Raffaele Capperi: il volto gentile della resilienza

Raffaele Capperi è sempre stato unico. Alla nascita, era uno su cinquantamila. Nato con la sindrome di Treacher Collins, una rara patologia che lo ha messo a dura prova nei confronti della società, con determinazione e gentilezza ha saputo distinguersi e trovare il modo di superare gli ostacoli. Ora la sua voce risuona forte e risoluta per combattere le discriminazioni.
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Nel panorama dei social italiani, dove spesso l’apparenza domina la sostanza, Raffaele Capperi emerge come un faro di autenticità e coraggio. Nato nel 1994 a Cremona con la sindrome di Treacher Collins, una rara malattia genetica che provoca malformazioni cranio-facciali, proprio come quella raccontata nel film Wonder. Raffaele ha trasformato la sua storia personale in una missione pubblica: dare voce a chi non ne ha, combattere il bullismo e promuovere la gentilezza.
La sua infanzia e adolescenza sono state segnate da sguardi indiscreti, commenti crudeli e una solitudine che lo ha accompagnato anche nel mondo del lavoro. Dopo numerosi colloqui, era riuscito a ottenere un impiego come magazziniere, ma le continue umiliazioni da parte dei colleghi lo hanno costretto a dimettersi. Un' esperienza che avrebbe potuto spezzarlo, ma che invece ha acceso in lui la scintilla del cambiamento. Diventato noto non solo per la sua storia personale, ma anche come “influencer” e autore, impegnato in prima linea nella lotta contro il bullismo e le discriminazioni, nel 2018, Raffaele ha deciso di raccontarsi sui social. Con un profilo Instagram e successivamente su TikTok, ha iniziato a condividere la sua quotidianità, le difficoltà legate alla sua condizione, ma anche i momenti di gioia, le riflessioni profonde e i messaggi di speranza. Oggi è seguito da centinaia di migliaia di persone che lo considerano un punto di riferimento per la lotta contro il bullismo e il cyberbullismo.


Il suo libro autobiografico, ''Brutto e Cattivo'',  edito da DeAgostini, è un manifesto di resilienza. Un libro sentito scritto in punta di piedi ma destinato a sensibilizzare il mondo intero. Diretto e sincero Raffaele racconta le sue operazioni chirurgiche, le umiliazioni subite, ma anche le scoperte più belle: l'amicizia, l'amore, la forza di essere sé stessi. Il messaggio è chiaro: io Sono molto più di un volto in un post.
Nel 2020, è stato nominato “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana” dal presidente Sergio Mattarella, per il suo impegno contro il bullismo e le discriminazioni.

Da allora, Raffaele partecipa a eventi istituzionali, incontra studenti nelle scuole e presta la sua voce a progetti cinematografici, diventando L'ambasciatore ufficiale del film Wonder per la distribuzione italiana nominato in collaborazione con Notorious Pictures.
Il suo impegno non si ferma. In occasione della Giornata mondiale contro il bullismo, ha dichiarato:
''Se assisti a un atto di bullismo, non rimanere indifferente. Il tuo silenzio alimenta la violenza''. Ha sottolineato che rispondere alla cattiveria con violenza o con altro odio non porta a nulla: "non ho mai reagito alle offese" dice. Parla molto di accettazione della diversità: “La diversità ci rende unici”. Invita le vittime di bullismo a non rimanere in silenzio, a confidarsi con qualcuno di fiducia, perché il dolore continua se non elaborato. Attraverso la sua storia vuole diventare un riferimento: “Aiutare gli altri mi ha fatto capire il mio valore”. Un invito che risuona forte, soprattutto tra i giovani, sempre più coinvolti in dinamiche sociali complesse.
Raffaele Capperi non è solo un influencer. È un testimone, un attivista, un esempio vivente di come la fragilità possa diventare forza. In un mondo che spesso premia la perfezione, lui ci ricorda che la bellezza più autentica nasce dalla verità di chi siamo. Ed è una persona che con la gentilezza riesce a fare la differenza.


Invito all’azione
Se questo racconto ti ha toccato, non restare spettatore. Condividi la storia di Raffaele, parla di bullismo con chi ti sta vicino, sostieni le associazioni che si occupano di inclusione e rispetto. E soprattutto, sii gentile: ogni gesto conta. La rivoluzione della gentilezza inizia da te. La gentilezza non è debolezza: è scelta, è atto di forza. Usare la gentilezza come risposta alla cattiveria richiede coraggio. L’educazione e la sensibilizzazione nelle scuole sono fondamentali: la testimonianza diretta, come quella di Raffaele, ha un forte impatto emotivo e motivazionale sui giovani.

Ufficio Stampa

Alessia Ceccato
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