Di Pietro Imberti – Se osserviamo i contenuti di una politica disastrosa della Ue di Ursula von der Leyen non esiste un segno che possa considerarsi positivo. Sembra di assistere ad un’azione assimilabile a quella di un elefante che opera in un negozio di cristalleria. La sensazione che appare sempre più chiara è che la Ue sia un luogo dove l’habitat europeo sia comparabile alle sabbie mobili, dove la burocrazia opera con tante circolari, ma senza “una bussola“ di riferimento: liturgie e parole senza significato servono a sprofondare…
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Approfondimenti:
Gioie e dolori per Ursula von der Leyen L'Unione europea tra fatti e ideologismi. Il taccuino di Guiglia Può sembrare un controsenso, ma succede quando la politica mescola temerariamente la realtà dei fatti e l’ideologismo. Mentre l’Europa ha battuto ben due colpi in contemporanea tra Roma e Londra a sostegno dell’Ucraina, cioè nell’interesse anche di se stessa, al Parlamento di Strasburgo Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, subiva una mozione di censura alla fine respinta: 360 no, 175 sì, 18 astenuti e altri deputati…
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Roma, 12 lug. – Ursula von del Leyen è più debole, i Conservatori sono spaccati, le coalizioni italiane in Europa non esistono. Sono i dati che emergono dalla mozione contro la presidente della Commissione presentata dal romeno Gheorghe Piperea (Ecr) e votata al Parlamento europeo.Il primo dato è che la tedesca si è salvata, ma il suo “gradimento” è trasversalmente diminuito: i voti a suo favore sono stati 360 contro i 401 ottenuti al momento dell’insediamento, appena un anno…
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Perché fingiamo che in Italia vi siano due coalizioni compatte che si contendono il governo? Lo chiamiamo ancora bipolarismo, ma ormai è solo uno schema mentale. Basta un voto europeo su von der Leyen e vaccini per confermare di fronte al mondo la nostra malattia politica. Entrambi gli schieramenti vanno in ordine sparso. Contro la sfiducia votano Forza Italia e una parte del Pd, a favore Lega e Cinque Stelle, non partecipano al voto Fratelli…
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Fratelli d’Italia non poteva votare contro Raffaele Fitto. È questa la prima indicazione che arriva all’indomani della mozione di sfiducia verso la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, dove il partito di Giorgia Meloni si è astenuto. “Il voto non era contro Von der Leyen, ma contro una Commissione dove l’Italia è rappresentata da Raffale Fitto. E il risultato mi pare che dimostri che avevamo ragione nel ritenere velleitaria e anche controproducente questa mozione”, ha esordito al Quotidiano…
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La mozione di censura nei confronti di Ursula von der Leyen – presentata da un parlamentare romeno del gruppo conservatore (lo stesso di FdI) per una vicenda a margine della gestione Covid – non è passata all’Europarlamento. La coalizione centrista dell’Assemblea ha votato a favore della presidente della Commissione. Il dato politico è il sostegno dei socialisti, che non era scontato e pur con qualche mal di pancia: l’alternativa era l’astensione.
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Ursula von der Leyen incassa nuovamente la fiducia dell'Eurocamera. O meglio, ha visto la stragrande maggioranza dell'emiciclo respingere una mozione di censura targata estrema destra e bocciata con 360 voti contrari, ai quali si sono contrapposti 175 sì e 18 astenuti.La presidente della Commissione, a Roma per omaggiare la conferenza sulla Ripresa ucraina organizzata da Giorgia Meloni, esulta ribadendo che, in un "tempo imprevedibile, ci vuole una Ue forte".
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Quanto tempo è passato da Borgo Egnazia. Solo un anno, ma sembra un secolo. Al G7 italiano Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen mostravano al mondo il loro rapporto privilegiato, dopo i numerosi viaggi insieme a Lampedusa e in Nord Africa per affrontare insieme il dossier migranti e promuovere il cosiddetto Piano Mattei. L’asse Roma-Bruxelles era ogni giorno più forte: Fratelli d’Italia si mostrava come una forza meno antieuropeista di ciò che si credeva, il sostegno…
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Mozione respinta. Come prevedibile l'Europarlamento ha bocciato la sfiducia sul Pfizergate al presidente della Commissione Ursula von der Leyen con 360 voti contrari, 175 sì, 18 astenuti e, alla prova dei fatti, la maggioranza Ursula ha perso 10 voti rispetto a quando si insediò lo scorso anno. Colpisce la frammentazione dei partiti italiani che vanno in ordine sparso. L'unico ad aver votato in modo unitario contro la sfiducia è Forza Italia che ha seguito l'indicazione del proprio Gruppo europeo, il Ppe.
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STRASBURGO – Ursula von der Leyen più debole, così come la maggioranza di Popolari-Socialisti-Liberali che l’ha sostenuta fino ad ora. E subisce un colpo durissimo l’asse Ppe-Conservatori con l’Ecr spaccato verticalmente e Fratelli d’Italia costretto, all’ultimo minuto e alla chetichella, a non esprimersi contro la sfiducia come era stato annunciato ma a rifugiarsi nella non partecipazione al vot…
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Era già tutto previsto: l’aula di Strasburgo ha bocciato la mozione di sfiducia contro la commissione con der Leyen, presentata da una parte di Ecr, il gruppo conservatore di Meloni, sul caso Pfizergate: 360 voti contrari, 175 sì e 18 astenuti. 166 i deputati che non hanno partecipato al voto. Servivano oltre 360 sì (la maggioranza assoluta dell’assemblea che è composta da 719 eletti) perché la sfiducia passasse, un obiettivo che non è mai stato alla portata.
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