Per mesi l’intelligenza artificiale è stata il principale argomento a sostegno dei mercati globali: investimenti record, utili attesi in crescita, nuovi modelli di business. Negli ultimi mesi, complice l’aumento dei tassi e i primi segnali di rallentamento in alcuni segmenti del software, il clima è cambiato. Non perché la tecnologia abbia deluso, ma perché il mercato ha iniziato a interrogarsi sulle conseguenze finanziarie della sua diffusione.
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«Non ci si aspettava che le utility e le compagnie telefoniche fossero le più colpite nel 2008 e nel 2009, e questa volta potrebbe essere il software, a causa dell'intelligenza artificiale». Queste le parole del ceo di Jp Morgan, Jamie Dimon, che ha previsto uno scenario catastrofico dopo l'entrata
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L'amministratore delegato torna a lanciare l'allarme sul ciclo economico statunitense, affermando di iniziare a vedere parallelismi con l'era precedente alla crisi finanziaria del 2008: "Questa volta potrebbe essere il software, a causa dell'intelligenza artificiale" "La mia ansia è alta". L'amministratore delegato di JPMorgan, Jamie Dimon, torna a lanciare l'allarme sul ciclo economico statunitense, affermando - in un panel con gli investitori - di iniziare…
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ROMA Da inizio anno il comparto software quotato a Wall Street ha perso oltre il 27%, dice l'Etf IGW. Perché nel 2025 la partita dell'intelligenza artificiale, a quanto pare, si giocherà sempre più sull'infrastruttura e sempre meno sul software, avanzando opportunità uniche per alcuni settori ma molti rischi per altri. È tutta in questo numero la minaccia che pesa sul mercato del credito privato, a partire dai Fondi di private equity, ormai da settimane, quello che più di altri è esposto proprio a quel…
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Da inizio anno il comparto software quotato a Wall Street ha perso oltre il 27%, dice l’Etf IGW. Perché nel 2025 la partita dell’intelligenza artificiale, a quanto pare, si giocherà sempre più sull’infrastruttura e sempre meno sul software, avanzando opportunità uniche per alcuni settori ma molti rischi per altri. È tutta in questo numero la minaccia che pesa sul mercato del credito privato, a partire dai Fondi di private equity, ormai da settimane, quello che più di altri è esposto proprio a quel software legato…
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Sarà che le prime avvisaglie sulla crisi del credito erano emerse a metà 2006 e sono passati quasi vent’anni. Sarà che fu nell’estate del 2007 che il bubbone dei mutui subprime negli Usa iniziò a esplodere facendo crollare Wall Street, fallire a settembre 2008 Lehman Brothers e mandare al tappeto le borse mondiali in una delle più dirompenti crisi finanziarie della storia. Fatto sta che Jamie Dimon, lo storico…
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Prezzi degli asset elevati e compiacenza degli investitori aumentano la vulnerabilità del sistema finanziario Segnali di eccesso nel credito privato e nell’uso della leva ricordano dinamiche pre-crisi 2008 Jamie Dimon (nella foto) lancia un nuovo monito sui mercati: prezzi degli asset elevati, leva finanziaria in aumento e un contesto competitivo nel credito che ricorda da vicino gli anni precedenti alla crisi del 2008.
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Martedì 24 febbraio 2026 In collaborazione con il quotidiano l’Adige riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Dimon (JpMorgan), parallelismi con crisi del 2008, la mia ansia è alta. Link alla notizia
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Jamie Dimon è uno dei banchieri più potenti del XXI secolo. Alla guida di JPMorgan Chase dal 2005, ha trasformato l’istituto nella banca più grande e solida di Wall Street, navigando indenne attraverso la tempesta della crisi finanziaria del 2008 e consolidando un potere che va ben oltre i confini degli Stati Uniti. Spesso consultato da presidenti e leader mondiali, Dimon è uno dei simboli dell’influenza del sistema finanziario americano, ma anche una voce critica e senza peli sulla lingua…
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ROMA "La mia ansia è alta". L'amministratore delegato di JPMorgan, Jamie Dimon, torna a lanciare l'allarme sul ciclo economico statunitense, affermando - in un panel con gli investitori - di iniziare a vedere parallelismi con l'era precedente alla crisi finanziaria del 2008. "Purtroppo, abbiamo assistito a questo fenomeno nel 2005, 2006 e 2007, quasi la stessa cosa: la marea montante sollevava tutte le barche, tutti facevano un sacco di soldi", ha detto Dimon, prevedendo…
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Jamie Dimon gonfia il petto e attacca i concorrenti. Finché la marea è alta... È un Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, scatenato. D’altronde parla di crisi, di correzioni, di top del mercato da mesi e non può che alzare il volume dell’unica canzone che conosce da tempo. Questa volta però per Jamie il tempo è stato galantuomo e ha offerto qualche parziale vittoria. Il mercato del credito privato (e più rischioso) ha già mietuto qualche vittima, con la banca guidata…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] L’amministratore delegato di JPMorgan Jamie Dimon ha dichiarato di essere preoccupato per l’economia statunitense, citando un ambiente competitivo nel settore bancario che gli ha ricordato gli anni precedenti alla crisi del 2008. Anche se gli economisti decantano le politiche fiscali e di deregolamentazione…
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