Il dilemma del prigioniero, un gioco che andava di moda negli anni 50, disegna una situazione di rilievo in campo economico – sociale e cioè un modello matematico per lo studio delle situazioni competitive. Dazi, controdazi, insider trading, sospensioni, trattative e via dicendo. L’incertezza è il peggior nemico dei mercati finanziari e saremo destinati a “ballare” per molto tempo su un otto volante dove qualcuno in USA ha fatto guadagni del 2000%.
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Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento di finanza pubblica (DFP) 2025, da inviare alla Commissione europea entro il 30 aprile dopo esame del Parlamento. Vediamo come è stato strutturato. 1) DEF 2025: cosa contiene Come sintetizzato dal comunicato stampa dello stesso Governo, il DEF 2025, è incentrato sulla rendicontazione dei progressi compiuti negli ultimi sei mesi, in ottemperanza alla normativa dell’Unione Europea, che prevede l’invio alla…
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Abbiamo finalmente un quadro più chiaro su come si muoverà l’economia politica nel nostro Paese; il Documento di economia e finanza 2025 (DfP) è stato approvato dal Consiglio dei Ministri l’8 aprile 2025. Questo documento, pur in assenza della sezione programmatica, getta le basi per la prossima manovra economica del governo Meloni, indicando con chiarezza quali sono i margini di azione disponibili e gli obiettivi macroeconomici da raggiungere.
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Arriva il Documento di Finanza Pubblica: la necessità di rafforzare gli strumenti per la natalità si scontra con la stasi del bonus nascita e di altre agevolazioni. Nel frattempo si allungano i tempi della riforma fiscale e si guarda ai prossimi obiettivi La settimana si chiude con l’arrivo del Documento di Finanza Pubblica, messo a disposizione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze l’11 aprile: accanto ai dati macroeconomici, si fa il punto sulle politiche…
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"Ho sempre detto che noi non avevamo bisogno di cambiare i nostri profili di contabilità, anche in relazione alle minore previsioni di crescita. Certamente questo ci permette un rientro dell'indebitamento meno significativo di quello che avremmo sperato. Però credo che anche il giudizio delle agenzie di rating conferma la corretta, prudente, umile, seria e responsabile azione del governo italiano su questa materia".
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A che punto sono le riforme che l’Italia si è impegnata a realizzare con il Piano strutturale di bilancio? In ballo c’è l’allungamento, da 4 a 7 anni, della correzione dei conti che Bruxelles ha concesso al governo a condizione di portare a termine molte delle azioni riformatrici contenute nel Piano. Un percorso serrato, con traguardi intermedi e scadenze dettagliate. ll primo tagliando de…
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Nessuna manovra correttiva all’orizzonte. Il taglio delle previsioni di crescita per quest’anno, contenuto nel Documento di economia e finanza approvato mercoledì scorso dal governo, «non cambierà i profili di contabilità» dell’Italia, ha garantito il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ai cronisti al termine della seconda e ultima giornata dell’Ecofin informale di Varsavia, ospiti della Polonia che ha il semestre di presidenza di turno del Consiglio.
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Incassato il disco verde del Consiglio dei Ministri, il Documento di Finanza Pubblica, che ha sostituito il Def, si avvia ad approdare in Parlamento. Stando a quanto trapelato, le previsioni relative al Pil reale indicano per il 2025 una crescita dello 0,6%, in aumento allo 0,8% nel 2026 e 2027 grazie alla spinta dei consumi. Andamento confermato anche nel 2028. Ma il documento elabora anche 4 scenari per simulare l'impatto sul Pil dei rischi che stiamo vivendo in…
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"Ho sempre detto che noi non avevamo bisogno di cambiare i nostri profili di contabilità, anche in relazione alle minore previsioni di crescita. Certamente questo ci permette un rientro dell'indebitamento meno significativo di quello che avremmo sperato. Però credo che anche il giudizio delle agenzie di rating conferma la corretta, prudente, umile, seria e responsabile azione del governo italiano su questa materia".
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Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, a Varsavia a margine dell'Ecofin informale, assicura che il taglio delle previsioni di crescita per quest'anno non comporterà una manovra correttiva, ma solo un rientro del deficit meno 'significativo' di quanto inizialmente
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Il ministro dell'Economia: "L'obiettivo è raggiungere il 2% del Pil per la difesa senza uno stop al Patto di stabilità" Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti esclude serva una manovra correttiva legata alle minori previsioni di crescita del Paese nel Def (lo 0,6%). “Io l’ho sempre detto che noi non avevamo bisogno di cambiare i nostri profili di contabilità anche in relazione alle minori previsioni di crescita.
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Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti esclude che serva una manovra correttiva legata alle minori previsioni di crescita del Paese nel Def (lo 0,6%). "No - ha risposto a una domanda al riguardo -. L'ho sempre detto che noi non avevamo bisogno di cambiare i nostri profili di contabilità anche in relazione alle previsioni di crescita. Certamente questo ci permette il rientro dell'indebitamento meno significativo di quello che avremmo auspicato.
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In assenza di un’intesa sui dazi Usa l’impatto peggiorativo sul Pil italiano sarebbe di un ulteriore decimale in meno nel 2025 e di -0,2 punti percentuali nel 2026, fermandosi quindi a +0,5% e a +0,6% dalle stime tendenziali del Dfp, rispettivamente +0,6% e +0,8%. Per gli anni a venire però il rischio maggiore verrebbe dalle tensioni sui mercati finanziari con un impatto eventuale di -0,3 punti percentuali il prossimo anno e -0,5 punti nel 2027.
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I timori del governo sui conti pubblici: “Ricalibriamo la nostra strategia” L’incertezza blocca la politica economica, Meloni da Trump anche per quantificare l’importo del contributo italiano alla Nato. Nel Documento finanza pubblica la simulazione che mette a repentaglio il risanamento: con uno shock finanziario il debito può schizzare al 140% Francesco Malfetano e Luca Monticelli
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Il Dfp: l’impatto delle tariffe Usa potrebbe ridurre il Pil al +0,3%. Il debito rischia di salire verso il 140% entro il 2027. Le imprese resistono grazie all’export di fascia alta. Bruxelles frena sulla clausola di salvaguardia
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Il governo calcola che il Pil in presenza di dazi calerebbe allo 0,3% nel 2025, al -0,5% nel 2026 e al -0,9% nel 2027. L’ufficio parlamentare di bilancio convalida le stime del governo contenute nel Documento di finanza pubblica (Dfp). Per quanto riguarda il Pil si tratta dello 0,6 per cento nel 2025 e 0,8 nei tre anni successivi. Ma avverte: dati i rischi orientati al ribasso, le stime possono anche peggiorare.
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Il MEF ha pubblicato il Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2025, approvato il 9 Aprile 2025 dal Consiglio dei Ministri, che si focalizza sulla verifica del rispetto degli impegni contenuti nel Piano Strutturale di Bilancio 2025–2029, presentato sei mesi prima, illustrando i progressi compiuti in materia di finanza pubblica, riforme e investimenti. In estrema sintesi, di seguito i dati riportati nel documento di finanza pubblica 2025.
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(Adnkronos) – Via libera dell’Ufficio parlamentare di bilancio alle stime del Documento di economia e finanza. La presidente dell’Upb, Lilia Cavallari, ha comunicato oggi ai presidenti del Senato e della Camera dei deputati la validazione del quadro macroeconomico tendenziale (qmt) del Dpf presentato dal ministero dell’Economia al posto del Def. Per l’Upd il documento recepisce i rilevi trasmessi il 26 marzo scorso su una precedente versione.
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Cosa accadrebbe alle finanze italiane in caso di uno shock finanziario? Le simulazioni contenute nel Documento di finanza pubblica forniscono alcune risposte preoccupanti, evidenziando che, in uno scenario del genere, il debito pubblico potrebbe avvicinarsi al 140% del Pil entro il 2027. Le proiezioni Le proiezioni rivelano che lo scenario di rischio legato alle condizioni finanziarie avrebbe l’effetto più significativo sulla crescita economica e sulla…
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Via libera dell'Ufficio parlamentare di bilancio alle stime del Documento di economia e finanza. La presidente dell'Upb, Lilia Cavallari, ha comunicato oggi ai presidenti del Senato e della Camera dei deputati la validazione del quadro macroeconomico tendenziale (qmt) del Dpf presentato dal ministero dell’Economia al posto del Def. Per l'Upd il documento recepisce i rilevi trasmessi il 26 marzo scorso su una precedente versione.
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Il documento di finanza pubblica (Dfp, che fino all’anno scorso si chiamava Def, ndr) contiene stime condivisibili ma la situazione può anche, e solo, peggiorare. È la valutazione che l’Ufficio parlamentare di bilancio fa sul documento presentato mercoledì scorso dal governo in cui la previsione di crescita economica per quest’anno viene dimezzata allo 0,6% ma una sostanziale tenuta di debito e deficit.
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Il consiglio dei ministri ha approvato il Documento di finanza pubblica (DFP) concentrato sui progressi del Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-29. Il ministro Giorgetti ha sottolineato l'approccio prudenziale delle stime. Per il 2025 si prevede una crescita del PIL dello 0,6%, aumentando fino allo 0,8% nel 2026-27. Il deficit del 2024 è migliorato al 3,4% del PIL rispetto al 4,3% previsto precedentemente.
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"Il Consiglio dell'UPB valida le previsioni macroeconomiche tendenziali del documento presentato in luogo del DEF, che il MEF ha predisposto recependo i rilievi emersi nell’ambito del confronto con l'Ufficio avvenuto nelle scorse settimane. L'incertezza che caratterizza le previsioni è però straordinariamente elevata, a causa delle forti e continue tensioni geopolitiche". È quanto scrive la presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio…
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Potrebbero «determinarsi circostanze peggiorative» rispetto alle stime di crescita. Così il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa sul Documento di finanza pubblica, sottolineando che «questo piano non sconta la riprogrammazione del Pnrr che sarà eseguita entro fine maggio». Il ministro ha diffuso una stima di crescita «dimezzata» rispetto allo scorso autunno del +0,6% nel 2025 «in linea» con le previsioni diffuse da altri…
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