Le indagini sulla ricina, il veleno del quale sono state trovate tracce nel sangue di Sara Di Vita e di Antonella Di Ielsi, mamma e figlia di Pietracatella morto subito dopo Natale, si concentrano anche sul web. Gli investigatori cercano di capire da dove possa provenire la sostanza letale che sarebbe stata usata per uccidere le due donne. Verifiche riguardano in particolare il 'dark web', la parte sommersa della rete dove avvengono attività illegali.
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Il caso di Campobasso, con l’avvelenamento di madre e figlia, ha rappresentato una svolta nelle indagini sulla morte di Sara di Vita (15 anni) e della madre Antonella Di Jelsi (50). La scoperta di tracce di ricina, una proteina risultata fatale per le due vittime, ha portato a aprire un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio volontario. L’esito degli esami non ha lasciato dubbi, individuando le cause del decesso non in una intossicazione…
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Cos’è la ricina: gli effetti sull’organismo e le modalità di esposizione della tossina velenosa con cui sono state uccise madre e figlia a Campobasso lo scorso Natale La ricina è uno di quei veleni che evocano immediatamente scenari da fiction, ma purtroppo appartiene anche alla cronaca reale. Negli ultimi anni è tornata più volte al centro dell’attenzione, per il suo utilizzo nell’amatissima serie tv “Breaking Bad” ma nelle…
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La mamma Antonella Ielsi e la figlia Sara Di Vita sono state uccise con la ricina, una delle sostanze più letali al mondo. Sul caso della famiglia intossicata a Natale a Pietracatella (Campobasso), la Procura di Larino ha aperto un nuovo fascicolo per duplice omicidio premeditato, al momento contro ignoti. Madre e figlia avvelenate dalla Ricina Il fascicolo per duplice omicidio premeditato Il sindaco di Pietracatella Madre e figlia…
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Sembrava una tragedia domestica. Ora è un caso di duplice omicidio. A Pietracatella, piccolo comune in provincia di Campobasso, la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvenuta subito dopo il Natale 2025, ha preso una piega inquietante: nelle analisi sarebbero emerse tracce di ricina, un veleno tra i più potenti conosciuti. Un dettaglio che ha cambiato completamente lo scenario, aprendo un’inchiesta per…
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Avvelenate nella loro casa, uccise da quella sostanza spesso protagonista di film e serie tv, usata persino dai servizi segreti dell’Unione Sovietica e, in tempi più recenti, nella disponibilità di Al Qaeda. Ma stavolta niente spionaggio né trame cinematografiche. È la realtà a consegnare una rivelazione shock: Sara Di Vita, 15 anni, e sua mamma Antonella Di Jelsi, di 50, sono morte per aver inge…
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Vita in diretta Madre e figlia intossicate: "sono state uccise" - 31/03/2026 St 2025/26 1 min Sono morte intossicate dopo i pranzi di Natale.... ebbene, oggi è arrivata la notizia: si tratta di un duplice omicidio premeditato. Chi ha avvelenato Antonella e Sara
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Le due donne morirono dopo il pranzo di Natale. Nel loro sangue sono state trovate tracce di ricina, un potente veleno che orienta l'inchiesta sull'omicidio premeditato. A cambiare radicalmente il quadro sono stati gli esami tossicologici. Ora gli investigatori indagano su rapporti tra parenti e possibili scenari rimasti nascosti ascolta articolo Svolta nel caso delle due donne, mamma e figlia, morte subito dopo Natale all'ospedale Cardarelli di Campobasso dopo una sospetta intossicazione…
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Non una semplice intossicazione alimentare, come si era ipotizzato nei giorni immediatamente successivi al Natale. Ma omicidio. Sara Di Vita, 15 anni, e la sua mamma Antonella Di Ielsi, 50, sono state assassinate: avvelenate con la ricina, una delle sostanze tossiche più letali al mondo. È lo sviluppo clamoroso sulla tragedia che ha colpito una famiglia molto nota a Pietracatella, piccolo…
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Molto meno di una capocchia di spillo. “Per uccidere un uomo di 70 chili bastano 14 milligrammi di ricìna. E’ uno dei veleni più potenti che esistano in natura. E’ stata impiegata in laboratorio come possibile cura contro i tumori” spiega Gianni Sava, farmacologo che insegna al Campus Biomedico di Roma e dirige la rivista Sif Magazine della Società Italiana di Farmacologia. “Per ottenerla dalle d…
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Avvelenate. Intenzionalmente e molto probabilmente a casa loro, durante le feste di Natale. Con la ricina, come nella serie tv cult Breaking bad. La notizia della svolta shock sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita arriva come una mazzata a Pietracatella, paese di 1.200 anime del Molisano, dopo tre mesi in cui investigatori, medici legali, tossicologi si sono affannati inva…
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Un piano diabolico, studiato nei minimi dettagli, che rischiava di diventare il “delitto perfetto”. Vicinanza e solidarietà sono i sentimenti che hanno animato la comunità di Pietracatella in questi tre mesi per quella famiglia distrutta dall’immane tragedia di una mamma di 50 anni, Antonella Di Ielsi, e una figlia di 15, Sara Di Vita, morte apparentemente per un’intossicazione alimentare legata ai…
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Non era un’intossicazione dovuta agli alimenti. I pasti consumati nelle ore che precedevano il Natale nella casa di Pietracatella non c’entravano nulla con la morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre, la cinquantenne Antonella Di Ielsi. A tre mesi da quella tragedia che ha sconvolto il Molise, dalle indagini arriva una …
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A Campobasso, dopo Natale, la morte di una madre e della figlia ha dato origine a un’indagine complessa. Inizialmente si pensava a una semplice intossicazione alimentare, ma la rapidità con cui le condizioni sono peggiorate ha fatto emergere dubbi. Per questo gli inquirenti indagano per omicidio, senza escludere possibili responsabilità in ambito familiare. Tra le ipotesi c’è anche quella dell’avvelenamento da ricina, una sostanza estremamente tossica
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Il 10 gennaio 2026, due settimane dopo la loro tragica morte, si svolsero i funerali a Pietracatella (Molise) di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, A quel tempo non era ancora nota la causa della morte delle due donne. L'intossicazione alimentare era solo una delle ipotesi. Il marito della donna (sopravvissuto all'avvelenamento) e la primogenita (che quella sera fatale non cenò con il resto della famiglia)…
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