Nella piazza che ha il suo nome rabbia e tristezza. Yuval: “Il premier e Gvir responsabili anche allora” Haver ata haser (“amico ci manchi”) appare nel megaschermo accanto alla foto di Rabin. Eppure non era un uomo perfetto. Malgrado avesse dietro di sé una grande carriera militare e fosse stato il capo di stato maggiore che stravinse la guerra dei sei giorni, Yitzhak Rabin era un timido. Un introverso.
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Approfondimenti:
Trent’anni fa, il 4 novembre 1995, a Tel Aviv il premier israeliano Yitzhak Rabin fu assassinato al termine di una manifestazione a favore degli accordi di pace, di fronte a migliaia di persone. A ucciderlo, sparandogli tre colpi di pistola da una distanza ravvicinata, un giovane estremista della destra religiosa, vicino al partito Kach, un partito messo fuorilegge perché razzista, Yigal Amir. Er…
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