“L’attacco di Stati Uniti e Israele prosegue senza che ne siano al momento visibili i traguardi e la conclusione. Non sembra possibile, nel breve, un “cambio di regime”, che probabilmente non è mai stato un vero obiettivo dell’azione militare. L’Europa subisce le conseguenze di una scelta sulla quale non è stata neanche informata: la chiusura dello stretto di Hormuz si è trasformato in pochi giorni in una crisi energetica di cui noi, del tutto dipendenti dal punto di…
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Alla riunione del G7 esteri, sotto presidenza francese all’abbazia di Vaux-de-Cerney (non lontana da Rambouillet, dove l’idea della riunione dell’allora G6 era nata durante la presidenza di Giscard d’Estaing nel ’75), i ministri dei sette paesi – più gli invitati India, Brasile, Corea del Sud, Arabia Saudita – in una dichiarazione congiunta sull’Iran, hanno sottolineato la necessità di «attenuare gli choc economici mondiali che hanno ripercussioni dirette sui nostri concittadini, come le…
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Il Commissario europeo per l'Economia Valdis Dombrovskis ha lanciato un avvertimento esplicito ai ministri delle Finanze dell'area euro riuniti in videoconferenza il 27 marzo 2026: la guerra in Medio Oriente espone l'Unione europea al rischio concreto di stagflazione, con effetti potenzialmente duraturi su crescita e prezzi. "È ormai chiaro che la scala, la gravità e l'impatto della guerra sono aumentati rispetto all'ultima volta che ci…
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Bruxelles – Comunque vada, la guerra in Iran e le sue ripercussioni per traffico merci e approvvigionamenti di energia costeranno, e non poco. “Rischiamo stagflazione, anche nel caso di breve periodo di interruzioni”, insiste il commissario per l’Economia, Valdis Dombrovskis, che a differenza dell’ultima volta, quando iniziava a paventare rischi di alta inflazione e bassa crescita, offre numeri: “In caso di interruzioni di breve termine per il 2026…
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Next, la newsletter di Europa Today che ogni lunedì mattina vi racconta cosa succederà nella settimana europea In cima all'agenda Il rischio di una nuova guerra alle porte – Da una settimana i bombardamenti statunitensi e israeliani contro l'Iran e il contrattacco di Teheran con missili lanciati contro la maggior parte dei vicini nella regione hanno trascinato di nuovo l'Europa davanti allo spettro dell'ennesima guerra che la riguarda da vicino.
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Fonte qualificata, faro su energia, Borse e obbligazionario (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 25 mar - 'C'e' gia' un impatto negativo sull'economia dell'area euro' della guerra in corso contro l'Iran e i ministri Finanziari ne discuteranno nuovamente nella riunione di venerdi' per videoconferenza. Una fonte coinvolta nella preparazione delle riunioni dell'Eurogruppo indica i tre canali sui squali si stanno riversando gli effetti della crisi culminata con l'avvio ei bombardamenti…
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Bruxelles – “Al momento non sappiamo in quale scenario ci troviamo“. L’ammissione dell’incapacità di agire arriva dal commissario europeo per l’Economia, Valdis Dombrovskis, che riconosce l’impossibilità per l’esecutivo comunitario di decidere come muoversi rispetto alla guerra in Iran e la crisi in Medio Oriente per le oggettive difficoltà a capire che piega sta prendendo o potrebbe prendere ciò che è in atto.
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Vista da Europa, Cina e Arabia Saudita, la guerra contro l’Iran assume tre forme diverse: supporto logistico silenzioso, gestione interna dello choc economico, pressione politica per radicalizzare l’offensiva. Tre prospettive molto diverse che oggi ricevono attenzione sui media Usa. Il primo teatro è l’Europa, che ufficialmente prende le distanze ma nei fatti è un pilastro operativo più essenziale di quanto creda
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Martedì 24 marzo 2026 In collaborazione con il quotidiano l’Adige riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Costa, ‘la guerra degli Usa in Iran ha ignorato la sicurezza europea’. Link alla notizia
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Quando scoppia una crisi, ci dividiamo, e la divisione genera inazione. Questa è l’idea che generalmente si ha del ruolo dell’Europa nel mondo. Ma uno sguardo agli eventi in Medio Oriente suggerisce che non è sempre così. L’Europa è più paralizzata che divisa riguardo alla guerra illegale di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Eppure, anziché promuovere un’azione collettiva, questa crisi sta svuotando l’identità dell’Europa e minando la sua capacità di agire in modo indipendente nel mondo.
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Mentre la guerra accelera attorno all’Iran, il Vecchio continente fatica a reagire, tra esitazioni e paralisi strategica Quando Israele e gli Stati Uniti hanno lanciato il loro attacco contro l’Iran sabato 28 febbraio, la presidente della Commissione europea ha reagito nell’unico modo che l’Europa conosce: convocando una riunione “urgente”... per lunedì. In un mondo che si muove a velocità militare, l’Europa risponde a un ritmo burocratico.
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Il supporto dell’Europa agli Stati Uniti impegnati al fianco di Israele nel conflitto con l’Iran è più ampio di quanto le autorità dei Paesi del Vecchio Continente non riconoscano ufficialmente. Oltre ad alcune prese di posizione pubbliche dei vertici europei, ad alimentare la percezione di un ruolo marginale degli storici alleati è peraltro lo stesso presidente americano Donald Trump che in più occasioni dall’inizio dell’operazione Epic Fury ha criticato lo scarso contributo alla…
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Con l’avvento di Donald Trump alla presidenza Usa, in Europa assistiamo a continue fibrillazioni che stanno mettendo a dura prova la stabilità dei rapporti con il nostro alleato storico. Dopo l’improvvida decisione di attaccare l’Iran, ora Trump si trova nel medesimo pantano di Vladimir Putin il quale pensava, come il suo sodale americano, che la partita si sarebbe risolta in poche settimane. In questi giorni il tycoon americano non perde occasione per esternare il suo profondo rancore per i “codardi” europei ai quali non perdona il totale…
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L’attacco iraniano a Diego Garcia segna un salto qualitativo nel conflitto e apre interrogativi sulla tenuta dell’equilibrio strategico globale. Ma il rischio più profondo è quello di una frattura sempre più ampia tra Stati Uniti ed Europa. L’analisi dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta 22/03/2026 Sono trascorse oltre tre settimane dall’inizio di questa nuova guerra nel Golfo e le ostilità – nonostante i messaggi contraddittori di Donald Trump sul suo social ‘Truth’ – non…
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Nel quadro delle crescenti tensioni nel Golfo, l’Europa sembra aver ritrovato una postura di equilibrio e misura. Proprio nello scenario critico dello Stretto di Hormuz, i principali Paesi europei hanno privilegiato il diritto internazionale e la de-escalation, riaffermando il ruolo delle Nazioni Unite quale architrave della sicurezza collettiva. Il formato E4, Italia, Francia, Germania e Regno Unito, sostenuto dal Canada, ha espresso una linea autonoma rispetto all’approccio…
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