Su Anguillara Sabazia intervista a tutto campo a De Pierro, Pizzigallo parte male e nostro sindacato ispettivo non farà sconti a nessuno
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Roma - L’insediamento del consiglio comunale di Anguillara Sabazia continua a far discutere. A scuotere le acque della politica sabatina è Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro. Presente in aula insieme alla delegazione locale, il giornalista e leader politico traccia una linea di demarcazione netta tra i partiti tradizionali e l'azione del suo movimento, mettendo sul tavolo rilievi istituzionali ed etici di enorme peso. Lo abbiamo intervistato per capire quale sarà il futuro del territorio.
Presidente De Pierro, partiamo dal dato politico immediato. Voi eravate in aula ad Anguillara Sabazia. Che atmosfera ha respirato e cosa rappresenta per voi questo insediamento?
"Ho respirato l’atmosfera tipica di chi pensa che la politica sia un gioco che si apre e si chiude con le scadenze elettorali. Per la maggioranza di Angelo Pizzigallo e per l’opposizione consiliare guidata da Alberto Civica, la partita sembra quasi finita con la delega delle urne: si spartiscono i ruoli, ci si siede sugli scranni e ci si adagia. Ma per l'Italia dei Diritti-De Pierro la prospettiva è diametralmente opposta. Per noi, la vera campagna elettorale, quella del controllo, del radicamento e della tutela dei cittadini, inizia proprio nel momento in cui il consiglio si insedia. Siamo andati in aula per ribadire questo concetto in modo plastico, accompagnati da Sandra Germogli, che ha guidato la nostra lista con coraggio, e da Ylenia Massimini, la nostra instancabile responsabile per l'Area del Lago di Bracciano".
Lei ha espresso critiche severe sui tempi di convocazione di questa assise. Perché?
"Perché il rispetto dei tempi è la prima forma di rispetto verso i cittadini. Questo consiglio è stato convocato chiaramente in ritardo rispetto alle scadenze canoniche. Quando un’amministrazione parte già zoppicando sulle procedure e sulle tempistiche burocratiche elementari, lancia un segnale di approssimazione. Noi siamo dei puristi della forma istituzionale, perché sappiamo che dietro la forma si nasconde la sostanza della democrazia. Se si comincia derogando sui tempi, dove si arriverà quando si tratterà di gestire scadenze ben più complesse relative a bilanci o fondi pubblici?".
A proposito di forma istituzionale, ha sollevato un caso che molti hanno definito una 'finezza', ma su cui lei si è mostrato intransigente: il giuramento del sindaco sulla Costituzione senza il testo davanti.
"Mi fa sorridere chi liquida queste cose come semplici 'finezze'. Il giuramento del sindaco è l'atto solenne per eccellenza. Si giura fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione. Come si può giurare su un testo fondamentale senza averlo fisicamente davanti, senza toccarlo, senza mostrarlo alla cittadinanza come la bussola polare del proprio mandato? È una questione di etica istituzionale. L'Italia dei Diritti-De Pierro è severissima su questo con i propri consiglieri in tutta Italia. I nostri eletti hanno l'ordine tassativo di invitare i sindaci a procurarsi la Carta Costituzionale prima di pronunciare la formula. Se il sindaco non ha la Costituzione davanti mentre giura, simboleggia un distacco, forse inconscio ma indicativo, dalle regole del gioco".
Ha voluto fare un paragone storico con l’ex sindaco di Vallepietra Flavio De Santis. Un modello replicabile?
"Non solo replicabile, ma doveroso. Con Flavio De Santis abbiamo condiviso cinque anni straordinari sui banchi dell’opposizione a Vallepietra. Nel giorno del suo storico insediamento, De Santis non solo pretese la Costituzione per giurare, ma fece un gesto monumentale: distribuì una copia della Carta fondamentale a ogni singolo consigliere presente in aula, di maggioranza e di minoranza. Quella è la dimostrazione plastica del senso dello Stato, un esempio che vidi e apprezzai profondamente. Vedere oggi ad Anguillara una totale indifferenza verso questi dettagli formali dimostra la distanza abissale che c'è tra un'opposizione targata Italia dei Diritti-De Pierro e quella attualmente seduta in consiglio comunale".

Il momento di massima tensione etica della sua disamina riguarda la presentazione della giunta e il mancato ricordo dell'ex assessora Maria Messenio. Ci spieghi esattamente cosa è successo secondo la vostra ricostruzione.
"Questo è il punto che più mi ha ferito come uomo e come rappresentante delle istituzioni. Durante l’assise, nel momento esatto in cui il sindaco Pizzigallo presentava ufficialmente i membri della nuova giunta, si è creato un vuoto di memoria inaccettabile. Qualche consigliere ha giustamente ricordato un proprio parente deceduto in prossimità del voto. Ma il sindaco ha completamente ignorato la figura della madre del presunto femminicida di Federica Torzullo. Ricordiamo che parliamo di un delitto efferato che ha sconvolto non solo la comunità di Anguillara, ma l'intera nazione. Pochi giorni dopo l'arresto del figlio, entrambi i genitori si tolsero la vita. E quella madre era un'assessora in carica proprio nella precedente giunta guidata da Pizzigallo".
Pizzigallo potrebbe difendersi dicendo che la vicenda è delicata e dolorosa. Perché per voi era fondamentale ricordarla proprio in quel momento?
"Nessuno nega la delicatezza, ma la politica non può scappare davanti alle tragedie che colpiscono il suo stesso tessuto. Il momento in cui il sindaco presentava la nuova giunta era l'istante ideale, il contesto più opportuno dal punto di vista istituzionale e umano per spendere una parola, per fare una riflessione o chiedere un minuto di silenzio in memoria di una donna che aveva servito quella stessa comunità all'interno dell'esecutivo cittadino. Ignorare la cosa, far finta che quella sedia non fosse mai stata occupata da lei o che quel dramma immane non avesse sfiorato il palazzo comunale, è un atto che genera un vuoto di sensibilità istituzionale. Per l'Italia dei Diritti-De Pierro sarebbe stato un dovere morale imprescindibile".
Ad Anguillara il vostro movimento non ha conquistato seggi, ma lei ha ribadito che l'opposizione ombra è prontissima. Come si strutturerà l'azione sul territorio da oggi in poi?
"Chi pensa che l'assenza di consiglieri comunali ci metta a tacere non ha capito nulla della storia dell'Italia dei Diritti-De Pierro. Noi sul territorio del Lago di Bracciano siamo radicati da anni, abbiamo una segreteria territoriale straordinariamente attiva capeggiata da Ylenia Massimini. L'opposizione ombra non ha bisogno delle poltrone per far sentire la voce dei cittadini. Terremo i riflettori costantemente accesi sull'operato di Pizzigallo e della sua squadra, esattamente come facciamo in ogni angolo d'Italia in cui siamo presenti".
Che tipo di opposizione dobbiamo aspettarci? Sarà un muro contro muro ideologico?
"Assolutamente no, noi non facciamo politica per partito preso. Il nostro sarà un monitoraggio rigoroso, onesto e trasparente. Lo dico chiaramente: se l'amministrazione comunale si dimostrerà virtuosa su determinati provvedimenti, se farà il bene di Anguillara Sabazia, riceverà il nostro pubblico plauso. Non abbiamo paura di riconoscere i meriti altrui. Ma sia chiaro anche il contrario: se l'azione amministrativa non sarà virtuosa, se noteremo favoritismi, opacità nei bandi, abbandono del territorio o ulteriori sgarbi istituzionali, la nostra struttura attiverà immediatamente un sindacato ispettivo implacabile. Chiederemo conto di ogni singolo centesimo e di ogni singola delibera. I cittadini di Anguillara Sabazia sappiano che non sono soli: l'Italia dei Diritti-De Pierro c'è, vigila e non farà sconti".
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dario domenici
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