«Città 30 si conferma una misura ideologica, non applicata. Basta girare per Bologna per rendersene conto». Parole del capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, che ieri mattina (sabato 18 gennaio) in piazza Galvani ha partecipato al banchetto organizzato da Fratelli d’Italia per la raccolta firme a «sostegno alle Forze dell’Ordine» e per ribadire «No a Bologna 30». «È una misura utile a qualcuno per giustificare…
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– Conto alla rovescia verso la fine della raccolta firme per il referendum consultivo contro la Città 30. In piazza Galvani, Fratelli d’Italia ha proseguito ieri con l’iniziativa ‘No Bologna 30’, l’obiettivo sono le novemila sottoscrizioni che servono per ottenere la consultazione e c’è tempo fino a sabato prossimo per raggiungerle. Il fine, dunque, resta quello di chiedere ai cittadini il proprio pensiero sui limiti di velocità ridotti a 30 chilometri all’ora in gran parte della città decisi dalla giunta…
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Botta e risposta a distanza tra Galeazzo Bignami (Fratelli d'Italia) e Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) sul tema della delibera Città 30. Per il capogruppo alla Camera di FdI si tratta di... Leggi tutta la notizia
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Immaginate una città dove il caos del traffico lascia spazio a viali tranquilli, dove camminare e pedalare diventa un piacere quotidiano, e l’aria profuma di un futuro più sostenibile: non si tratta di un sogno lontano, ma è la realtà delle cosiddette “Città 30” che Bologna ha abbracciato proprio perché funziona. Infatti, in Europa, sono sempre di più i centri urbani che adottano il limite di 30 km/h per rivoluzionare il modo di vivere e muoversi in città.
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TORINO – Il capoluogo piemontese si sta distinguendo sempre di più per aria inquinata, traffico impietoso e trasporto pubblico carente. Tuttavia, altre città – e non solo all’estero – stanno facendo passi da gigante per ovviare a tutti e tre questi problemi contemporaneamente. Nel 2024 la città di Bologna, ad esempio, ha deciso di rendere l’intera rete stradale del comune una Zona 30 km/h. Non sono mancate, ovviamente, le polemiche.
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In questi giorni sono usciti i dati del primo anno di “Bologna città 30”. Secondo Piercarlo Bertolotti e Filippo Bonali, rispettivamente presidente e responsabile dell’area tecnica FIAB Cremona, “si commenta da solo il forte calo degli incidenti stradali (-13%), dei feriti (-11%), così come degli incidenti più gravi (-31%). Per la prima volta dal 1991 zero pedoni deceduti ed il 16% in meno quelli investiti.
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Il limite di velocità di 30 km/h era stato accolto da forti polemiche, anche da parte del ministro dei Trasporti Matteo Salvini. La misura è però stata un successo: dimezzato il numero di persone morte in strada e azzerati i decessi dei pedoni. I dati positivi non sono però una sorpresa. Molte analisi avevano già dimostrato l'efficacia della soglia di 30 km/h, adottata da decine di città. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri", approfondimento di Sky…
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Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato, qual è il bilancio dopo un anno di Città 30? "La visione chi ha animato lo spirito di Città 30 è quella di una mobilità diversa a Bologna, favorendo bicicletta e mezzi pubblici. Purtroppo è capitato in un momento poco opportuno, fra i cantieri e le disavventure sul piano delle calamità naturali". Questo cos’ha comportato? "La mobilità si è rallentata, ma allo stesso tempo i dati ci dicono meno…
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È stato uno dei primissimi promotori della Città 30, quando ancora la Città 30, con quel suo «marchio» oggi ben riconoscibile, non esisteva. Ma il limite dei 30 in alcune zone dei centri storici, quando nel 2015 lui manifestava a nome del centro Antartide (per cui lavora da 20 anni) insieme a Salvaiciclisti e a gruppi ambientalisti, c’era già e in…
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Nessun pedone ucciso a Bologna in un anno di “Zona 30”, ma aumentano i ciclisti coinvolti negli incidenti In un anno per la prima volta dal 1991 nessuno ha perso la vita a Bologna grazie alla misura “Zona 30” adottata sulle strade cittadine. Aumentati invece del 5,9% i ciclisti coinvolti negli incidenti. Iscriviti a RUMORE, la newsletter di Fanpage.it contro il silenzio A cura di Gabriella Mazzeo Per la prima volta dal 1991, nessun pedone…
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A un anno dall'avvio di Bologna Città 30, cosa resta del lungo braccio di ferro tra il sindaco Matteo Lepore e il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini? E di fronte a dati che dicono... Leggi tutta la notizia
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Un anno di limite a trenta all’ora in città: il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, traccia il suo bilancio dell’esperienza, molto positivo. “Nessun pedone è stato ucciso a Bologna nel 2024”, ha detto, come riporta la Repubblica, presentando i risultati della Città 30. Dal 1991 veniva ucciso almeno un pedone ogni anno. Meno incidenti e feriti, più biciclette Diminuendo la velocità massima, aggiunge, sono anche dimezzati in generale i morti nel traffico urbano.
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Così scrivono Piercarlo Bertolotti , Presidente di FIAB Cremona, e Filippo Bonali , responsabile Area Tecnica di FIAB Cremona, in merito alle infrazioni commesse dagli automobilisti, soprattutto quelle legate agli eccessi di velocità e ai parcheggi sui marciapiedi e sulle piste ciclabili: "In questi…
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Dunque, è passato un anno da quando è stato introdotto il limite di 30 km/h su buona parte delle territorio comunale. Adesso, è tempo di un bilancio da parte dell'amministrazione comunale e i dati condivisi sono molto interessanti visto che per la prima volta non è stato ucciso alcun pedone. Inoltre, sono in calo anche incidenti e feriti, con dati migliori sulle radiali e forte riduzione degli interventi 118 in “codice rosso”.
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Città 30 a Bologna non è solo uno slogan: nel 2024, per la prima volta in oltre trent’anni, nessun pedone ha perso la vita. Il dato, che riflette una città in evoluzione, rappresenta molto più di una semplice statistica: è un segnale di partenza e un possibile modello per dipingere il futuro della mobilità urbana in Italia. Ma serviranno impegno costante e attenzione, se l’obiettivo è consolidare la tendenza.
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Sono arrivati i dati relativi ad un anno di velocità limitata (30 km) nella città di Bologna. E sono dati sconvolgenti in senso positivo, direi quasi commoventi. -49% di persone decedute, 0 pedoni uccisi (non accadeva dal 1991, da quando cioè sono iniziate le rilevazioni), -31% di incidenti gravi, -11% di persone ferite, -29% di inquinamento, +31% di utilizzo di mezzi pubblici. Traduciamo questi dati in apparenza freddi in realtà: significa che ci sono la metà delle…
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Da qualche tempo, quando sono alla guida di un'auto in città, provo a osservare il limite dei 30 chilometri orari, anche se non è richiesto. Mi sembra evidente che così riduco il rischio di incidenti. Un auto che viaggia a 50 chilometri orari si ferma in 28 metri, una che viaggia a 30 chilometri orari in 13 meno della metà.Ciononostante, le polemiche accompagnano sempre provvedimenti più restrittivi per gli automobilisti, anche quando sono state varate, come di recente…
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Ad un anno di distanza dall'introduzione del discusso limite di velocità di trenta chilometri orari in molte zone della città, l'amministrazione comunale di Bologna ha diffuso i primi risultati e sono a dir poco incoraggianti. Meno incidenti, meno gravi. I dati L'analisi comparativa con il biennio 2022-2023 evidenzia una diminuzione del 13,1% degli incidenti, con 371 casi in meno. Il bilancio registra anche una riduzione di 269 persone ferite e un calo importante della mortalità: 10 vittime totali, che rappresentano…
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Era stata chiamata "la città lumaca", tra critiche e proteste. Dodici mesi dopo, Bologna celebra l'anniversario senza vittime tra i pedoni: è la prima volta che succede dal 1991. Il bilancio del progetto "Città 30", che ha imposto il limite di velocità di 30 chilometri orari nella maggior parte delle strade urbane, ha superato le aspettative più ottimistiche. Infatti, gli incidenti sono diminuiti del 13,1 per cento rispetto alla media dei…
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A Bologna nel 2024 nessun pedone è morto in incidenti sulla strada. “Non avveniva dal 1991”, afferma il sindaco della città Matteo Lepore che esprime grande soddisfazione e attribuisce il risultato a Città 30, la misura introdotta un anno fa che ha limitato la velocità in molte strade cittadine. Per Lepore i dati raccolti da Palazzo d'Accursio dimostrano chiaramente che "c'è stata una vera e propria inversione di tendenza rispetto al passato".
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Calano in modo significativo i dati sugli incidenti, sui decessi e sui feriti. Il 1° anno di limite di velocità a 30 km/h in quasi tutta Bologna è stato un successo via depositphotos.com “Nessun pedone a Bologna nel 2024 è stato ucciso” e “nessuno in quest’anno ha perso il posto di lavoro” per la Città 30. Parola del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che dati alla mano ha presentato i risultati del 1° anno di sperimentazione della zona con limite di velocità a 30 km/h in quasi…
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L’obiettivo è quello di ridurre la velocità delle auto. Aumentando così la sicurezza di pedoni, biciclette e monopattini, per sostenere una mobilità alternativa all'auto privata. “I dati di Bologna ci confermano che la velocità delle auto è sicuramente un fattore problematico per l'incolumità degli utenti più “deboli” della strada. Una minore velocità in ambito urbano comporta anche minori decessi sulle strade e minori feriti.
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Il 16 gennaio del 2024 iniziava a Bologna la sperimentazione Città 30, con una vasta zona della città in cui le strade hanno visto abbassarsi il limite da 50 a 30 km/h. A un anno di distanza è arrivato il momento di fare il bilancio di questa iniziativa. Un bilancio che non può che essere positivo per il capoluogo emiliano, che ha visto praticamente dimezzarsi le persone decedute sulla strada, passate da 21 nel 2022 a 18 nel 2023 fino a 10 nel 2024 (-48,72%), arrivando al minimo storico dal 2013 a oggi (se si esclude il…
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Le opposizioni non ci stanno. Di fronte al bilancio del Comune a un anno dall’introduzione dei controlli per la Città 30, qualcuno guarda al dato (basso) delle sanzioni e al fatto che le statistiche vengano mostrate da chi del provvedimento ne ha fatto una bandiera. A partire da Fratelli d’Italia: "Lepore vive su Marte e dei dati fornisce una lettura parziale, finalizzata a dire come la Città 30 sia la panacea di ogni male – sferza Francesco Sassone, consigliere regionale –.
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BOLOGNA – Merito dei limiti di velocità. Merito dei cantieri. E ancora: non ci sono più controlli. Nel giorno in cui il Comune di Bologna fa un bilancio di un anno di “Città 30”, l’estensione generalizzata del limite di velocità ai 30 all’ora, si scatena anche una ridda di reazioni per una delle misure che più hanno diviso la città, fin dal suo lancio il 16 gennaio 2024. Tra i favorevoli c’è per …
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«Nel 2024 nessun pedone a Bologna è stato ucciso e credo sia un risultato di cui andare orgogliosi, frutto del lavoro importante di tutta la città e di chi ha creduto in questo progetto e lo ha sostenuto; il risultato dell’attenzione che gli automobilisti bolognesi hanno messo alla guida». È questo il primo soddisfatto commento del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, nell'analizzare i dati relativi al primo anno di Città 30.
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Il bilancio parla chiaro: il primo anno di «Bologna Città 30» è una storia di che abbraccia una mobilità più lenta ma decisamente più sicura. Il dato che colpisce di più? Per la prima volta dal 1991, nessun pedone ha perso la vita sulle strade cittadine. Un traguardo decisamente storico. NEl a, nel 2024, gli incidenti stradali sono scesi del 13%, i feriti dell’11% e i casi più gravi – quelli in codice rosso – sono crollati del 31%.
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