Cile “En Contra”: per la seconda volta in poco più di un anno i cileni hanno bocciato la proposta di riforma della Costituzione. Ad impedire la modifica del documento, voluto da Augusto Pinochet nel 1980, è stato il 55% degli oltre 15 mila cileni aventi diritto al voto. Il processo costituzionale in Cile era cominciato nel 2020 con un primo referendum che aveva confermato la volontà popolare di modificare il testo, nato dal lavoro di Jaime Guzmán, anima nera di Pinochet, giurista cattolico ultraconservatore, ammiratore…
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Di Alberto Galvi – Lo scorso 17 dicembre oltre il 55 per cento dei cileni ha respinto la nuova costituzione, lasciando in vigore il testo redatto durante la dittatura di Augusto Pinochet. A favore il 44 per cento dei votanti. La proposta costituzionale è stata redatta da un comitato dominato dal Partito Repubblicano conservatore, che avrebbe rafforzato i diritti di proprietà e i principi del libero mercato, e avrebbe incluso limiti all’immigrazione e all’aborto.
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I cileni domenica scorsa hanno votato per la seconda volta la proposta di una nuova costituzione redatta dalla destra. Più di 15 milioni di persone sono state chiamate a votare “A favore” o “Contro” la proposta costituzionale redatta dagli ultraconservatori del Partito Repubblicano. Dopo il fallito plebiscito del 2022, per la seconda volta in soli 15 mesi, i cileni hanno respinto alle urne una proposta di nuova Costituzione e hanno deciso di mantenere la Costituzione ereditata dalla dittatura di Augusto…
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Il Paese sudamericano ha richiamato gli elettori alle urne un anno dopo la bocciatura della riforma proposta dal presidente socialista Gabriel Boric. Il nuovo testo era stato scritto dall’opposizione. Rimane dunque in vigore la Costituzione di Pinochet A monte pure questa volta. Dopo 4 anni di intensi dibattiti e due referendum (il secondo domenica scorsa) i cileni hanno ancora respinto la proposta di una nuova Costituzione.
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Se è noto che il Cile è affetto dalla destra più retrograda del subcontinente latinoamericano, oggi possiamo affermare che possiede anche la sinistra più imbelle e dispersiva. Lo dimostra la surreale conclusione di due anni di processo costituzionale. L’obiettivo di cambiare la Costituzione di Pinochet espresso dalla mobilitazione popolare del 2019 era stato fatto proprio anche dalla sinistra e dal governo del presidente Gabriel Boric.
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Ha prevalso il “No” anche al secondo referendum in due anni per cambiare la Costituzione cilena che chiuderà, per stessa ammissione del presidente del Cile Gabriel Boric, una stagione referendaria e politica molto travagliata iniziata con il tentativo di allontanarsi dal fantasma di Augusto Pinochet e della sua feroce dittatura militare. Nel settembre del 2022, un primo tentativo elaborato ad hoc da un’assemblea costituente prevalentemente di sinistra e sostenuta apertamente…
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Il Cile non riesce a dare l’ultimo colpo di spugna sul regime di Augusto Pinochet. Per la seconda volta in poco più di un anno, gli aventi diritto al voto hanno infatti bocciato il referendum sulla riforma costituzionale. Una decisione che ha un peso però diverso rispetto a quella del settembre 2022: in quell’occasione, al giudizio del popolo cileno erano state sottoposte le modifiche in senso…
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Il Cile è andato al referendum per la seconda volta in due anni per modificare la costituzione elaborata durante l’era dittatoriale e per la seconda volta la proposta di testo è stato bocciato dai cileni. Cile, il 55% dice “no” al referendum sulla costituzione conservatrice I cileni sono andati alle urne, domenica 17 dicembre 2023, per votare una nuova proposta di costituzione. Attualmente, in Cile è ancora in vigore la costituzione dell’era del Pinochet
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Cile, bocciata anche la seconda proposta di nuova Costituzione 18 dicembre 2023 Santiago del Cile, 18 dic. - Gli elettori cileni hanno bocciato, per la seconda volta in poco più di un anno, il progetto di nuova Costituzione che avrebbe sostituito la Carta fondamentale dell'era del generale Pinochet. Stando ai risultati ufficiali diffusi dal Servizio elettorale, il 55,75% degli elettori ha votato "no", mentre il 44,25% che si è espresso a favore del nuovo testo.
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Il distacco tra il No e il Sì è di circa dieci punti percentuali: 55, 75% contro 44,25%, in tutto un milione e 400 mila voti. Un risultato che è indicativo, pur con le sue indubbie specificità, del livello di crisi in cui versa la democrazia a tutte le latitudini (Foto ANSA/SIR) Niente da fare, “vorrei ma non voglio”. Il Cile non riesce a uscire dalla situazione di incertezza istituzionale e politica che si è venuta a…
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Di Maria Michela D'Alessandro Per la seconda volta in due anni i cileni rifiutano l'adozione di una nuova Costituzione. Il "No" al referendum ha vinto con oltre il 55% delle preferenze PUBBLICITÀ Con il referendum di domenica per la seconda volta i cileni hanno detto ancora no alla proposta di creare una nuova Costituzione, per sostituire quella voluta nel 1980 dal dittatore di destra Augusto Pinochet
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Ieri in Cile si è votata la nuova costituzione. Se avete una sensazione di deja-vu ci sta, perché si è votata la nuova costituzione anche lo scorso anno. Solo che i due testi non potevano essere più diversi. Ora vi dico anche come è andata questa seconda votazione, ma prima vi riepilogo come ci si è arrivati. Un lungo articolo del NYT ripercorre la turbolenta storia recente della Costituzione cilena, e del Cile in generale: “Il voto cileno – scrive l’inviato Jack Nicas – è il culmine di un’impresa durata quattro anni per…
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SANTIAGO DEL CILE – Sui muri di Santiago del Cile i manifesti per le campagne dei due referendum per approvare o rifiutare la nuova Costituzione del Paese si sovrappongono. Sotto, più ingialliti e rovinati, ci sono quelli per il voto che si è tenuto nel settembre del 2022 e sopra, ancora intatti e colorati, ci sono quelli per il referendum di ieri, domenica 17 dicembre. Immediatamente dopo la chiusura dei seggi, le persone per strada hanno iniziato a controllare i risultati sul…
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Il voto chiude un turbolento periodo della storia cilena recente lungo 1’500 giorni e - come già annunciato da tutte le forze politiche del Paese - non ci sarà un nuovo processo costituente. Il comitato per il sì ha riconosciuto immediatamente la sconfitta. Quando lo scrutinio non aveva ancora raggiunto un terzo delle sezioni, il senatore dell’Unione democratica indipendente (UDI), Javier Macaya, in una breve dichiarazione ha affermato che “i cileni sono stanchi del dibattito sul processo costituzionale.
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Nel 2021 i cileni hanno approvato in gran massa l’idea di una nuova Costituzione, ma un anno dopo è stata bocciata la prima proposta considerata da molti troppo a sinistra. Ora si vota per un nuovo testo, spostato più a destra. Il fronte progressista, che aveva guidato le proteste di piazza di quattro anni fa, chiama a respingerlo. Il voto è obbligatorio, i risultati arriveranno nella notte. Per Carolina Leitao, sindaca di Penalonen, “le grandi maggioranze si costruiscono attraverso l’unione di opinioni differenti…
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Vada come vada, andrà male. Perché o, come è decisamente più probabile stando ai sondaggi, resterà in vigore la Costituzione di Pinochet, rivista ma ben poco migliorata sotto la presidenza Lagos, o verrà approvata una nuova Costituzione se possibile ancora più di destra. E dunque, come capita sempre più spesso, al plebiscito che si terrà oggi in Cile sulla seconda proposta di una nuova Carta costituzionale – dopo la clamorosa bocciatura della prima il 4 settembre del 2022 -, a sinistra la scelta…
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SANTIAGO DEL CILE – Nel quartiere Bellavista, in pieno centro a Santiago del Cile, c’è un museo particolare: il Museo dell’“estallido social”, la rivolta iniziata nel Paese latinoamericano nell’ottobre del 2019 e che ha portato in piazza milioni di cittadini in protesta contro le enormi disuguaglianze che affliggono la società cilena. Oggi il museo è l’unico luogo di memoria della rivolta e risch…
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Domenica in Cile si vota per cambiare la Costituzione di Pinochet La destra, che aveva la maggioranza dei costituenti redigendola, difende ovviamente il “si” al referendum perché la nuova Magna Carta che vuole sostituire l’attuale raccoglie istanze come la sicurezza e la migrazione. La sinistra, invece, difende il “no” definendo che la proposta di nuova costituzione rafforza il “modello neoliberista”.
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