Le aziende che annunciano accordi nel campo dell'intelligenza artificiale con prezzi a dieci cifre continuano a godere di un forte impulso sul mercato azionario. Questa è la tendenza da mesi. Ieri è stata la volta di Amazon, che ha deciso di offrire a OpenAI una potenza di calcolo ancora maggiore, presumibilmente per aiutare a generare più video di gattini carini. Si può solo sperare che OpenAI riesca alla fine a realizzare un profitto, o almeno a raccogliere abbastanza denaro nei…
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La scommessa miliardaria di Microsoft su OpenAI continua a far discutere investitori e analisti del settore tecnologico, soprattutto dopo le recenti dichiarazioni del CEO Sam Altman che ha riconosciuto apertamente come senza l'appoggio iniziale del colosso di Redmond la sua azienda probabilmente non sarebbe mai decollata. Le parole di Altman arrivano in un momento delicato, mentre le voci critiche si moltiplicano e i dubbi sulla redditività dell'intelligenza artificiale generativa si fanno sempre più pressanti.
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ChatGpt è tra noi da poco meno di tre anni e già un suo inciampo può rappresentare un rischio sistemico. È la preoccupazione che comincia ad aleggiare attorno a OpenAI, la startup fondata e guidata da Sam Altman (in foto) che in meno di dieci anni è passata da laboratorio di ricerca no profit a pilastro della nuova economia americana. Oggi OpenAI fattura solo 3,5 miliardi (2% delle vendite di Amazon), ma è la regina indiscussa dei modelli linguistici e allo stesso tempo una vera…
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Con una valutazione record di circa 500 miliardi di dollari, OpenAI è la società privata di maggior valore al mondo. Di conseguenza, rumors e ipotesi su una sua quotazione in borsa negli Stati Uniti si rincorrono da tempo. Le ultime indiscrezioni, riportate da Reuters, parlano di un’ipo già nel 2026 e di obiettivi monstre come una raccolta di 60 miliardi e una capitalizzazione iniziale fino a 1.000 miliardi di dollari.
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Secondo l'agenzia Reuters, la quotazione potrebbe avvenire già nella seconda metà del prossimo anno OpenAI va verso una delle più grandi quotazioni in Borsa della storia. Secondo l’agenzia Reuters, il gigante dell’intelligenza artificiale punterebbe a un’Ipo da 1.000 miliardi di dollari. Che, secondo fonti citate dalla stessa Reuters, potrebbe arrivare già nella seconda metà del 2026. Verso l’Ipo Alcune persone che hanno parlato con l’agenzia affermano che…
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OpenAI potrebbe nel 2026 potrebbe quotarsi in Borsa, dopo essersi trasformata questa settimana in società a scopo di lucro. Secondo i ben informati, la startup americana specializzata nell'intelligenza artificiale sta considerando un'offerta pubblica iniziale che le darebbe una valutazione fino a 1.000 miliardi di dollari. La società potrebbe presentare i documenti necessari presso la Securities and Exchange Commission già nella seconda metà del 2026, in anticipo rispetto a quanto avrebbe…
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OpenAI non è più un'organizzazione senza scopo di lucro. L'azienda californiana che ha dato vita a ChatGPT ha annunciato martedì 28 ottobre di aver completato la propria ricapitalizzazione, trasformandosi in una public benefit corporation (Pbc), ossia un'azienda a scopo di lucro ma che, per statuto, deve perseguire anche finalità di beneficio comune, oltre al profitto degli azionisti. L'operazione, che assegna a OpenAI una valutazione stimata di 500…
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Dopo oltre un anno di trattative, pressioni istituzionali e dispute legali di alto profilo, OpenAI ha ufficialmente completato la sua ristrutturazione societaria, ponendo le basi per una nuova fase della partnership con Microsoft e chiarendo, almeno in parte, cosa accadrà nel momento in cui dovesse essere raggiunta l’AGI, ovvero l’intelligenza artificiale generale, il tanto discusso punto di arrivo verso cui l’azienda sta lavorando sin dalla sua fondazione.
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Come cambierà OpenAI OpenAI diventa un'azienda a scopo di lucro ma senza rinunciare all'originaria vocazione “filantropica”. Adesso la sua valutazione è stimata in 500 miliardi di dollari e la quotazione in Borsa è più vicina. Microsoft detiene il 27% della società. Fatti, numeri e commenti È stato terreno di battaglia tra Sam Altman ed Elon Musk, ma ora OpenAI è a tutti gli effetti un’azienda a scopo di lucro.
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L’accordo firmato dai creatori di ChatGPT OpenAI e Microsoft sembra mettere fine alle tensioni tra le due aziende grazie a concessioni reciproche, più spazio di manovra per entrambe e sopratutto delimitazioni chiare su proprietà, modelli e tecnologie, anche nel caso di raggiungimento dell’AGI, la super intelligenza artificiale in grado di superare l’uomo in qualsiasi compito. Cosa cambia in OpenAI Ancora più importante, la firma dell’accordo completa la trasformazione di OpenAI da società non-profit ad azienda a…
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Un mese fa OpenAI ha comunicato di aver raggiunto un accordo preliminare con Microsoft, ovvero un percorso di riorganizzazione societaria che punta alla crescita commerciale. Si tratta di una transizione molto importante, che tra l'altro segna una vera e propria trasformazione, dato che OpenAI - originariamente società no-profit - diventa a tutti gli effetti un'azienda a scopo di lucro. Ebbene, nelle ultime ore è stata annunciata una nuova intesa che chiude un…
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OpenAI completa la trasformazione da organizzazione non profit a società a scopo di lucro. La mossa – si legge su Ansa – segna una tappa cruciale nella storia del colosso dell’AI, che mantiene però la sua missione di “public benefit company”, combinando obiettivi di profitto con la creazione di valore pubblico. Microsoft acquisisce il 27% di OpenAI Secondo i media statunitensi, la precedente struttura non profit che controllava OpenAI ha ottenuto una quota pari a circa 130 miliardi di dollari…
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Dal 2019, Microsoft e OpenAI collaborano con un obiettivo comune: sviluppare l’intelligenza artificiale in modo responsabile e rendere i suoi benefici accessibili al più ampio pubblico possibile. Quella che iniziò come una semplice partnership di investimento in una startup di ricerca è oggi una delle collaborazioni più rilevanti e influenti nel settore tecnologico. Con il nuovo accordo siglato quest’oggi, le due aziende rafforzano la loro alleanza e creano le basi…
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OpenAI ha completato il proprio processo interno di ristrutturazione che la trasforma a tutti gli effetti in un’azienda a fini di lucro, e contestualmente ha rinegoziato il proprio accordo di collaborazione con Microsoft (che è stata tra le prime a fare investimenti ingenti sull'azienda, l'ordine di grandezza è quello dei miliardi di dollari) che tratta, tra le altre cose, di hardware consumer e dei passi successivi da compiere nell’eventualità che si raggiunga mai la famosa AGI…
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La società guidata da Sam Altman finalizza il piano ristrutturazione, diventando public benefit company. Si apre la strada per una quotazione OpenAI finalizza il suo piano per diventare una società a scopo di lucro. La società, creatrice di ChatGpt, si trasforma in una ‘public benefit company’, un’azienda for-profit per creare bene pubblico. A Microsoft il 27% La non profit che ha controllato OpenAI dalla sua fondazione nel 2015 ha ottenuto una quota di 130 miliardi di dollari, circa il 26%, nella nuova…
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Prima di questa operazione finanziaria, OpenAI operava come organizzazione non-profit soggetta a rigide restrizioni sul capitale OpenAI ha annunciato di aver completato la ricapitalizzazione, splittando il suo laboratorio di Intelligenza artificiale in una for-profit corporation inserita all’interno di una fondazione no-profit. È il risultato finale di un complesso processo legale che ha incontrato la strenua resistenza del suo co-fondatore, Elon…
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OpenAI non è più un laboratorio non profit, così come era nata nel 2015, né una società a profitto limitato come è stata dal 2019 . Oggi ha portato a compimento la sua complessa ristrutturazione societaria, trasformando il proprio braccio operativo in una public benefit corporation (PBC) denominata OpenAI Group PBC, sotto la supervisione della OpenAI Foundation, entità non profit che detiene una partecipazione iniziale stimata attorno ai 130…
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OpenAI e Microsoft hanno completato la trasformazione della società che controlla ChatGPT in una impresa più adatta a raccogliere le centinaia di miliardi di dollari necessari allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e di ricompensare gli azionisti con generosi dividendi, se e quando il business dell’IA diventerà redditizio. L’operazione, preparata da diversi mesi, è stata finalizzata in questi giorni e chiude un lungo periodo di tensione tra la originaria vocazione non profit di OpenAI e il suo enorme potenziale economico.
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