«È prematuro parlare di deglobalizzazione, ma è chiaro che il processo di rapida integrazione dell’economia mondiale si è interrotto». Che fare, allora? Le considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia prendono le mosse da una constatazione che è, insieme, motivo di preoccupazione. La constatazione riguarda quelli che Fabio Panetta chiama segnali di frammentazione degli scambi, sia commerciali che finanziari.
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Le nuove tecnologie, basate sull’intelligenza artificiale, stanno impattando sul mercato del lavoro, e secondo un focus contenuto nella relazione annuale di Bankitalia, potrebbero interessare quasi due lavoratori su tre. A essere coinvolte saranno soprattutto le posizioni che richiedono maggiori competenze cognitive; e questo avverrà in un quadro in cui, rispetto al periodo precedente la pandemia, la crescita dell’occupazione non si è tradotta in un miglioramento della sua…
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Il numero uno di Banca d’Italia ha chiuso infatti il suo intervento annuale evocando una agenda di politica economica ormai «chiara» che «va realizzata per tornare a crescere e per contare in Europa, e con l’Europa contare nel mondo». L’Unione europea, dunque, vista non come un espediente ortopedico per raddrizzare il legno storto che è l’Italia, né come un nemico arcigno da scrollarsi di dosso quanto prima, ma piuttosto come un progetto migliorabile, anche nel nostro interesse: «L’Italia ha concorso a fondare l’Ue – ha notato Panetta…
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L’economia italiana sta inviando segnali moderatamente positivi, con Pil in leggero aumento (+0,7% da gennaio a marzo rispetto a un anno prima) e una crescita acquisita di un decimale più alto (0,6%), anche grazie al sostegno assicurato da consumi e investimenti. Così come lascia ben sperare il Paese una inflazione che rallenta mentre ruota attorno al palo del +1,8%. La prossima settimana è in calendario il primo taglio ai tassi da parte della Bce.
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Nei commenti raccolti tra i partecipanti alla lettura delle prime Considerazioni Finali di Fabio Panetta c'è chi ha contato il numero delle parole più ripetute nelle 25 pagine, giungendo alla conclusione che mercato (37 volte) sarà la cifra del suo governatorato. C'è poi chi ha sottolineato l'allarme implicito contenuto nel richiamo al «fardello del debito», del quale riusciremo a liberarci solo coniugando prudenza fiscale e crescita (un complimento implicito al rigore perseguito dal ministro Giancarlo…
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L’agenda del Governatore: riforme europee (bilancio e eurobond), concorrenza, produttività e innovazione tecnologica. Ma anche aumento degli immigrati. Nei prossimi mesi riduzione dei tassi. Da Il Sole 24 ore L’Italia ha enormi potenzialità per tornare a crescere «e per contare in Europa». Occorre rilanciare la produttività, aprire alla concorrenza, sostenere riforme europee, valorizzare il capitale umano.
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Scrive il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta - e questo crollo demografico si tradurrà in un calo del Pil del 13%. Ovvero, saremo in meno e saremo più poveri". Lo scrive sui social Giorgio Gori, del Pd. "Ora il 2040 è tra 16 anni, per cui non rispondete che bisogna incentivare la natalità. Certo che bisogna incentivare la natalità, ma non basta. Servono più migranti, urgentemente, più di quanti ne preveda l’Istat, e serve che siano bene integrati.
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Le tensioni geopolitiche internazionali mai così acute e la frammentazione economica che ne è causa ma anche effetto rischiano di far pensare che la situazione sia ormai troppo grave o anche solo troppo complessa per essere governabile e governata. Di qui la propaganda, il “liberi tutti”, le spinte alla chiusura, gli schemi che saltano uno dopo l’altro nella politica e nella comunicazione, che finiscono per accelerare il tracollo.
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Un messaggio di fiducia costruito sulla razionalità dei risultati raggiunti dal nostro Paese con il Mezzogiorno che partecipa finalmente in modo intenso alla crescita post Covid da primato. Un messaggio di realismo su ciò che attende l'Italia e l'Europa in un contesto geopolitico complicato, che fa i conti con il calo demografico e le frammentazioni che ci indeboliscono nella competizione tecnologica globale, ma che hanno entrambe tutte le carte da giocarsi per…
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Queste “Considerazione finali” le prime del Governatore Fabio Panetta saranno ricordate per aver rivoltato come un guanto il principio di sussidiarietà. Sussidiarietà: chi era costei? avrebbe detto don Abbondio. Si tratta di quel principio per cui non bisogna fare a livello centrale quel che può esser fatto meglio a livello locale. Un principio spesso invocato, ora che molte critiche vengono volte all'Unione europea per una intromissione minuta nelle scelte di come consumare e come produrre.
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A pochi giorni dalle elezioni europee, l’orizzonte politico a Bruxelles sembra di colpo diventato romano: di breve respiro. Da governatore della Banca d’Italia e fino a pochi mesi fa componente dell’esecutivo della Banca centrale europea, Fabio Panetta invece deve guardare oltre, indicando le vulnerabilità e le strade da seguire. Il banchiere centrale italiano diventa così il primo responsabile nell’area euro a dire qualcosa che molti a fatica osano pensare: il nuovo patto di Stabilità non…
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Per rendere più competitiva l’economia europea serve un “preponderante apporto del risparmio privato”; per progredire verso un unico mercato dei capitali europeo serve un titolo pubblico europeo privo di rischio; in Italia, per il mondo delle imprese, servirebbe una maggiore attività di venture capital; le banche italiane, che hanno archiviato un 2023 molto favorevole, non devono abbassare la guardia nel prossimo futuro; la tecnologia è indispensabile per acquisire efficienza, anche nel sistema bancario.
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L’Italia è una potenza del G7 che ha una straordinaria manifattura, una capacità di rea- zione alle crisi sorprendente, una classe impren- ditoriale di inventori, venditori ed esportatori unica al mondo. Il Paese descritto ieri nelle sue considerazioni finali dal governatore di Bankita lia, Fabio Panetta, è un cimento di presente e futuro. Non sono ovviamente tutte rose e fiori, abbiamo un grande debito pubblico, un rigido inverno demografico, non riusciamo a pagare bene i giovani talenti per trattenerli in Patria, dobbiamo imparare a…
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Non siamo "condannati alla stagnazione". L’Italia può "tornare a crescere e contare in Europa e, con l’Europa, nel resto del mondo". Ma per farlo dovrà ridurre il debito pubblico, rilanciare gli investimenti, governare le dinamiche demografiche e spingere sulla produttività. Parola del governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, al suo esordio con l’appuntamento delle Considerazioni finali, uno dei momenti più attesi per misurare lo stato di salute del…
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L'Italia e l'Europa possono «superare le difficoltà». La «stagnazione» non è una condanna per il nostro Paese, ma occorre «una risposta comune» per «tornare a crescere e per contare in Europa, e con l'Europa contare nel mondo». Le prime Considerazioni Finali del governatore Fabio Panetta sono una fotografia della difficile congiuntura economica che, tuttavia, non giustifica l'inazione. Ad ascoltarlo i predecessori Mario Draghi e Ignazio Visco insieme al gotha della finanza italiana.
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ROMA (ITALPRESS) – Superare le difficoltà per tornare a crescere e contare in Europa. E’ l’esortazione lanciata dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta nel corso delle considerazioni finali. Il governatore ha evidenziato: “Non riesco a credere che un Paese con la nostra storia, le nostre risorse, le nostre potenzialità, che insieme agli altri Stati membri ha saputo creare una comunità che ha garantito sviluppo, benessere e convivenza pacifica a milioni di europei, non possa oggi superare difficoltà che sono sotto…
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Nelle sue «osservazioni finali» il governatore della Banca d’Italia ha sollevato diversi punti che riguardano la sostenibilità e efficacia dell’architettura economica dell’Unione Europea nell’attuale contesto internazionale di cui, purtroppo, non si trova traccia nella sgangherata campagna elettorale di queste settimane. Nulla sanno gli elettori su quale linea i diversi partiti e candidati hanno, ad esempio, rispetto al rafforzamento del mercato unico, all’opportunità di avviarsi verso un unico mercato dei capitali, alla…
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«L’EUROPA è un grande valore ma va riempito di sostanza e non di propaganda. Serve uno scatto d’orgoglio che ne completi il disegno: va riformata la governance con strumenti fin troppo rimandati, la cui carenza rischia di minacciare la tenuta della stessa Unione». Pier Carlo Padoan, presidente di Unicredit, un passato da capo economista dell’Ocse e ministro dell’Economia, ha ampiamente approvato…
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Non si può parlare di deglobalizzazione in atto, dice il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta nelle prime Considerazioni Finali, ma non vanno sottovalutate le conseguenze negative di una frammentazione economica e di un ritorno al protezionismo. L’Europa invece, deve migliorare la competitività e rafforzare l'autonomia strategica; si deve ridurre la dipendenza energetica. Condividere, in Europa, le iniziative e i rischi che assistono i progetti necessari, promuovere la realizzazione di beni pubblici comuni - ambiente e…
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Le nuove tecnologie possono migliorare la produttività, creare nuovi mercati e promuovere la crescita economica, Tuttavia, assieme a queste straordinarie opportunità emergono anche rischi significativi, tra cui la non remota possibilità di perdere posti di lavoro e le crescenti minacce alla sicurezza informatica. C’è una forte proiezione al futuro – non priva di prudenza – nelle prime Considerazioni Finali del governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta
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«O la va o la spacca», dice Giorgia Meloni che appende il Paese alla lotteria delle sue contro-riforme costituzionali. Non la va ma non la spacca, risponde Fabio Panetta che sospende il Paese nel limbo delle sue mancate riforme economiche. Chi era entrato a Palazzo Koch aspettandosi duri moniti e appelli solenni ne è uscito deluso. Al suo esordio nell’assemblea annuale, il nuovo governatore della…
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L’Italia “non è condannata alla stagnazione”, ma “la nostra economia soffre ancora di problemi gravi, alcuni radicati e di difficile soluzione”, come “il ritardo economico Mezzogiorno e l’elevato debito pubblico” che “sono questioni ineludibili per la politica economica”. Nelle sue prime Considerazioni da governatore di Bankitalia, Fabio Panetta striglia il governo Meloni in particolare sul …
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Le considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia sono come il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica: ciascuno le interpreta a partire dai propri interessi, e posizionamenti. Così è stato anche ieri quando Fabio Panetta, il neo-governatore di Bankitalia, ha svolto le prime considerazioni del suo mandato iniziato lo scorso novembre. L’APPUNTAMENTO annuale ha radunato nelle maestose stanze di via Nazionale a Roma oltre 500 ospiti, una piccola rappresentazione dei…
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L’auspicio di Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, è che il Pnrr, l’acronimo più importante e meno conosciuto della politica economica italiana, funzioni. E trascini un paese che è tornato alla strutturale crescita stagnante nei prossimi due anni. Il Pnrr, cioè il «piano nazionale di ripresa e resilienza» è finanziato dai fondi europei (194 miliardi, di cui 122,6 miliardi otto forma di prestiti e 71,8 miliardi in sovvenzioni).
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Per il governatore della Banca d'Italia è necessario rafforzare l'azione comune dell'Ue per affrontare la transizione energetica, la difesa e l'immigrazione, necessari visto il calo demografico. Il nostro Paese può continuare a crescere riducendo l'alto debito. Fondamentale investire nella tecnologia Non siamo condannati a navigare in acque paludose, alla stagnazione economica. La ripresa registrata dopo la crisi pandemica lo suggerisce.
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Non ci sono state grandi riforme nel campo del governo economico dell’Unione Europea, denuncia il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta. Ma le riforme comunitarie che incidono solo sulle politiche nazionali diventano sbilanciate verso il rigore e poco attente allo sviluppo. Un’importante posta in gioco in vista delle elezioni europee dell’8-9 giugno
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Fabio Panetta è alle sue prime Considerazioni Finali da Governatore di Bankitalia. Raccolto il testimone da Ignazio Visco a novembre scorso, parla alla platea di Via Nazionale a pochi giorni dalle elezioni europee. Lo attendono banchieri, ospiti, commentatori e analisti, pronti a leggere nelle sue parole cambiamenti di rotta rispetto al passato e indicazioni più o meno esplicite che possano essere in qualche modo interpretate come un segnale 'politico', inteso in senso alto, come una direzione verso cui orientare…
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