Una nuova febbre dell'oro ha contagiato i mercati mondiali nell'ultimo trimestre dell'anno. Dall'inizio dell'anno il rialzo delle quotazioni del metallo prezioso per eccellenza è stato del 72,84%. La crescita è stata continua e progressiva fino allo scorso 30 settembre, quando ha chiuso a quota 3.812 dollari l'oncia. Da allora sono seguiti 3 mesi di progresso a ritmo inarrestabile. A Santo Stefano l'oro ha chiuso a 4.514 dollari toccando un massimo di giornata 4.531 dollari e segnando un nuovo record con un…
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L'oro ha raggiunto un nuovo record storico il 26 dicembre, toccando brevemente i 4.530 dollari l'oncia prima di attestarsi a 4.516 dollari. Anche l'argento ha registrato una performance eccezionale, superando per la prima volta la soglia dei 75 dollari l'oncia con un rialzo superiore al 4%.
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I prezzi dell’oro sono saliti a 4.516 dollari l’oncia, dopo aver brevemente toccato il massimo storico di 4.530 dollari all’inizio della sessione, spinto dalla forte domanda di beni rifugio, in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche e aspettative di tagli dei tassi di interesse Usa. Continua la sua corsa anche l’argento, che guadagna oltre il 4% e supera per la prima volta i 75 dollari l’oncia, avanzando per la quinta sessione consecutiva.
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L’argento smette i panni di comprimario e si prende il centro della scena. Nelle ultime sessioni di mercato il “prezzo spot” ha superato la soglia dei 75 dollari l’oncia, aggiornando i massimi storici e segnando una delle performance più eclatanti dell’intero comparto delle materie prime nel 2025. Un movimento che non nasce dal nulla e che, soprattutto, non può essere letto solo come una fiammata speculativa.
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