XTB: un italiano su due ha investito nei mercati finanziari. I giovani guidano la svolta digitale
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Un italiano su due ha avuto esperienze di investimento. Ma accanto a una componente ancora legata a canali e strumenti tradizionali, si fa strada un pubblico più giovane e orientato verso una finanza digitale. È quanto fotografato dal nuovo studio[1]di XTB, una delle principali app europee dedicate agli investimenti, che analizza le tendenze di settore e le abitudini finanziarie degli italiani.
Nel complesso, il 50,2% degli italiani dichiara di aver investito almeno una volta. La percentuale sale al 60,6% tra gli uomini, mentre le donne si fermano al 39,8%, evidenziando un divario di genere ancora rilevante. Guardando all’età, le fasce più propense risultano quelle dei 35-44enni (54,2%) e dei 55-64enni (54,1%). È però tra i più giovani che emerge il maggiore dinamismo: tra i 18-24enni, il 52,6% di chi investe ha iniziato a farlo da meno di un anno, una percentuale che segnala l’affacciarsi di una nuova generazione nel mondo degli investimenti.
SICUREZZA FINANZIARIA COME PRIORITÀ
L'approccio agli investimenti è fortemente dettato dalla situazione finanziaria quotidiana. Attualmente, il 26,5% degli intervistati dichiara di vivere “di stipendio in stipendio”, percentuale che cresce al 29,2% tra le donne e raggiunge il 33% nella fascia 45-54 anni. Per quasi un quarto della popolazione, i vincoli di bilancio rappresentano un ostacolo diretto all'ingresso nei mercati.
In questo contesto, il risparmio assume una chiara funzione preventiva: il 46% indica la creazione di un fondo di emergenza come obiettivo principale, e il 29,2% degli investitori ritiene opportuno intraprendere un percorso di investimento solo dopo aver costruito una piccola rete di salvataggio.
SI COMINCIA PRIMA, CON CIFRE PIÙ PICCOLE
Nonostante queste sfide, le giovani generazioni non attendono tempi migliori per iniziare. Invece di rinviare le decisioni di investimento fino alla piena maturità economica, il 31,6% degli investitori tra i 18 e i 24 anni vede nel primo stipendio l'occasione giusta per cominciare, e il 15,8% ritiene che si debba partire il prima possibile, anche da studenti. Piuttosto che richiedere grandi riserve di capitale, il 44,7% degli under 25 inizia con meno di 1.000 euro, adottando un approccio graduale alla creazione di patrimonio.
“I dati dello studio evidenziano un importante cambiamento generazionale: i più giovani stanno iniziando a investire prima e con cifre più contenute. Prendendo presto il controllo del proprio futuro finanziario, possono sfruttare il potere dell'interesse composto, posizionandosi molto meglio rispetto alle generazioni precedenti per costruire una ricchezza a lungo termine” ha commentato Omar Arnaout, CEO di XTB. “Se da un lato la stabilità finanziaria rimane una priorità prima di accedere ai mercati, le piattaforme digitali rendono l'investimento più accessibile che mai. In XTB ci concentriamo sulla promozione dell'alfabetizzazione finanziaria affinché i nuovi investitori possano costruire il proprio patrimonio in modo responsabile e consapevole.”

NORD E SUD DISTANTI, MA LE ISOLE SONO LE PIÙ DIGITALI
La tendenza a investire varia a seconda dei territori: si passa dal 56,2% del Nord-Ovest e 54,7% del Nord-Est al 46,4% del Sud, per arrivare al 31,4% delle Isole.
Proprio le Isole, però, spiccano sul fronte della digitalizzazione. Tra i residenti in quest'area, infatti, il 42,4% utilizza un broker online o un'app di investimento, a fronte di un 39,4% che si affida a una banca tradizionale.
TITOLI DI STATO IN CIMA ALLE PREFERENZE. LA BANCA RESTA IL CANALE PRINCIPALE
Le preferenze degli italiani restano prevalentemente legate a strumenti convenzionali. Titoli di Stato e obbligazioni sono i più diffusi (41,5%), seguiti da fondi comuni (36,5%) e azioni italiane (32,1%).
La banca rimane invece il principale punto di accesso, utilizzata dal 55,2% degli investitori. Al secondo posto si trovano broker online e investment app, con il 25,6%, un segmento trainato in modo significativo da un cambio generazionale con l'ingresso sul mercato di un numero crescente di giovani adulti, mentre circa il 15,5% si affida a un consulente finanziario.
Lo scenario cambia ancora una volta tra le generazioni più giovani. App e broker online vengono utilizzati dal 44,7% dei 18-24enni e dal 42,1% dei 25-34enni, riducendosi al 14,8% tra gli over 65.
A completamento del quadro generale, lo studio rileva infine una base di investitori di lungo corso. Quasi tre su dieci (29%) investono da oltre dieci anni, quota che si attesta al 49,6% tra i 55-64enni e al 45,7% tra gli over 65 — le stesse fasce in cui è diffuso il capitale più alto: il 29,2% e il 35,8% investono tra 50.000 e 99.999 euro, contro il 23,8% della media generale.
[1] Lo studio è stato realizzato da TGM Research per conto di XTB su un campione di 1.003 individui in Italia, rappresentativo per età (18-75 anni), genere, area geografica (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole), ampiezza del comune di residenza e titolo di studio. All'interno del campione, 504 intervistati risultano "investitori" (avendo investito almeno una volta) e 499 "non investitori".
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