MECSPE, "Il piccolo è indispensabile": alleanze e co-progettazione guidano la manifattura italiana
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Rispondere all’incertezza globale facendo rete sul territorio: la manifattura italiana scommette sul consolidamento della supply chain per restare competitiva. Secondo i dati dell’Osservatorio MECSPE[1], fiera di riferimento per il settore, in calendario dal 3 al 5 marzo 2027 a BolognaFiere – le imprese stanno ripensando le catene di fornitura puntando su flessibilità, vicinanza e co-progettazione con le PMI specializzate.
L'incertezza internazionale, l'andamento dei mercati e i prezzi delle materie prime richiamano l'attenzione della manifattura, che risponde però con flessibilità. Per il 70% delle imprese, infatti, gli impatti effettivi sulla produzione restano moderati o minimi. In questo scenario, l'adeguamento delle strategie diventa una scelta di rafforzamento: il 37% negozia o cambia i fornitori, il 30% punta su accordi di forniture di lungo periodo e il 24% potenzia le scorte di magazzino. Dinamiche che proiettano la riorganizzazione della supply chain e il reshoring tra i trend principali (per il 17% delle imprese) per lo sviluppo futuro del settore.
«I dati dell’Osservatorio mostrano imprese consapevoli delle sfide che hanno davanti, ma determinate a rafforzare la propria competitività», commenta Maruska Sabato, Project Manager di MECSPE. «In uno scenario globale in continua trasformazione, poter contare su filiere solide, integrate e capaci di adattarsi rapidamente diventa sempre più importante. È anche in questa direzione che lavora MECSPE, favorendo l’incontro tra imprese, competenze e tecnologie e creando nuove opportunità di collaborazione per il sistema manifatturiero».
Come si sta evolvendo, quindi, la collaborazione tra le imprese lungo la filiera? E quali opportunità si aprono per un sistema manifatturiero, come quello italiano, storicamente fondato sui distretti produttivi e PMI specializzate?
Per il Centro Studi di Confimi Industria, secondo cui la riorganizzazione della supply chain è ormai una scelta di visione industriale prima ancora che una risposta di mercato «la resilienza della filiera è una componente diretta della competitività. Ridurre dipendenze eccessive, diversificare i fornitori, accorciare quando possibile le catene di approvvigionamento e costruire rapporti più solidi lungo la filiera significa anche diminuire il rischio che uno shock esterno si trasformi immediatamente in un problema produttivo».
Per le PMI italiane si apre così una fase di maggiore collaborazione tra le imprese, che non richiede complesse aggregazioni societarie: si fa rete attraverso co-progettazione, integrazione digitale e accordi di filiera. Come evidenzia il Centro Studi di Confimi Industria, «la filiera non è più solo il luogo in cui si acquista o si vende, ma uno spazio comune di investimento e competitività».
Un modello che valorizza le radici e la flessibilità del Made in Italy e premia il know-how delle piccole e microimprese artigiane: oggi i grandi gruppi affidano loro fasi produttive ad alta specializzazione, trasformando il saper fare diffuso nel vero perno dell'intera catena industriale.
«Le piccole e microimprese sono da sempre un vantaggio competitivo del sistema italiano, ma oggi lo sono ancora di più: con l’evoluzione delle filiere, il piccolo è diventato indispensabile, un anello senza il quale la catena non può esistere», spiega Stefano Campanella, Presidente Confartigianato Meccanica e Subfornitura. «Per rafforzare questo ruolo è fondamentale investire nelle competenze, migliorare la capacità di dialogare con le aziende più strutturate e favorire il trasferimento tecnologico tra grandi e piccole imprese. La digitalizzazione è un passaggio importante, ma deve accompagnarsi alla valorizzazione di quelle competenze manifatturiere tradizionali che restano essenziali per la produzione. È esattamente questa la missione del Villaggio Confartigianato a MECSPE – continua Campanella – uno spazio pensato per accompagnare le imprese artigiane verso nuove opportunità di business e accelerare la loro integrazione nei circuiti industriali più avanzati».
Qual è l'impatto concreto di questa evoluzione sui distretti produttivi? Un esempio virtuoso arriva dall'Emilia-Romagna, dove l'Osservatorio MECSPE inserisce la riorganizzazione delle supply chain tra i cinque principali trend per le imprese regionali, accanto a digitalizzazione, automazione, personalizzazione e sostenibilità. Dati che confermano la vitalità di un sistema da 382mila imprese attive, con un PIL in costante espansione (+0,6% nel 2025 e +0,9% nel 2026). In eccellenze storiche come la Motor Valley, la Packaging Valley, la meccatronica e la nautica, il rapporto di fornitura si è evoluto: la tecnologia e il know-how territoriale hanno trasformato le PMI locali in veri e propri centri di co-progettazione per le grandi capofiliera.
«Il nostro sistema manifatturiero si caratterizza storicamente per una fortissima flessibilità e versatilità, che ha favorito la nascita di distretti industriali altamente specializzati», spiega Rachele Morini, Presidente Confimi Romagna. «Oggi osserviamo una crescente propensione a superare i tradizionali confini territoriali attraverso collaborazioni di lungo periodo, contratti di rete e investimenti condivisi in ricerca e sviluppo. I distretti romagnoli si stanno trasformando da semplici agglomerati manifatturieri locali a veri e propri cluster di innovazione integrati, dove la competitività si gioca non più sulla singola impresa, ma sulla tenuta tecnologica e sulla sostenibilità dell’intera filiera».
Una trasformazione visibile anche nell’integrazione tra agroalimentare e tecnologie per il confezionamento, nello sviluppo di nuovi materiali a minore impatto ambientale e nell’evoluzione del polo energetico ravennate. Esperienze che dimostrano come innovazione, collaborazione e specializzazione territoriale possano rafforzare la competitività delle filiere industriali.
È proprio su queste connessioni che MECSPE tornerà ad accendere i riflettori dal 3 al 5 marzo 2027 a BolognaFiere, riunendo imprese, associazioni e professionisti della manifattura. Attraverso i suoi saloni espositivi e le iniziative dedicate all’innovazione, la manifestazione offrirà occasioni di confronto, networking e aggiornamento sulle tecnologie e sulle soluzioni per rendere i processi produttivi più efficienti, favorire l’integrazione tra imprese e costruire filiere industriali sempre più competitive e resilienti.
[1] Osservatorio MECSPE sull’industria manifatturiera relativo al I quadrimestre 2026, condotto con metodo CAWI (Computer Assisted Web Interviewing).
Ufficio Stampa
Alessia Riva
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