Virus dell’influenza aviaria nel latte suggerisce la presenza di mucche asintomatiche infettate dall’H5N1. Il virus finora non mostra però segni di adattamento alla diffusione tra gli esseri umani: il rischio di pandemia rimane “basso”, ma il consiglio è quello di non consumare latte crudo e di tenere la situazione monitorata Prof. Fabrizio Pregliasco – Negli Usa, dopo l’unico caso umano segnalato ad aprile in Texas, nelle ultime settimane non solo sono state rinvenute nelle acque…
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"Non stiamo facendo abbastanza". Così su Nature, Isabella Eckerle, a capo del Geneva Centre for Emerging Viral Diseases, in Svizzera, esprime la preoccupazione di una parte della comunità scientifica sulla gestione dei focolai di influenza aviaria nelle mucche in Usa. Troppa lentezza nella raccolta dei dati da parte delle autorità La preoccupazione dei ricercatori amricani riguarda soprattutto la quantità e tempestività della raccolta dei dati da parte delle…
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MeteoWeb “È indispensabile farci trovare pronti, preparati a una nuova possibile futura pandemia. Bisogna approntare in fretta test rapidi per la diagnosi, farmaci antivirali e soprattutto vaccini da poter somministrare all’occorrenza, in un momento in cui in generale si sta dando poca importanza alla prevenzione vaccinale“. Così Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell’Università degli studi di Milano e direttore scientifico di Osservatorio…
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"Non stiamo facendo abbastanza". Così su Nature, Isabella Eckerle, a capo del Geneva Centre for Emerging Viral Diseases, in Svizzera, esprime la preoccupazione di una parte della comunità scientifica sulla gestione dei focolai di influenza aviaria nelle mucche in Usa. La preoccupazione dei ricercatori riguarda soprattutto la quantità e tempestività della raccolta dei dati da parte delle autorità e la trasparenza con cui vengono diffusi ai cittadini e alla comunità scientifica.
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Preoccupazione a New York per l’ influenza aviaria: un piccolo numero di uccelli selvatici – 6 in tutto per ora – sono risultati portatori del virus H5N1. Un segnale che l’ aviaria non e’ limitata alle zone rurali. Ad allarmare e’ il fatto che i volatili – di cui alcuni sono uccelli migratori – appartengono a 4 diverse specie e cio’ aumenta la possibilita’ di diffusione della malattia ad altre razze animali.
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L'influenza aviaria vola nei cieli di New York City. Nella Mela "un piccolo numero di uccelli selvatici sono portatori del virus H5N1 ad alta patogenicità", ha scoperto uno studio pubblicato sul 'Journal of Virology', rivista della Società americana di microbiologia. Il lavoro evidenzia che le 'relazioni pericolose' tra animali ed esseri umani, quelle che possono dare origine a infezioni zoonotiche o addirittura a pandemie, non sono limitate agli ambienti rurali o al commercio di pollame, ma…
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MeteoWeb La recente scoperta dell’influenza aviaria H5N1 in alcuni uccelli selvatici a New York ha suscitato preoccupazione, ma anche l’opportunità di affrontare la sfida con determinazione e collaborazione. Questo importante risultato è emerso da uno studio pionieristico condotto da un team di ricercatori e volontari, il cui impegno ha gettato nuova luce sulla complessa interazione tra gli ecosistemi urbani e la salute pubblica.
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Il monito dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) è chiaro: evitare il consumo di latte crudo e limitarsi a quello pastorizzato. L’indicazione degli esperti è arrivata dopo la segnalazione di un primo caso di contagio di influenza aviaria in un uomo. Ma quali sono i rischi reali? L’intervista concessa a Virgilio Notizie da Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell’Università Campus biomedico di Roma
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L’influenza degli uccelli si è diffusa anche tra le mucche da latte, almeno negli Usa. Da marzo il temuto virus H5N1 è stato rilevato nelle mandrie di nove Stati americani, in un’area vastissima compresa tra l’Idaho e il North Carolina. Ma non è un film western coi cow boy che difendono il bestiame a colpi di fucile. Anzi, chi rischia di più sono proprio loro, i mandriani. Uno si è già ammalato in Texas, senza conseguenze gravi.
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Influenza aviaria, allarme per la diffusione nel latte L’allarme sul salto di specie del virus dell’aviaria, che generalmente colpisce i volatili ha provocato contromosse negli Stati Uniti. L’Organizzazione mondiale della sanità teme un allargamento della diffusione e consiglia di non consumare latte crudo. Cosa rischia l’Italia? Siamo Noi, programma pomeridiano di tv2000 in diretta alle 15.15 ne parla con Nicola Petrosillo, infettivologo Campus Biomedico.
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Negli Usa il dibattito è già in corso: ci si sta preparando ad una eventuale pandemia di influenza aviaria? Se sulla rivista The Lancet si evidenziano i passaggi fondamentali da non tralasciare - dal rapido sviluppo di test specifici H5 ad analisi virologiche continue per identificare i cambiamenti nel virus che potrebbero avere un impatto su adattabilità e trasmissibilità, dallo sviluppo e produzione di vaccini alla comunicazione chiara e trasparente col…
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Il virus dell'influenza aviaria spaventa il mondo, che dopo il Covid teme una nuova pandemia («non è questione di se ma di quando», avverte periodicamente l'Oms, l'Organizzazione modniale della sanità. Il virus H5N1 che negli Stati Uniti ha causato un'epidemia tra i bovini da latte con un caso umano documentato, «rappresenta sicuramente un problema», come ricorda Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università Statale di Milano, secondo cui «la trasmissione di…
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A che punto è l’epidemia di influenza aviaria (H5N1) nei bovini da latte in Usa (quella che ha causato il contagio bovino-uomo in Texas ad aprile)? Nelle ultime settimane gli studi condotti dalla Food and Drug Administration hanno trovato tracce genetiche del virus H5N1 in un'ampia percentuale di latticini in commercio. Non solo, quantità significative di materiale virale sono state rinvenute nelle acque reflue del Texas, in…
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La sinergia tra Giudicabili, Holy Food e la Casa Circondariale di Terni trasforma le ricette in opportunità di relazione e cambiamento. La food writer, autrice e personaggio televisivo Gigi Passera, ha tenuto un laboratorio di cucina venerdì 17 maggio presso la Casa Circondariale di Terni. Gigi Passera è la maggiore delle Sorelle Passera, che con il blog che prende il loro nome, il volume di successo “Generi di Conforto.
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Fabrizio Biasin ci ha tenuto a dire la sua sulla situazione di Steven Zhang ed Oaktree intorno all’Inter. Il giornalista su X non dimentica il miglioramento. MIGLIORIE – Il club nerazzurro oggi è tra i più prestigiosi al mondo. Il punto di partenza nel 2018 non era dei migliori. L’Inter non si qualificava in Champions League dal 2012, mancava nell’Europa che conta da sei anni e non vinceva un trofeo dal 2011.
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