e regole forti per il controllo dell'IA. Si applichi rigorosamente l'AI Act in ogni azienda, vietando qualsiasi forma di controllo biometrico o algoritmico lesivo della privacy e della salute psicofisica dei lavoratori. La persona deve governare l'innovazione e l'intelligenza artificiale, non subirla".

Rocco Tiso poi puntualizza: "Mentre la politica discute di transizione digitale e algoritmi del futuro, l'Italia continua a fare i conti con una strage silenziosa: oltre mille morti sul lavoro ogni anno, quasi tre al giorno. Numeri preoccupanti per un fenomeno che deve essere contrastato dalle istituzioni competenti".

Alla luce di tutto questo, Tiso conclude: "Se l'IA viene lasciata alle sole dinamiche del profitto, si trasforma in un pericolo. Investire nella digitalizzazione senza rafforzare controlli e formazione sulla sicurezza è inaccettabile. La dignità umana deve rimanere il fine ultimo di ogni processo produttivo: in Italia, in Europa e in questo mondo sempre più globalizzato".

Ufficio Stampa

Marco Montini
 Giornalista (Leggi tutti i comunicati)
Roma
montinipress@gmail.con

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