Orchidea, storia di un fiore malato, la resistenza e la voglia di vivere -
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OrchiDea, storia di un fiore malato - In scena al Teatro Tordinona di Roma dal 9 all’11 marzo, il lavoro diretto da Mariaelena Masetti Zannini con la collaborazione di Emanuela Bolco si muove sul terreno scivolosodel teatro verità, dove la materia biografica diventa atto pubblico e, inevitabilmente, esposizione.
Non c’è finzione e le persone persone che abitano il palco non interpretano un ruolo, ma si mostrano nella loro presenza reale. È una scelta radicale, che porta con sé un rischio evidente: quello di scivolare nell’autobiografia, ma OrchiDea evita questa trappola, quando riesce a trasformare l’esperienza individuale in un terreno di interrogazione collettiva.
Nel racconto scenico di OrchiDea, la malattia emerge come esperienza esistenziale e relazionale, mai isolata. Laura Rinaldoni porta in scena la propria storia insieme alle persone che le sono accanto: il marito, che nonostante la separazione le è rimasto vicino, e la sorella, presenza costante e fondamentale.
“Ad un certo punto della mia vita mi sono ammalata del morbo di Parkinson. E’ un mostro che è cresciuto dentro di me e pian piano si è preso la mia vita.” afferma la protagonista Laura Rinaldoni. “Con me in scena mio marito che nonostante tutto, nonostante i miei eccessi ci abbiano portato alla separazione, mi è rimasto sempre accanto, e mia sorella che non ha mai smesso di tenermi per mano.”
La drammaturgia procede per esposizione diretta, ed il racconto frammenta, interrompe, a volte insiste. È proprio in questa insistenza che lo spettacolo mostra il suo lato più interessante e, allo stesso tempo, più problematico. Non tutto ciò che è vero, infatti, diventa automaticamente necessario sulla scena. La forza del progetto sta nel rifiuto dell’empatia facile, ma la sua debolezza emerge quando la testimonianza rischia di saturare lo spazio teatrale, lasciando poco margine allo spettatore per elaborare autonomamente.
La regia sceglie consapevolmente di evitare un percorso emotivo preconfezionato e un punto di vista dominante. Ogni presenza modifica il racconto, lo altera, lo riscrive dall’interno. Il cast rinnovato contribuisce a questa instabilità, che diventa cifra estetica del progetto: OrchiDea, infatti, è un organismo che muta.
"La scelta di ricorrere ad un nuovo cast risponde a precisa esigenza drammaturgica:
ogni nuova presenza modifica il racconto, lo riscrive dall’interno, lo rende nuovamente vivo. Il teatro, in questo progetto, non ha una funzione consolatoria, ma apre uno spazio di consapevolezza." Afferma Mariaelena Masetti Zannini
La dimensione relazionale è centrale: ciò che accade in scena riguarda il corpo ed il sistema di legami, di prossimità e di responsabilità reciproche. È qui che lo spettacolo trova la sua vera posta in gioco, più che nel tema della malattia in sé. Il lavoro interroga cosa significhi esporsi insieme, condividere il peso della narrazione, accettare che la propria vita diventi materia scenica anche per gli altri.
In questo senso, OrchiDea è un’operazione profondamente politica, ma non sempre equilibrata. Il suo valore non sta tanto nel “raccontare” una condizione, quanto nel mettere in crisi lo statuto stesso della rappresentazione: chi guarda è chiamato a prendere posizione, non a commuoversi. Il teatro non consola, non cura, non risolve. Al massimo, apre una frattura.
Ed è proprio in quella frattura – scomoda, irrisolta – che lo spettacolo trova la sua ragione d’essere.
Informazioni sullo spettacolo
OrchiDea, storia di un fiore malato
Scritto e diretto da Mariaelena Masetti Zannini
Collaborazione alla regia: Emanuela Bolco
In scena:
Laura Rinaldoni, Daniela Rinaldoni, Emanuela Bolco, Cristina Bevilacqua, Andrea Vangelisti, Mariaelena Masetti Zannini, Virginia Rossi, Valentina Formisano, Anthony Rosa, Marco Fioramanti, Niko Marinelli
Performance art e oggetti di scena: Marco Fioramanti
Performance di pittura sul corpo: Niko Marinelli
Coreografia: Anthony Rosa
Teatro Tordinona – Via degli Acquasparta 16, Roma
9, 10 e 11 marzo – ore 21
Biglietti: €15 | Ridotto €13
Info e prenotazioni:
📞 347 8612340
✉️ [email protected]
In copertina: fotografia di Stefano Borsini (pubblicazione autorizzata)
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