I 39 obiettivi europei del Pnrr in scadenza al primo semestre 2024 risultano tutti conseguiti, raggiungendo così un tasso di avanzamento del 43% nel percorso complessivo (+6 punti rispetto al semestre precedente). I risultati sono ancora migliori guardando agli step procedurali nazionali che presentano un tasso di raggiungimento all’88%. E’ quanto emerge dalla Relazione semestrale della Corte dei Conti al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr.
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Lunedì 9 dicembre 2024 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// Le Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti hanno approvato la Relazione semestrale con cui si riferisce al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR. Il documento fornisce un quadro complessivo dell’avanzamento del Piano da distinte angolazioni: i progressi registrati nel conseguimento di…
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L’avanzamento finanziario degli interventi (a cui i pagamenti finali sono in parte legati) è certamente in fortissimo ritardo. Non è più chiaro a nessuno quali progetti siano ancora o saranno fino alla fine inclusi nel Pnrr e quali fuori. Da Il Fatto quotidiano L’eredità che lascia il ministro Fitto è problematica. Il quadro del Pnrr e delle politiche di coesione è dominato da una grande opacità e confusione, da scelte discutibili che produrranno problemi ancora maggiori in futuro.
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Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è il documento strategico che il Governo italiano ha predisposto per accedere ai fondi del programma Next generation EU (NGEU). Il 30 aprile 2021 l’Italia ha presentato alla Commissione Europea il PNRR. Il Piano, approvato il 13 luglio 2021, intende in sintesi: rilanciare il Paese dopo la crisi pandemica, stimolando una transizione ecologica e digitale; favorire un cambiamento strutturale dell’economia, a partire dal contrasto alle diseguaglianze di genere, territoriali e generazionali.
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Non possiamo permetterci un flop dopo aver preteso l’intera fetta di torta da 194 miliardi, moltissimi dei quali a debito. Altro che 20 euro in meno del canone tv… La valorizzazione dei trascorsi democristiani di Fitto, rispetto alla mediocrità della classe dirigente meloniana, lo ha aiutato a uscir vivo dalla graticola di Strasburgo. Ma non sarà facilmente dimenticato il carico critico su questo strano governo italiano di destra andato a zigzag tra il no iniziale a von der Leyen e alla sua maggioranza di centrosinistra, e il…
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A quattro anni dall’inizio dell’implementazione di NextGenerationEU (NGEU), la Banca centrale europea (BCE) fa un bilancio degli effetti del programma faro della Commissione europea, che ha appena concluso il mandato, per consentire la ripresa post pandemia del continente. L’occasional paper della BCE, pubblicato lo scorso 2 dicembre, si concentra sull’impatto del Recovery and Resilience Facility (RRF), lo strumento principale del…
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Lo si legge in un 'occasional paper' pubblicato dalla Banca centrale europea. Il nostro Paese è con la Spagna quello che ottenuto i risultati migliori: per Madrid crescita prevista al +1,7%. Positivo anche l'impatto sul debito ascolta articolo Secondo un occasional paper pubblicato dalla Banca centrale europea (Bce), l’impatto del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sull’economia di Italia e Spagna sarà significativamente più ampio rispetto agli altri Paesi dell’area euro.
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Durante la prima metà del periodo di attuazione di sei anni del programma (2021-26), l'impatto stimato delle spese finanziate dal NextGenerationEU sul PIL dell'area dell'euro è stato inferiore alle aspettative. Lo afferma ubna ricerca della Banca centrale europea (BCE). Entro il 2023, si stima che il Recovery and Resilience Facility (RRF) abbia aggiunto tra lo 0,1% e lo 0,2% annuo al livello del PIL dell'area euro, rispetto a circa lo 0,5% inizialmente previsto, ipotizzando…
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Roma — Sa che non sarà una passeggiata. «Chi mi ha preceduto è un fuoriclasse, ora devo dimostrare io di essere all’altezza», confida il neo ministro Tommaso Foti ai suoi collaboratori quando è passata un’ora dal giuramento al Quirinale. La preoccupazione più forte è sul Pnrr, una delle quattro deleghe che Raffaele Fitto gli ha lasciato in eredità. Neppure il tempo di un brindisi alla Camera per…
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Da 126 a 82 miliardi, il Pnrr taglia risorse e ambizioni: il Sud rimane indietro, cantieri fermi e trasparenza che vacilla. Siamo alle solite. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) nasceva come una promessa: ridare slancio alle grandi opere italiane e colmare i divari territoriali. Una partita decisiva, finanziata con risorse europee irripetibili. Oggi, però, i numeri e i fatti raccolti da Openpolis raccontano una storia molto meno entusiasmante.
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Secondo l’analisi della Banca Centrale Europea l’Italia è il principale beneficiario delle risorse Ue in termini di crescita. Per l’intera Eurozona ci sarà un beneficio fino allo 0,8%. Effetti migliorativi anche per il rapporto debito/pil, che per Roma potrebbe scendere anche dell’8% entro il 2031 ma solo se i soldi saranno spesi in maniera produttiva
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Gli effetti della Recovery and Resilience Facility – il cuore del Recovery plan – sul livello del Pil dell’Italia e della Spagna, i due principali beneficiari degli aiuti europei, sono “significativamente più ampi” rispetto agli altri Paesi e possono aumentare il livello del Pil dall’1,3 fino all’1,9% e dall’1,2 fino all’1,7% al 2026, rispettivamente. Contro il +0,3%-0,8% nel periodo…
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