– «Il referendum si terrà il 22 e 23 marzo, in caso di vittoria del SI dovrebbero adottarsi alcune modifiche al sistema della giustizia in Italia». Interviene l’Associazione Elab - Elaboratorio di idee per voce del presidente Vincenzo Totaro. «Chi sostiene il SI è a favore alla separazione delle carriere tra il ruolo dei giudici e quello dei pubblici ministeri, per garantire la terzietà e imparzialità del giudice.
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C’erano solo posti in piedi per chi non è arrivato in anticipo all’incontro col sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro organizzato da Fratelli d’Italia nel tardo pomeriggio di lunedì scorso al Museo della Marineria di Cesenatico. L’occasione era la campagna per il SÌ al referendum del 22 e 23 marzo sulla separazione delle carriere dei magistrati. In rappresentanza di comitati e organizzazioni favorevoli all’approvazione della riforma…
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Il fisico Giovanni Bachelet, presidente del "Comitato della società civile per il No", è arrivato a Trieste indossando una felpa che ha voluto personalizzare in modo unico, in modo eloquente, con la frase "un sereno No da chi ha fame e sete di giustizia". Oggi, in un incontro promosso dal "Comitato Giusto dire No", ha parlato del prossimo referendum e soprattutto dell'importanza di informare i cittadini.
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E' un invito ad abbassare i toni quello arrivato oggi dal presidente del Senato Ignazio La Russa, nei giorni più caldi del dibattito sul referendum sulla giustizia. "Sarebbe stato giusto dire agli italiani, guardate questo referendum vuole due cose: chi dice sì vuole la separazione delle carriere in modo
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Il Sì è in vantaggio, anche se lieve: il 53,3% dichiara che confermerà la legge sulla separazione delle carriere, contro il 46,7% orientato per il No. È questo il risultato che emerge dall'analisi effettuata dall'Istituto demoscopico Noto Sondaggi per Il Giornale. Un margine significativo (3,3), ma non tale da rendere il risultato scontato, soprattutto alla luce del 20% di indecisi che mantiene il quadro ancora aperto e che rappresenta un bacino numericamente consistente.
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Nel giorno del sondaggio dell’Osservatorio Ixè di Roberto Weber, che dà per la prima volta il No avanti al Sì al referendum costituzionale, di ben 6 punti, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, ostenta sicurezza e conferma, di fatto, che l’obiettivo della riforma è garantire mani libere alla politica. Senza controllo. Durante una videointervista con …
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Si sta verificando una strana inversione delle parti. Fino a poche settimane fa, il fronte del Sì referendario era sicuro di vincere, e lo proclamava con una sicurezza al limite della sicumera. Da qualche giorno sta accadendo l’opposto. È lo schieramento del No alla riforma della Giustizia a dirsi certo di prevalere nella consultazione del 22 e 23 marzo. Sondaggi alla mano, si vede già proiettato verso la vittoria.
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Nel servizio, le voci di Rinaldo Romanelli, segretario Giunta Unione Camere Penali italiane; di Ernesto Carbone, componente del CSM; di Francesco Bonito Oliva, presidente Ordine Avvocati Potenza; di Francesco Basentini, procuratore generale Corte d'Appello di Potenza.
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Tra i temi al centro del confronto l’equilibrio tra garanzie costituzionali e funzionalità del sistema e il rapporto tra magistratura requirente e giudicante. L’associazione culturale Sicurezza Partecipata e Sviluppo prosegue il proprio impegno nella promozione culturale e nel sostegno al dialogo democratico organizzando una nuova iniziativa di confronto e dibattito pubblico in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo…
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Il Sì al 47%, il No al 53%. L’ultimo sondaggio di Ixé fotografa il vantaggio più ampio mai registrato finora dei contrari sui favorevoli alla riforma Nordio in vista del referendum del 22 e 23 marzo. A un mese dal “pareggio tecnico” stimato a fine gennaio, l’Osservatorio politico nazionale dell’istituto fondato da Roberto Weber colloca il risultato del No in una forchetta compresa tra il 51,3% e il 54,3%, quello del Sì…
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Sono all’incirca pari. Il sì e il no dispongono per adesso sostanzialmente del medesimo seguito. È ciò che emerge da alcuni sondaggi condotti in questi giorni sul voto al prossimo referendum sulla riforma della giustizia proposta dal governo, che si terrà tra circa un mese, il 22 marzo. Inizialmente, ancora fino a dicembre 2025, tutte le ricerche di opinione davano un vantaggio alla approvazione della proposta del governo.
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Il No in vantaggio a un mese dal referendum sulla riforma della giustizia in programma il 22 e 23 marzo 2026. Il sondaggio Ixè con le intenzioni di voto oggi 23 febbraio in vista della consultazione delinea il quadro caratterizzato dal sorpasso. Il no è collocato tra il 51,3% e il 54,3% mentre il sì è nella finestra 45,7%-48,7%. Il dato ribalta gli equilibri rispetto al sondaggio di novembre, quando avanti era il Sì (53% - 47%).
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