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Arte e Cultura

Nella vulnerabilità di “Dimmi cos’è” c’è tutto il mondo di Gangel

Composto nella notte e nella paura, il brano “Dimmi cos’è” nasce da una ferita e diventa carezza. Gangel trasforma un episodio di panico in un’opera autentica, minimale e potente. Un invito a non vergognarsi del proprio dolore e a riconoscerne la potenza creativa.
Roma, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

Il tuo progetto ha una coerenza emotiva molto marcata. Quanto è frutto di scelte consapevoli e quanto di urgenze interiori?

È un 50 e 50, mi reputo una persona molto coerente a livello emotivo e quindi le mie urgenze interiori si manifestano con una buona continuità, tanto da essere in linea con ciò che avrei scelto consapevolmente. Diciamo che le mie scelte e le mie urgenze interiori vanno molto di pari passo

Qual è stata la sensazione dominante mentre componevi al pianoforte quella notte del solstizio d’estate?

Dopo la paura iniziale, mi sono completamente isolato nella mia bolla, soprattutto durante la composizione al pianoforte, ho cercato di renderlo molto semplice ma anche molto atmosferico

Ti senti parte di una nuova generazione di cantautori che raccontano ansia, fragilità e identità?

Credo di si, in un mondo dove si sente più parlare delle fragilità interiori, dell' ansia e della propria identità, è anche normale che gli artisti si sentano di esprimersi molto su questi argomenti. Io ritengo che sia una cosa bella, che una persona trasformi in arte il suo vissuto.

Cosa ti ha fatto scegliere il nome Gangel e cosa rappresenta per te?

In verità un mio amico mi dava sempre il soprannome "Gangel", diceva che era l' unione tra il mio nome e il mio cognome, a me piace e ci ho aggiunto semplicemente una "L".

Qual è il passo più difficile nel rendere pubblico un dolore intimo attraverso la musica?

Essere consapevole che il dolore non deve essere una colpa e non deve metterci in imbarazzo. Farci male ad un braccio o a una gamba molto solitamente non fa sentire in colpa e nemmeno in imbarazzo, lo stesso dovrebbe valere per il dolore emotivo.

Che messaggio vorresti lasciare a chi ascolta “Dimmi cos’è” da solo, in cuffia, in un momento di silenzio?

Di viverla appieno, attraverso le sue emozioni e il suo vissuto, soprattutto alle persone che hanno sofferto di ansia e attacchi di panico. Inoltre vorrei lasciare una scintilla, che permetta alle persone di trasformare le emozioni in qualcosa di bello. Qualunque cosa essa sia.

https://open.spotify.com/intl-it/album/4ZQXHSTlqDZH15l0Hk6oyG?si=1AM8F2beTpCX4eobIVMcGQ

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