Berlinguer, più che un sogno una ambizione di Carlo Di Stanislao Chiedersi se il Pci dimentica Berlinguer significa chiedersi se il Pci dimentica i valori. I nostri militanti hanno magari dimenticato il Berlinguer del compromesso storico, ma hanno viva memoria del Berlinguer dell’austerità. Magari è solo un simbolo, ma accidenti come contano i simboli. Michele Serra Sono passati quarant’anni dalla morte di Enrico Berlinguer
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Al cinema Rosebud, in via Medaglie d’Oro della Resistenza a Reggio, è in programma la proiezione di "Berlinguer. La grande ambizione", racconto autobiografico del leader dell’ex Pci. In visione oggi alle 16, 18,15, 20,30, domani alle 18,45 e 21, domenica alle 16, 18,15 e 20,30, venerdì 8 novembre alle 21, sabato 9 alle 18,45 e 21, mentre domenica 10 la proiezione sarà alle 16 (con la presenza come ospiti del regista Andrea Segre insieme all’attore Elio Germano), alle 18,45 e alle 21.
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Incontri da non perdere, sotto il grande schermo del Cinema Garibaldi di Poggibonsi. Domani saranno insieme per presentare ’Berlinguer - La grande ambizione’, il regista Andrea Segre e l’attore protagonista Elio Germano (entrambi nella foto). A condurre l’iniziativa sarà il critico cinematografico, autore e conduttore radiofonico e televisivo Alberto Crespi. Gli orari: dopo la proiezione delle 17,45 per un incontro e una chiacchierata con gli ospiti (alle 20 circa) e alle 20,30 per un saluto prima della proiezione del film.
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Non è facile raccontare Enrico Berlinguer, quello che è stato, ciò che ha rappresentato in quegli anni in cui il più importante Partito Comunista occidentale ha accarezzato l’idea guidare l’Italia, con un successo elettorale soltanto sfiorato e un compromesso storico tanto inseguito, prima che il fato togliesse di mezzo il suo leader incontrastato, morto a Padova nel 1984, durante un comizio. Forse per questo finora non c’era un film, se non documentario, che…
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«Temi da trattare al congresso: questione della bomba atomica: e necessità dell’abbandono della politica atlantica. Questione dell’infanzia: sottrarre l’infanzia all’educazione corruttrice dei preti». Battute a macchina con due punti in più e una «e» di troppo, queste parole non sono state pronunciate da un bolscevico fuori tempo in un centro sociale di oggi. A dirle fu Enrico Berlinguer. Risalgono all’11 ottobre 1949, un’altra era e un altro mondo.
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