PRESENTATO UN REFERENDUM ATTO AD ABOLIRE, ” L’ASSEGNAZIONE DEI CLANDESTINI NEI COMUNI “OBBLIGATORIAMENTE, E L’ABOLIZIONE DELL’ASSEGNAZIONE DELL’ALLOGGIO AGLI STESSI!
I quesiti presentati dal Comitato Promotore di Base Italia riguardano l’immigrazione clandestina e l’eliminazione dell’inciso consentirebbe sia di evitare l’assegnazione di questi clandestini nei Comuni OBBLIGATORIAMENTE sia l’assegnazione dell’alloggio che avverrebbe in via prioritaria rispetto ai nostri connazionali.
Chioggia,
(informazione.news - comunicati stampa - politica e istituzioni)
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-11-19&atto.codiceRedazionale=16A08208&elenco30giorni=false
Il problema nel nostro Paese, non è l’immigrazione in sè ma piuttosto quel terribile calvario dei cittadini italiani che sentono, sanno ,avvertono di essere diventati soggetti di serie B poichè il Governo nettamente mostra di offrire un canale preferenziale a coloro i quali non solo non sono cittadini, ma molto spesso oltre ad entrare illegalmente sul nostro territorio non ne avrebbero neppure diritto.
Adesso stiamo grattando il fondo del barile dal momento che non solo agli immigrati viene offerta assistenza di ogni tipo gratuitamente ( a scapito anche del servizio sanitario nazionale per i cittadini) ma vengono coercitivamente imposti e assegnati secondo regole dettate con autoritarismo ma senza criterio, imponendo nei comuni flussi di immigrazione che spesso non possono essere sopportati dalle comunità.
E non solo. Mentre agli italiani vengono espropriati gli immobili anche per motivi economici- ovvero l’impossibilità di far fronte ai continui ed esosi esborsi per tasse ed imposte cui sono soggetti i cittadini ( gli stessi spesso disoccupati o in attesa di pensione!)- agli immigrati è invece concesso un canale preferenziale per ottenere alloggio, talvolta anche negli immobili espropriati a chi non può pagare.
Così senza essere razzisti ma semplicemente volendo restituire agli ITALIANI il diritto ad una vita almeno dignitosa sono stati presentati due quesiti referendari che tendono ad abolire i “privilegi” assegnati agli immigrati restituendo agli italiani ciò che spetta.
Il primo referendum chiede di abolire la normativa in base alla quale secondo criteri generali (= ovvero A DISCREZIONE di chi ci governa!) vengano accolti sul nostro territorio un numero sempre crescente di immigrati al solo fine di impoverire ulteriormente le già magre risorse dei cittadini e poter utilizzare i numeri dei suddetti flussi come merce di scambio in Europa per giustificare il mancato rispetto delle regole del pareggio di bilancio.
Il referendum propone così non solo di porre un freno ma indirettamente che la quota di immigrati accolta sia preventivamente concordata con la UE che conseguenzialmente se ne assumerà anche gli oneri economici.
Il secondo quesito riguarda invece l’abolizione della normativa che prevede l’assegnazione di alloggi agli immigrati : infatti tutti i diritti devono essere garantiti, compreso quello all’integrazione ma non è accettabile che agli italiani sia espropriata la casa e questa venga assegnata agli immigrati.
Non è un problema di solidarietà ma di equità, poichè l’italiano che non può più pagare spesso è diventato insolvente a causa della crisi, ma presumibilmente, negli anni ha versato tasse e contributi che invece chi giunge da immigrato non ha mai corrisposto allo Stato italiano.
Proprio per ragioni di equità e per prevenire inevitabili conflitti tra i cittadini e gli immigrati è opportuno che la normativa sia oggetto di modifica , sottoponendo i quesiti allo strumento referendario che permette la piena espressione della volontà popolare e dunque democratica.
Dalla parte degli esseri umani, dunque : sia cittadini che immigrati.
di Valeria Sanfilippo