Federico Faggin ad Asolo: quando il padre del microprocessore parla di coscienza e il futuro cambia prospettiva

Ci sono incontri che non sono semplici conferenze. Sono momenti di pensiero, di quelli che restano nella memoria perché aprono prospettive nuove. È ciò che è accaduto ad Asolo, il borgo veneto che Carducci chiamò “la città dai cento orizzonti”, dove sabato 28 febbraio si è svolta la tavola rotonda “La ricerca dell’Unità. Il risveglio della coscienza globale”.
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Asolo, (informazione.news - comunicati stampa - fiere ed eventi)

Un evento che ha registrato il tutto esaurito, con centinaia di persone presenti e molte altre collegate in streaming, a dimostrazione di quanto il tema della coscienza – oggi più che mai – tocchi corde profonde del nostro tempo.

Protagonista assoluto dell’incontro è stato Federico Faggin, fisico, inventore e imprenditore visionario. Il suo nome appartiene alla storia della tecnologia: è il padre del microprocessore, l’uomo che ha contribuito a cambiare il volto del mondo digitale, inventando anche il touchpad e il touchscreen. Un italiano che ha fatto parte della straordinaria generazione che ha dato vita alla Silicon Valley. Eppure oggi Faggin guarda oltre la tecnologia.

Dopo aver rivoluzionato il modo in cui i computer elaborano le informazioni, ha scelto di dedicarsi a una delle domande più affascinanti e profonde che l’umanità possa porsi: che cos’è davvero la coscienza? Il suo intervento ad Asolo ha aperto una riflessione che unisce scienza e filosofia, tecnologia e spiritualità. Perché, se il progresso tecnologico continua a correre a una velocità impressionante, cresce allo stesso tempo il bisogno di comprendere il significato della nostra esistenza e la natura dell’esperienza umana. Attorno a questo interrogativo si è sviluppato il confronto tra esperti provenienti da discipline diverse: lo psichiatra e psicoterapeuta Diego Frigoli, il chirurgo vascolare e studioso di medicina della longevità Attilio Cavezzi e il naturopata e kinesiologo Alessandro Sieni.

Ognuno ha portato la propria prospettiva, mostrando come le più recenti scoperte in fisica, neuroscienze, epigenetica e psicologia stiano aprendo la strada a una visione sempre più integrata dell’essere umano. A guidare il dialogo è stata Alessandra Bracci, che con sensibilità e intelligenza ha saputo intrecciare le voci dei relatori con le domande di un pubblico partecipe e curioso. Il filo conduttore della giornata è stato chiaro: serve una nuova prospettiva capace di unire le discipline, superando le frammentazioni del sapere che per troppo tempo hanno separato la scienza dalla dimensione umana.

In fondo, la domanda che aleggiava nella sala era semplice e radicale allo stesso tempo: chi siamo davvero? E se è vero che la tecnologia ci ha portato lontano, forse oggi è arrivato il momento di rivolgere lo sguardo anche verso l’interno. Dietro il successo dell’iniziativa c’è la determinazione di Elisa Cannelli, presidente dell’Associazione Culturale Asolo Arte, che insieme all’Istituto ANEB di Milano – scuola di psicoterapia ad indirizzo ecobiopsicologico – ha fortemente voluto questo incontro. Con tenacia e visione ha reso possibile un dialogo raro, capace di riunire scienza, medicina e ricerca interiore in un unico spazio di confronto. Perché a volte basta un luogo, un’idea e la volontà di far dialogare menti diverse per accendere qualcosa di nuovo. E ad Asolo, in quella giornata, la sensazione è stata proprio questa.

Ufficio Stampa

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