Basta gabelle sui lucani, Antonello De Pierro demolisce la tassa della giunta Bardi sulle ricette

Il presidente dell'Italia dei Diritti-De Pierro tuona contro la quota di 2,50 euro a ricetta voluta da Bardi e Latronico: "La sanità non si tocca. Un provvedimento assurdo, i cittadini dicano basta alla rassegnazione. Un salasso inaccettabile, specie per le famiglie monoreddito costrette a tagliare sul cibo. La Basilicata trattata come una colonia petrolifera tra disservizi sanitari nell'entroterra e boom di tumori.
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 La decisione della Regione Basilicata di introdurre una quota di compartecipazione di 2,50 euro a ricetta per la spesa farmaceutica convenzionata, fortemente voluta dalla giunta guidata da Vito Bardi, su proposta dell'assessore alla Salute Cosimo Latronico, ha fatto scoppiare un vero e proprio caso politico. Mentre l'amministrazione regionale difende il provvedimento definendolo una misura di sostenibilità e contenimento del disavanzo, l'opposizione intransigente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro non si è fatta attendere, trasformandosi in una mobilitazione radicale a tutela del territorio e delle fasce più deboli sotto la guida diretta del suo presidente, Antonello De Pierro.

Un provvedimento iniquo, il duro affondo di Antonello De Pierro

Fin dal primo momento, il movimento politico fondato e presieduto da Antonello De Pierro ha alzato le barricate contro quella che viene definita senza mezzi termini una "gabella ingiusta". L'opposizione istituzionale e territoriale è stata portata avanti in prima linea dal sub commissario regionale Andrea Vricella, che ha acceso i riflettori sulle pesanti contraddizioni economiche che gravano sui lucani.

Il cuore della contestazione si fonda su un presupposto inaccettabile per il movimento: non si può giustificare il ticket sanitario sbandierando le esenzioni per le fasce protette. Esistono infatti centinaia di famiglie monoreddito, non coperte da esenzioni ma schiacciate dal carovita, per le quali un esborso fisso di 2,50 euro a ricetta si trasforma in un vero e proprio salasso. Un costo che finisce per costringere i cittadini a compiere scelte drammatiche, arrivando a tagliare persino sui beni di prima necessità come il cibo pur di curarsi.

Il paradosso petrolifero e la metafora coloniale

L'attacco dell'Italia dei Diritti-De Pierro va ben oltre la contingenza del ticket farmaceutico, inserendo il provvedimento nel contesto di uno sfruttamento storico del territorio lucano.

Il movimento ha denunciato il paradosso di una regione che produce circa l'80% del petrolio nazionale, ma in cui i cittadini subiscono i costi energetici più alti e un caro carburanti paradossalmente insostenibile a causa della conformazione territoriale e delle carenze infrastrutturali. Secondo il movimento, la Basilicata viene trattata da decenni come una colonia d'altri tempi, depredata delle proprie risorse naturali alla stregua di quanto facevano i colonizzatori in Africa, lasciando alla popolazione locale solo i danni collaterali. Tra questi, il movimento punta l'indice sul drammatico aumento dell'incidenza dei tumori (cresciuta in modo esponenziale del 300% e legata temporalmente all'avvio delle estrazioni petrolifere), a fronte di un'assistenza sanitaria nell'entroterra che definiscono al collasso, segnata da presidi carenti persino per le cure di base.

Il tour di dieci giorni e il richiamo a Carlo Levi, risvegliare le coscienze

Per toccare con mano la portata del malcontento, il presidente Antonello De Pierro ha intrapreso un tour durato dieci giorni, girando in lungo e in largo i comuni della Basilicata. L'ascolto diretto dei cittadini ha confermato la rabbia per una tassa percepita come un'ulteriore vessazione, ma ha fatto emergere anche un elemento critico: la rassegnazione.

Richiamando alla memoria le pagine immortali di Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, De Pierro ha evidenziato come il popolo lucano tenda storicamente a subire i torti con un senso di atavica rassegnazione, limitandosi alla lamentela quotidiana senza tradurla in una reazione forte. Un atteggiamento che rischia di sfociare in una sorta di "masochismo sociale", alimentato dal sostegno ininterrotto a classi politiche che nel tempo si sono dimostrate incapaci di tutelare i reali interessi della collettività.

"Svegliatevi, il tempo del sonno delle coscienze è terminato" è l'appello perentorio lanciato dal leader del movimento.

La chiamata all'azione: i "consiglieri ombra" e lo slogan "la pacchia è finita"

L'Italia dei Diritti-De Pierro non si limita alla protesta sterile, ma offre un'alternativa concreta di attivismo civico. Forte del successo ottenuto in altre regioni d'Italia, il movimento chiama a raccolta i lucani affinché smettano di delegare il proprio futuro a chi li ha governati con logiche feudali.

Attraverso la struttura legale e mediatica messa a disposizione dal movimento, ogni cittadino ha l'opportunità di diventare protagonista del proprio destino candidandosi a presidiare il territorio in qualità di consigliere ombra. Sotto lo slogan "la pacchia è finita", l'obiettivo è accendere i riflettori sull'operato delle amministrazioni locali, smantellare i vecchi sistemi di potere e restituire voce a una terra che non vuole più subire in silenzio. La richiesta al governo regionale resta ferma e intransigente: ritirare immediatamente il provvedimento.

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dario domenici
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