I Lei entra in tribunale a Budapest in catene. Lui esce dal tribunale di Milano da uomo libero. Le vicende di Ilaria Salis e Gabriele Marchesi, accusati entrambi di aver aggredito dei neonazisti in Ungheria nel febbraio dell’anno scorso, ieri hanno restituito tutti e due i lati di una medaglia di certo ingloriosa per il governo Meloni e per la diplomazia italiana. Salis è tornata in aula a Budapest soltanto per vedersi respingere la richiesta di domiciliari in Ungheria: una decisione ampiamente annunciata ma lo stesso bruciante.
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Roberto Salis sta tornando in Italia da Budapest dopo aver visto negata la richiesta di arresti domiciliari alla figlia Ilaria , in carcere da 13 mesi e riapparsa oggi in catene nel tribunale ungherese. A Metropolis il padre risponde al ministro della Giustizia Carlo Nordio, che lo aveva accusato di aver ritardato la richiesta di domiciliari. E puntualizza: "Abbiamo fatto tutto quello che ci ha consigliato Nordio, chiedere…
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Il padre della trentanovenne, Roberto Salis, ritiene la decisione di respingere i domiciliari «l’ennesima prova di forza del governo Orban». «Un po’ me lo aspettavo: Ilaria qui è considerata un grande pericolo. Non penso che in Ungheria ci possa essere un trattamento diverso da quello che abbiamo visto e penso che questo sia assolutamente inaccettabile per l’Italia. Resterà in carcere chissà ancora per quanto, può l’Italia accettare questo trattamento? Assolutamente no».
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Negati i domiciliari a Ilaria Salis, il padre Roberto: "Ennesima prova di forza di Orban" La decisione di respingere i domiciliari per Ilaria Salis e' stata "l'ennesima prova di forza del governo Orban". Cosi' ha detto Roberto Salis, il padre della donna in carcere da oltre un anno in Ungheria. "Mi pare palese ? ha aggiunto Salis ? che ci sia una posizione del governo ungherese di infischiarsene delle direttive europee e questo leva anche…
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Roma, 28 mar – Ci hanno scritto enciclopedie intere, sulle “catene di Ilaria Salis”. Quelle con cui entra nel tribunale ungherese, accusata di reati gravissimi che per la stampa mainstream italiana non sono degni neanche di approfondimento. Ci si riprova stamattina, e a farlo è un’agenzia di stampa, non solo “la Repubblica” di turno. Le catene come strumento di distrazione di massa da ciò di cui è accusata la “Le catene di Ilaria Salis”, il mainstream che non ci vuole…
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Anche Zerocalcare era presente oggi a Budapest, per la seconda udienza del processo a carico di Ilaria Salis, la 39enne da 13 mesi in carcere a Budapest con l’accusa di aver aggredito tre militanti di estrema destra. Il fumettista romano – che su Internazionale sta raccontando la vicenda processuale di Salis e di altri antifascisti accusati in Ungheria nella rubrica dal titolo Questa notte non sarà breve – ha fatto sapere al Corriere della Sera di aver ricevuto…
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Ilaria Salis è arrivata in tribunale in manette e incatenata trascinata da un agente. I giudici ungheresi non hanno concesso i domiciliari all'insegnante milanese. Fuori dal tribunale i legali e gli amici dell'attivista sono stati minacciati dagli estremisti di destra PUBBLICITÀ Ilaria Salis resta in cella: il tribunale di Budapest ha respinto la richiesta di passare ai domiciliari in Ungheria presentata dai legali della trentanovenne in carcere da 13…
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