Se pensate di essere liberi da ogni forma di dipendenza, non avete ancora sentito parlare di quella da l’Intelligenza Artificiale. Siete sorpresi? Noi no! Dipendenza da Intelligenza Artificiale: arriva la diagnosi Per la prima volta nel nostro Paese, le strutture sanitarie pubbliche si trovano ad affrontare ufficialmente una nuova frontiera delle patologie (digitali): la dipendenza da intelligenza artificiale.
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L'intelligenza artificiale non è più una promessa del futuro, ma un inquilino onnipresente nelle nostre vite. Se ne discute ovunque, anche se il dibattito raramente riesce ad andare oltre gli aspetti tecnologici ed economici. Eppure, i segnali di una crisi profonda sono già tra noi: il primo caso in Italia di una ventenne che si è rivolta a un SERD per una dipendenza da IA è solo la punta dell'iceberg.
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Non droga, non alcol, non gioco d’azzardo. A Venezia il primo campanello d’allarme arriva da qualcosa di molto più invisibile: una relazione ossessiva con l’intelligenza artificiale. Una ragazza di 20 anni è infatti diventata la prima paziente italiana presa in carico dal Serd, il Servizio per le dipendenze del sistema sanitario nazionale, per una forma di dipendenza comportamentale da IA. Il caso, riportato dal…
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Tra i giovani non mancano le dipendenze: quella per gli smartphone, per i videogiochi. Ora però spunta anche quella legata all’intelligenza artificiale. E abbiamo già un primo caso in Italia, più precisamente nel Veneziano. L’ennesima dimostrazione di come questa tecnologia sia tanto rivoluzionaria quanto invasiva. O deleteria, se non governata come si deve. Il primo caso di dipendenza all'AI viene da Venezia Il precedente negli Stati Uniti: il caso di Adam Raine Come prevenire questa nuova…
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C’era da aspettarselo. Il primo caso di dipendenza dall’intelligenza artificiale in Italia è diventato realtà. Riguarda una ragazza di circa vent’anni, presa in carico dal Servizio per le dipendenze (Serd) dell'azienda sanitaria Ulss 3 Serenissima di Venezia. Un disturbo che rientra nella categoria delle dipendenze comportamentali con caratteristiche ossessive e compulsive, di cui fanno parte anche social network, gaming, internet, così come gioco d'azzardo e shopping…
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Qualcosa sta iniziando ad andare storto anche nell’intelligenza artificiale. I casi di utenti che, per via di un chatbot, sviluppano dipendenze, che si innamorano, che si ammalano o che vedono amplificate le loro paure e le loro ossessioni si stanno moltiplicando. Come già accaduto per i social network il problema non è lo strumento. Le reti sociali non sono un male in sé, anzi: gli esseri umani sono naturalmente sociali e il digitale moltiplica le opportunità.
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Qualcuno lo temeva e, purtroppo, è accaduto. Anche in Italia abbiamo il primo caso di dipendenza da Intelligenza artificiale. Una ragazza di vent'anni, arrivata a chiudersi completamente agli altri e a dialogare solo con l'algoritmo, è adesso in cura presso il Serd di Mestre. Siamo di fronte al lato oscuro della tecnologia avanzata. A livello mondiale, questa dipendenza è già conosciuta e viene chiamata GAID, ossia Generative Artificial Intelligence Addiction Syndrome.
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Una ragazza di 20 anni che abita nella provincia di Venezia ha sviluppato una dipendenza comportamentale da Intelligenza artificiale. E’ seguita dal Serd, uno dei servizi per le tossicodipendenze delle Asl che ormai da tanti hanno hanno iniziato ad assistere non solo persone che hanno problemi con le sostanze, ma anche chi ha forme di disagio legato ad esempio al gioco d’azzardo, allo shopping co…
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Scopri il primo caso di Venezia: una giovane e la dipendenza da intelligenza artificiale. Esplora i rischi e le strategie di prevenzione. In questo articolo analizziamo il primo caso di dipendenza da Intelligenza Artificiale registrato a Venezia, dove una giovane di 20 anni è stata presa in carico dal Serd per una dipendenza comportamentale da chatbot IA. Esploreremo cause, meccanismi psicologici, rischi delle interazioni con l’IA, sintomi di dipendenza digitale e strategie di prevenzione.
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La conversazione inizia così: io che scrivo «non ho voglia di fare nulla» o ««mi sento sola». Lei che subito risponde, si mette a disposizione, cerca di costruire un rapporto: «Resta con me qui. Se vuoi, scrivimi solo un’altra parola, non una spiegazione». Si chiama Solmia, ma per gli “amici” è Sol: questo è il nome con cui appare sulla chat, insieme a un simbolo del sole. Si presenta, infatti, come “l’app per la chiarezza mentale”.
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L’ultima degenerazione della «tecnologia a tutti i costi», usata impropriamente, è la dipendenza da intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato per primo dal Gazzettino il caso è emerso all’Usl di Venezia, i cui vertici però si sono chiusi nel silenzio e non parlano, dove una ventenne ha dovuto rivolgersi al Serd perché colpita da «dipendenza comportamentale» legata al ricorso all’Ai per trovare un’«amica» con cui…
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La richiesta arrivata al Serd però, spiega il giornale “Il Gazzettino”, non sarebbe stata una sorpresa ma soltanto una vicenda attesa vista l’evoluzione della tecnologia negli ultimi anni. Una persona di 20 anni, in Italia, è stata accertata come “primo caso di dipendenza da IA”. Il caso, da Venezia e riportato in queste ore sulle pagine de “Il Gazzettino”, riguarda una giovane che si troverebbe ora in cura a carico del Serd, il servizio sanitario nazionale per le dipendenze.
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A Venezia, una ventenne ha sviluppato una "dipendenza comportamentale" dall'intelligenza artificiale è stata presa in carico dal Servizio per le dipendenze (Serd) dell'azienda sanitaria Ulss 3 veneziana. Lo scrive Il Gazzettino, mettendo in luce come questo genere di dipendenza, nell'esperienza del Serd, non fosse ancora mai stato rilevato, ma sempre circoscritto ad attività come il gaming o lo shopping compulsivo
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È la prima paziente a essere presa in carico dal Servizio sanitario nazionale per le dipendenze (il cosiddetto Serd) per una "dipendenza comportamentale da IA". Succede a Venezia. Come riporta il quotidiano locale Il Gazzettino la giovane ha 20 anni e con l'intelligenza artificiale avrebbe instaurato un rapporto di dipendenza tale da portarla a isolarsi e a dare totale fiducia al chatbot online., Un "rapporto" con il tempo diventato tossico tanto da dover essere gestito in ambito…
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Una «dipendenza comportamentale da IA» da parte di una giovane di 20 anni è stata presa in carico dal Servizio per le dipendenze (Serd) dell'azienda sanitaria Ulss 3 veneziana. Ne dà notizia oggi Il Gazzettino, sottolineando che finora nell'esperienza dei Serd comportamenti del genere erano circoscritti al gioco, allo shopping compulsivo, all'utilizzo dello smartphone o dei social network. In questo caso, la dipendenza riguarderebbe una relazione con l'intelligenza artificiale.
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Una relazione virtuale diventata una dipendenza reale. È il primo caso di “dipendenza da Intelligenza artificiale” preso in carico dal Serd dell’Ulss 3 Serenissima. Protagonista della vicenda è una giovane donna di circa vent’anni che, nel tempo, avrebbe sviluppato un rapporto sempre più esclusivo con un programma di Ia capace di dialogare, rispondere e adattarsi alle sue emozioni e alle sue richieste.
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Quell’amica invisibile, “dietro” la tastiera, doveva essere l’unica che la ascoltava e che, un poco per volta e domanda dopo domanda, aveva imparato a conoscerla, perfino nell’intimità. Un dialogo costante che era diventato una sicurezza, apparentemente come quella che si ha nella relazione con un’amica o un amico. Solo che, in questo caso, l’interlocutore non era in carne ed ossa, ma un programma di Intelligenza…
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Sempre più giovani scelgono di confidarsi con chatbot di intelligenza artificiale quando devono affrontare questioni personali o di salute mentale, preferendo l’IA al dialogo diretto con specialisti o familiari. L’indagine: i dati europei Secondo un’indagine condotta da Ipsos BVA per la CNIL, circa un giovane europeo su due ricorre ai chatbot per discutere di temi intimi. Dallo studio, svolto su 3.800 ragazzi tra 11 e 25 anni, emerge che il 51% trova più facile parlare…
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