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Arte e Cultura

Paola Fresa in "P come Penelope" al Teatro Il Piccolo di Forlì

la storia di una attesa che stimola il desiderio e l’attrazione verso l’ignoto, aprendo la strada al cambiamento.
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

 Al Teatro Il Piccolo di Forlì "P come Penelope" – Primo studio per una riscrittura contemporanea del mito, una produzione di Accademia Perduta Teatri e Fondazione TRG di Torino in collaborazione con Officina Corvetto Festival, TRAC – Teatri di Residenza Artistica Contemporanea, KanterStrasse e Dialoghi – Residenze delle arti performative (CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia).

"Chi è Penelope oggi? "

 Questa la domanda da cui Paola Fresa, in collaborazione con Christian di Domenico, parte per la riscrittura contemporanea del mito. P come Penelope è lo spettacolo alTeatro Il Piccolo di Forlì

 Penelope rifiuta la storia scritta da altri per descrivere la SUA STORIA, quella di giovane donna, di moglie e di madre, prendendo lo spunto da una nuovs lettura, qui e oggi, da una nuova "grammatica della Fantasia" (da Gianni Rodari), da "Il canto di penelope" di Margaret Atwood, con una rilettura dell'Odissea tutta al femminile, fuori dai clichè che vedono sempre e solo Ulisse, l'eroe viaggiatore alla ricerca del nuovo, con una intensa operazione di riscrittura che permette la riconoscibilità della vicenda originaria.

. Lo spettacoloi restituisce alla figura universale del mito il suo sguardo negato, quello della donna che l’ha subito-vissuto, riconoscendo così una funzione attiva nella narrazione della sua vita.

In uno spazio chiuso, asettico, come un laboratorio di analisi, la storia di Penelope restituita dal mito alla sua realtà di donna, al suo sguardo per sempre negato: una donna che ha amato, subìto, vissuto e le cui radici cercheranno, ora, nuove terre (da Pablo Neruda)..

Penelope, "l'anatroccolo" che aspetta per anni un uomo che non sa dire se sia vivo o morto, di cui riceve nel tempo informazioni frammentarie, più vicine al “si dice” che alla realtà dei fatti. Una madre che cresce da sola un figlio, Telemaco, che, a sua volta, non ha mai conosciuto il padre e che, nutrito dal suo ricordo, si appresta a diventare un uomo. E, alla fine, ad andarsene. E lei, ora donna, a salutarlo con "ti auguro un buon vento. A domani!".In una sorta di confronto tra le triadi dei ruoli maschili e femminili: padre, marito, figlio e madre, moglie, figlia.

Significativa anche la scelta musicale, da "Sfiorivano le viole" di Rino Gaetano a "Huligani Dangereux" dei CCCP a "Buonanotte Fiorellino" di De Gregori, fino a "Amapola" (Stilo Morricone), a segnare momenti, stati d'animo, pensieri tanto diversi.

In uno spazio chiuso, asettico, come un laboratorio di analisi, la storia di Penelope restituita dal mito alla sua realtà di donna, al suo sguardo per sempre negato: una donna che ha amato, subìto, vissuto e le cui radici cercheranno, ora, nuove terre (da Pablo Neruda)..

 Presenza scenica molto forte e intensa quella di Paola Fresa in questo che è un vero progetto, una indagine sul personaggio e oltre. Per semplificare:

  •  l’esercizio della responsabilità genitoriale in assenza della figura paterna (Penelope e Telemaco),
  • –  il ruolo svolto dal contesto ambientale (Itaca e il contesto socio-familiare),
  • –  la questione di genere (Penelope ed Ulisse, Penelope e i Proci, Penelope e la corte).Partner
    –  genitorialità e bullismo,
  • –  gestione del pregiudizio per le donne sole....

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P come Penelope

di e con Paola Fresa
in collaborazione con Christian Di Domenico
supervisione registica Emiliano Bronzino
scene e costumi Federica Parolini
luci Paolo Casati
regista assistente Ornella Matranga
produzione Accademia Perduta-Romagna Teatri / Fondazione TRG di Torino
in collaborazione con Officina Corvetto Festival / TRAC (Teatri di Residenza Artistica Contemporanea) / KanterStrasse / Dialoghi_Residenze delle arti performative a Villa Manin a cura del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
Premio Enriquez 2024 a Paola Fresa come miglior attrice e autrice nella categoria teatro classico e contemporaneo

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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