Caro collega, ho letto con attenzione il tuo articolo e colgo l’occasione per condividere alcune riflessioni personali. Questi potrebbero essere tra gli ultimi articoli che pubblico come docente. Essendo un precario e un semplice ITP, temo che, con le riforme in atto che penalizzano molti docenti precari, potrei dover lasciare questa professione entro uno o due anni.Insegnare, per me, è stato un modo per aiutare gli altri a trovare il proprio posto nel mondo.
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Il Ministero dell’Istruzione si appresta a introdurre le Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola, che entreranno in vigore nell’anno scolastico 2026-27. Una delle proposte che fa più discutere riguarda la reintroduzione dello studio del latino nella scuola secondaria di primo grado. In verità, la volontà del Ministro mira all’approfondimento di testi e contenuti classici e, soprattutto, ad appassionare gli alunni allo studio…
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Ci sarebbero tante ragioni per criticare il ministro Valditara. Ma il fuoco di fila scatenato contro la parte della riforma che prevede latino, opzionale, alle medie, la conoscenza della Bibbia e l'approfondimento in storia del nostro paese e dell'Occidente, nonché la separazione della geografia dalla storia, non mi sembra una idea né brillante né progressista. Soprattutto alla luce della grande tradizione della sinistra nella cultura, e…
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Ciò che si sa è che le proposte sono state formulate da una commissione ministeriale coordinata da Loredana Perla, docente di Didattica e Pedagogia speciale all’Università di Bari, formata in prevalenza da pedagogisti ma della quale fa parte anche lo storico ed editorialista del Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia (che ha coordinato il gruppo che si è occupato della materia “storia”). E’ l’autore – insieme alla Perla – di un breve saggio, “Insegnare l’Italia, una proposta per la scuola dell’obbligo” (Scholé…
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Intervenuto alla trasmissione di Rai Uno “Cinque Minuti” condotta da Bruno Vespa, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha parlato delle nuove indicazioni nazionali del primo ciclo: La Bibbia? “Innanzitutto alle elementari ed è lettura di alcuni brani della Bibbia, dell’Iliade, dell’Odissea, dell’Eneide. La Bibbia è un grande patrimonio culturale, conoscerne alcuni estratti credo sia molto importante e formativo.
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Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente. Paolo Crepet stronca i nuovi programmi scolastici annunciati dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara
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Come prevedibile, il progetto di riforma presentato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è già andato incontro a diverse critiche nel giro di poche ore. In un paese caratterizzato da un clima politico spesso teso (per usare un eufemismo) come l’Italia, in cui ogni discussione rischia di diventare l’arena di meri duelli tra le parti, però, è fondamentale mantenere un atteggiamento equilibrato, valutando con attenzione ogni osservazione per distinguere quelle ben motivate da…
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Si chiama Andrea Balbo, ha 54 anni e insegna lingua e letteratura latina all’Università di Torino. È questo il nome del professore che riporterà il latino nelle scuole medie come richiesto dal ministro Giuseppe Valditara all’interno della riforma dell’istruzione. È stato proprio l’esponente del governo di Giorgia Meloni a nominarlo presidente della sotto-commissione dedicata alla lingua degli antichi romani.
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Della presenza e del ruolo del latino nella scuola italiana Tuttoscuola si è occupata più volte nel tempo, a partire dalla sua fondazione (1975), con l’intervento di autorevoli esperti e del suo stesso fondatore, Alfredo Vinciguerra, che in un articolo del marzo 1983, intitolato “Il rimpianto del latino”, ne auspicò la reintroduzione facoltativa almeno in terza media, come ricordato anche dall’ex ministro della PI Gerardo Bianco, autorevole latinista, nella sua testimonianza contenuta nello…
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Dopo quindici anni di attesa, la divisione tra geografia e storia nei licei, sancita dalle nuove Indicazioni Nazionali, rappresenta un importante traguardo per la valorizzazione della geografia come disciplina autonoma. Questo passo avanti segna un riconoscimento della rilevanza della geografia nello sviluppo delle competenze critiche e analitiche degli studenti, ma apre anche la strada a ulteriori necessarie modifiche nel sistema scolastico e nelle classi di concorso.
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Il dibattito su quanto finora emerso delle nuove "Indicazioni nazionali" per la scuola ha il merito di portare l'attenzione su un tema scomodo e importante: lo studio della Bibbia a scuola. È scomodo come sono gli argomenti che vedono nascere schieramenti di principio, ma è importante come solo gli argomenti che, appunto, … scomodano i princìpi. Lo studio della Bibbia a scuola deve essere proposto laicamente e criticamente come quello di un grande classico della nostra cultura.
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– A che serve essere istruiti? A che serve la scuola? A trovare un lavoro, a diventare “bambini veri” come impara a sue spese Pinocchio il burattino, a ritagliarsi un posto nel mondo, una dimensione di cittadinanza, un margine di libertà, una consapevolezza della nostra intelligenza ma anche delle nostre emozioni, una chiave di lettura che valga per decifrare noi stessi, oltre che il mondo che ci sta attorno? Sono certamente tutte risposte plausibili, e valide.
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In che cosa consiste l’identità italiana e quali sono i popoli italici la cui storia il ministro Valditara vuole mettere al centro della formazione nella scuola primaria? Altri, anche su questo giornale, hanno segnalato i rischi educativi di una chiusura al mondo, alle sue diversità e interrelazioni proprio in un periodo in cui queste irrompono, anche drammaticamente, nella nostra vita quotidia…
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"Dare ai bimbi radici e ali": un'identità comune in cui potersi sempre riconoscere e un cielo in cui volare, liberi di realizzare sogni e inclinazioni personali. "Il processo formativo di bambini e adolescenti deve fare questo" e "le novità introdotte a scuola dal ministro Valditara vanno nella direzione giusta" secondo il pediatra Italo Farnetani. L'esperto affida all'Adnkronos Salute la sua 'pagella' su alcuni dei cambiamenti che si prospettano con le Nuove indicazioni…
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Le parole di Valditara sui nuovi programmi scolastici hanno suscitato, come era prevedibile, un’infinità di reazioni, spesso più da tifoseria da stadio che da dibattito pubblico. Leggendo con calma e attenzione le parole del ministro io, che quella parte politica non l’ho votata, ci ho trovato invece degli spunti interessanti, condivisibili. E ho ravvisato anche qualche criticità, una in particolare.
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La cosa peggiore che potremmo fare nel riflettere sulle nuove indicazioni nazionali appena presentate dal ministro Giuseppe Valditara per il primo ciclo di istruzione, ovvero dalla scuola dell’infanzia alle superiori di I grado, sarebbe quella di strumentalizzare l’auspicato dibattito alimentando in modo precostituito le pur inevitabili contrapposizioni. Se c’è un luogo dove dovremmo trovare punti d’intesa cercando una sintesi complessiva, a partire dai fondamenti del sapere, è proprio…
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Il ministro Valditara vuole tornare alle bacchettate sulle mani (parola di Elly Schlein) o prepara il terreno per catechizzare il futuro elettore sovranista, come sostiene il manifesto? "Prima di criticare non sarebbe male pensare a quello che si sta per dire". Così Galli della Loggia da Corriere della Sera,
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Daniele Capezzone 18 gennaio 2025 Le recenti iniziative del ministro Valditara meritano un convinto sostegno e un vivissimo apprezzamento. Se in altri ambiti culturali e mediatici si ha a volte la sensazione che il centrodestra non abbia sempre una gran voglia di impegnarsi nella battaglia delle idee, sul terreno scolastico la recente mossa del Ministro dell’Istruzione (più latino, più storia occidentale, più memoria) rappresenta finalmente un segnale nella…
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