Lucchini senza Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA), ma con più camion: una scelta che pesa sulla viabilità di Lovere
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Lucchini senza Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA), ma con più camion: una scelta che pesa sulla viabilità di Lovere
La Lucchini RS, controllata dal gruppo indiano JSW Steel (a sua volta riconducibile alla famiglia Jindal, con partecipazioni diffuse tra investitori globali), gigante della siderurgia mondiale, potrà aumentare la produzione di acciaio passando da 250.000 a 310.000 tonnellate all’anno, circa il 25% in più.
L’azienda, attiva dal 1856 a Lovere ma ora mai non più in mano italiana, aveva chiesto alla Provincia di verificare se fosse necessaria la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). In questi giorni è arrivato il benestare dell’ente, che ne ha escluso l’obbligo.
Per incrementare la produzione di ruote in acciaio, quindi, l’azienda non dovrà sottoporsi alla VIA. Lo ha stabilito recentemente la Provincia di Bergamo dopo un confronto con l’azienda, i Comuni di Lovere e Castro, ANAS, ATS Bergamo e ARPA Lombardia.
L’aumento della produzione è il risultato di modifiche nei processi e dell’introduzione di nuove tecnologie in un’azienda fortemente energivora. I controlli effettuati dagli enti pubblici hanno finora rappresentato una garanzia per la tutela della salute e dell’ambiente circostante. Tuttavia, gli effetti inquinanti continuano a esistere ed è proprio per questo che un ulteriore approfondimento sarebbe stato auspicabile.

Senza mettere in contrapposizione ambiente e occupazione, né ambiente e sviluppo economico, un’analisi più approfondita — come quella prevista dalla VIA — avrebbe potuto garantire una migliore mitigazione non solo degli effetti dell’incremento produttivo, ma anche dell’intera attività industriale, rendendo meno incompatibile la presenza dell’azienda con il territorio.
Ci saremmo aspettati, almeno per evitare l’incremento dei transiti di camion a Lovere — che passeranno da 250 a 310 al giorno — e alla luce del ricorrenti cedimenti della strada comunale come quella del 2024, una proposta di mitigazione da parte dell’azienda.
Come non ricordare che negli anni passati le chiatte trasportavano rottami di ferro e ruote tra Lovere e Pisogne, per poi inoltrarli su ferrovia? Oggi non è più possibile trasferire i camion su ferrovia, ma sarebbe possibile inviarli su chiatta fino a Costa Volpino, per evitare un nuovo cedimento della strada come avvenne nel 2024 e l'incremento del traffico pesante in paese. Sorprende infine che una parte dell'aumento della produttività e quindi dei profitti non possa essere restituito ai bisogni delle comunità locali con un intervento sulla sostenibilità in questo caso del trasporto merci.
Dario Balotta responsabile trasporti Europa Verde e portavoce di Brescia
Brescia 13 maggio 2026
Ufficio Stampa
dario balotta
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