BYD è già entrata di diritto tra le case automobilistiche più grosse al mondo, nonostante si concentri quasi esclusivamente su vetture completamente elettriche o ibride plug-in. Di recente ha cominciato a puntare tanto anche sulle EREV con generatore di corrente a bordo, ma a quanto pare gli investimenti sulle BEV non calano. La casa automobilistica cinese ha infatti comunicato di aver ultimato l'installazione di ben 5.000 stazioni di ricarica ultraveloce in 27 giorni.
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Approfondimenti:
Sul mercato cinese, le aziende stanno investendo sempre di più sulle reti di ricarica e per lo scambio delle batterie In Cina, la competizione sulle auto elettriche continua a essere serratissima. Le case automobilistiche continuano a sfornare nuovi modelli introducendo tecnologie sempre più avanzate. Farsi spazio non è facile e, adesso, questa competizione si sta spostando in altri settori. Quali? La ricarica e lo scambio delle batterie o battery swap
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I cinesi alzano la posta, i tedeschi abbassano la cresta. La corsa alla ricarica lampo diventa una sfida da bar dello sport Sul mondo dell'elettrico, BYD ha appena sganciato una bomba: il sistema ''flash charging'' da 1.500 kW, secondo il maxi Costruttore cinese, è in grado di aggiungere 500 km di autonomia alla Denza Z9GT in appena cinque minuti. Roba da fare il pieno come a una pompa di benzina, se non fosse che il “pieno” qui è di elettroni.
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La corsa all’auto elettrica passa sempre più dalla ricarica. E su questo fronte BYD sta spingendo forte: in meno di un mese ha già raggiunto quota 5.000 stazioni di ricarica attive. Un’espansione rapidissima che punta a risolvere uno dei principali limiti percepiti dagli utenti: tempi lunghi e infrastrutture insufficienti. Una crescita rapidissima della rete di ricarica Il dato colpisce soprattutto per la velocità.
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Nel giro di poche settimane BYD ha installato in Cina 5.000 stazioni Flash Charging e tagliato la forza lavoro di circa 100.000 unità: due facce della stessa strategia, che punta su efficienza industriale e infrastrutture come leve decisive della competizione globale. Tutto ciò racconta bene l’attuale fase dell’auto elettrica cinese: meno crescita “quantitativa” e più investimenti mirati su tecnologia, costi e servizi.
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In meno di un mese dal lancio della propria rete di ricarica ad altissima potenza, il gruppo ha già raggiunto quota 5.000 stazioni operative, distribuite in 297 città cinesi e con le prime installazioni lungo le principali direttrici autostradali. Non è solo una questione di numeri, ma di ritmo. L’obiettivo è arrivare a 20.000 stazioni entro il 2026, con una presenza capillare anche sulle lunghe percorrenze.
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