Nuova stagione per Teatri di Vita dal titolo "Come potevamo noi cantare"

Undici eventi fra teatro, musica e danza contemporanea, nel programma d'autunno del Centro di produzione teatrale di Bologna Teatri di Vita, da settembre a dicembre. Dai concerti di Tricarico, Locasciulli, Zamboni e Il Parto delle Nuvole Pesanti, agli spettacoli di teatro contemporaneo per attraversare Gaza, la storia italiana, i temi sociali.
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Sono tempi bui e dolorosi quelli della nostra Storia, attraversata da estremismi e guerre, distruzioni e genocidi. E allora, ricordando la poesia di Quasimodo sul fare arte in tempo di guerra, la stagione autunnale di Teatri di Vita non può che intitolarsi “Come potevamo noi cantare”: segno di un disagio nel proseguire la vita di tutti i giorni, ma anche affermazione della necessità di farlo ricordando l’orrore vicino. Sono 11 gli eventi di teatro e musica (perché sì, si può cantare) in programma, con il coraggio della testimonianza, della memoria, della riflessione, della visionarietà, della bellezza e, perché no, del sorriso.

 L’appuntamento con la stagione “Come potevamo noi cantare” è a  Teatri di Vita (piazzetta Sergio Secci 1, ex via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; teatridivita.it) da venerdì 19 settembre con il concerto che festeggia i 25 anni di attività di Tricarico a domenica 21 dicembre con il congedo pre-natalizio ridendo con Maria Carolina Nardino nel ricordo di Anna Marchesini.

 Sono quattro i concerti-anniversario in programma: oltre a Tricarico, sono previsti il concerto di festa per i 35 anni de Il Parto delle Nuvole Pesanti, quello per i 50 anni di attività di Mimmo Locasciulli, e il concerto-spettacolo di Massimo Zamboni dedicato a Pier Paolo Pasolini il 2 novembre, a 50 anni esatti dall’uccisione dell’intellettuale bolognese.

Il teatro batte un colpo forte sulla necessità politica della memoria, con “Stella” di Naturalis Labor, spettacolo di danza contemporanea che ci risucchia nel covo delle BR in cui è imprigionato Aldo Moro; con “Nilde mia” di Paola Leone, che racconta la vita di Nilde Iotti legandola fortemente alle battaglie femministe del presente; e con “Sette bambine ebree. Un’opera per Gaza” di Caryl Churchill, uno spettacolo di Andrea Adriatico che recupera il filo della memoria dalle persecuzioni naziste all’occupazione dei territori palestinesi.

Con tre sguardi inquietanti sulla società: la distopia teatrale-musicale “Quelli che si allontanano da Omelas” di Ursula K. Le Guin, uno spettacolo di Davide Sacco, con Eva Robin’s, coprodotto da Teatri di Vita e ErosAntEros, e presentato in prima nazionale; “La cara dei vecchi” di Elvira Buonocore e Progetto Nichel, un tagliente scontro generazionale, vincitore del premio Network Drammaturgia Nuova; e infine “Salvami, mostro” di Lorenzo Balducci, carrellata grottesca tra i nuovi mostri di una società digitale, fragile e vacua.

 L’attività di Teatri di Vita - Centro di produzione teatrale è realizzata con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna.

L’abbonamento complessivo alla stagione è di 79 euro.

Per maggiori informazioni

Ufficio Stampa

Valentina Guaiumi
 Teatri di Vita (Leggi tutti i comunicati)
via Emilia Ponente 485
Bologna
[email protected]
051 6199900

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