Il referendum val bene anche un ritorno alle origini. E per vincerlo si può tornare, sorpresa, anche un po’ grillini. “No al salvacasta” scandiranno i Cinque Stelle in ogni comizio e nei video di supporto da qui al 22 marzo, quando si voterà – ricorsi permettendo – sulla separazione delle carriere dei magistrati. “Uno slogan …
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La data è l'unico compromesso di fatto in una campagna elettorale che s'annuncia durissima tra i fautori del «sì» al referendum per confermare la riforma della giustizia promossa dal governo e approvata dal Parlamento e i sostenitori del «no» che intendono bocciarla.Si voterà il 22 e il 23 marzo, come deciso dal Consiglio dei ministri, che vi ha associato le elezioni suppletive per i seggi vacanti di Alberto Stefani e Massimo Bitonci, già deputati diventati presidente ed assessore della Regione Veneto
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Ascolta la versione audio dell'articolo 3' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella firma il decreto di indizione del referendum sulla giustizia, mentre infiamma la battaglia tra i comitati. A innescare la miccia è il ricorso depositato al Tar dal comitato promotore della raccolta di firme popolari.
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