Nel 2026, Giorgia Meloni ha confermato uno dei bonus casa più concreti degli ultimi anni, mettendo sul tavolo fino a 96.000 euro di detrazioni per ristrutturare la prima casa. Questa misura si distingue per l’assenza di limiti ISEE, paletti sul reddito e distinzioni burocratiche complesse, una scelta politica chiara volta a sostenere la casa come bene primario e a dare ossigeno diretto a famiglie e piccoli proprietari.
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Il testo definitivo della Legge di Bilancio, che questa settimana sarà votato dall’Aula del Senato, ridisegna la mappa degli incentivi alle imprese. I tempi strettissimi suggeriscono che non ci saranno ulteriori modifiche sostanziali (pur sempre teoricamente ancora possibili). L’analisi del provvedimento restituisce un quadro che spazia dal ritorno dell’iperammortamento con l’inedito vincolo territoriale “Made in EU” alla cancellazione della stretta…
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Nel 2026 la maggior parte delle agevolazioni legate alla casa viene confermata, ma alcune vengono ridotte o scompaiono. Dopo anni caratterizzati da interventi straordinari e da un uso esteso dei bonus edilizi come leva economica, il sistema entra in una fase di normalizzazione. Le misure considerate centrali per il sostegno al patrimonio immobiliare restano operative, mentre quelle introdotte come temporanee o emergenziali non trovano ulteriore spazio.
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