Sindaci e giovani al centro per una nuova agenda per lo sviluppo del Paese
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Ad aprire i lavori, l’intervento intenso e fortemente politico dell’On. Roberto Pella, Vice Presidente Nazionale di ANCI, che ha parlato con passione di responsabilità e speranza: “Non possiamo parlare di futuro dell’Italia senza partire dalle nuove generazioni e dalle aree interne. Qui ci sono comunità che resistono, che lavorano e che credono ancora nel domani. L’intelligenza artificiale, se guidata con responsabilità pubblica, può diventare uno strumento di giustizia territoriale, capace di ridurre le distanze e creare opportunità di lavoro qualificato anche nei piccoli comuni”. Poi ha aggiunto un passaggio umano e potente: “I giovani non chiedono assistenza, chiedono fiducia. E noi dobbiamo avere il coraggio di dargliela. Le aree interne possono diventare i luoghi dove questa fiducia si trasforma in impresa, lavoro, comunità e dignità”.
Nel ruolo di moderatore, Fausto Faggioli, Presidente di Earth Academy e della Rete Albatros, ha raccolto il sentimento condiviso: “Oggi non abbiamo fatto solo un incontro, abbiamo acceso una responsabilità collettiva. La presenza di oltre 311 amministratori dimostra che i territori sono vivi, sono pronti e vogliono futuro” ricordando come il tema non sia solo politico ma profondamente umano: "I giovani chiedono possibilità reali, non assistenzialismo. Le aree interne possono diventare luoghi di innovazione, qualità della vita e nuova economia. Dobbiamo crederci insieme, istituzioni, imprese e comunità”.
Sul fronte dell’innovazione tecnologica, Luciano Marino, Presidente di ETN – International & Axonforce, ha portato una visione forte e chiara sull’intelligenza artificiale: “L’IA non è una moda tecnologica, è una nuova infrastruttura di pensiero. Può aiutare le amministrazioni a decidere meglio, le imprese a crescere e i giovani a trovare il loro spazio nel mondo. Se arriva davvero nelle aree interne, queste non saranno più ‘territori che inseguono’, ma territori che guidano”. Poi uno sguardo molto umano sul cambiamento: “La tecnologia ha senso solo se migliora la vita delle persone. E le aree interne hanno diritto a un futuro moderno, connesso e competitivo”.
Luca Mauriello, CEO di Projenia, ha invece messo al centro i giovani e la concretezza dei progetti: “I giovani non hanno paura del futuro: hanno paura di non essere considerati. Noi dobbiamo dare loro strumenti, spazi e possibilità di sperimentare. Le aree interne possono diventare cantieri di innovazione sociale, luoghi in cui i talenti crescono e le idee diventano lavoro, impresa e comunità”. E ha aggiunto: “Qui non stiamo parlando di assistenza ma di dignità. Di permettere ai giovani di restare, di tornare, di scegliere questi territori non per obbligo ma per amore”.
Enzo Prato, Direttore della Rete Albatros e della CER La tua CER, ha portato il tema della responsabilità energetica e comunitaria: “Le aree interne possono essere protagoniste della transizione energetica e digitale. Le comunità energetiche, le reti collaborative e i nuovi modelli di economia condivisa possono dare lavoro, autonomia e orgoglio. Qui i giovani possono diventare costruttori di futuro”.
Infine Aldo Cimino, Presidente di C.E.S.E.L. Academy, ha ricordato la chiave fondamentale:
“Non esiste innovazione senza persone preparate. La formazione è libertà, è possibilità, è futuro. Investire sui giovani delle aree interne significa investire nella tenuta sociale, culturale ed economica dell’Italia”.
Il workshop ha lasciato un sentimento forte e condiviso: le aree interne non sono periferia, sono cuore del Paese. Sono territori che chiedono politiche coraggiose, visione stabile, continuità.
E soprattutto chiedono una cosa semplice e grandissima: fiducia nei giovani e nel loro straordinario potenziale di cambiamento.
Ufficio Stampa
Fausto Faggioli
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