Antonio Schiro: come il business plan aiuta a prevenire la crisi d’impresa
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Antonio Schiro ha rimarcato il ruolo del business plan nella gestione aziendale e nella prevenzione della crisi d’impresa. Lo strumento consente di pianificare le attività, monitorare i flussi di cassa e individuare tempestivamente segnali di difficoltà, contribuendo a garantire un’organizzazione adeguata e la continuità aziendale nel tempo.
Antonio Schiro: il business plan è necessario per organizzare l’impresa e prevenire la crisi
Il business plan è necessario per le imprese affinché venga mantenuta una corretta organizzazione. Lo afferma il Presidente e fondatore dello Studio Schiro & Partners Antonio Schiro, secondo il quale questo strumento richiesto dalla legge è indispensabile per evitare eventuali crisi e per proteggere gli amministratori da responsabilità sul piano giuridico, come previsto dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza. Non va quindi redatto soltanto nell’ottica di richiesta di finanziamenti o per la ricerca di nuovi soci. “L’art. 2086, comma 2, c.c. impone all’imprenditore che opera in forma societaria o collettiva — ha rimarcato Antonio Schiro — di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche per rilevare tempestivamente la crisi e la perdita della continuità aziendale”.
Antonio Schiro: il business plan come guida per l’impresa
“Un bilancio consuntivo racconta il passato. La potenziale crisi però si previene guardando avanti”, ha sottolineato Antonio Schiro. Il business plan è un pilastro fondamentale per una gestione scrupolosa di un’impresa. Un’azienda, infatti, deve prendere decisioni basandosi su informazioni documentate in maniera adeguata. La crescita di una società e la prevenzione della crisi sono due facce della stessa medaglia, poiché sapere quale sarà l’andamento dell’azienda e dove sarà domani è un aspetto fondamentale. Secondo il commercialista e revisore contabile Antonio Schiro, un business plan ben eseguito deve partire da ipotesi realistiche, che si possano spiegare e controllare. Deve poi stimare come evolveranno i conti dell’azienda, con particolare attenzione ai flussi di cassa futuri, e prevedere almeno per i 12 mesi successivi quanto denaro entrerà e uscirà, tenendo d’occhio i segnali di allarme previsti dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza. Inoltre, è essenziale testare il piano con scenari alternativi per provare la reazione dell’impresa a imprevisti e cambiamenti.
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