La vittoria del suprematista razzista Geert Wilders nelle elezioni politiche olandesi chiarisce oltre ogni ragionevole dubbio quale sia la china su cui sta rotolando, a velocità crescente, tutto l’Occidente neoliberista. L’ossigenatissimo leader dell’estrema destra boera ha ottenuto stavolta il 23,6% dei voti, che corrispondono a 35-37 seggi in Parlamento. Date le dimensioni del paese, della popolazione e dunque anche della rappresentanza politica, tanto basta ad essere il vincitore assoluto.
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Dopo 13 anni sotto la guida del premier Rutte, gli exit poll indicano una vittoria del populista Wilders (35 seggi). I verdi-laburisti di Timmermans arrivano secondi (26 seggi). Governare non sarà facile: serve una maggioranza di 76 seggi sui 150 totali
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Dopo 13 anni di Mark Rutte alla guida dell’Olanda, quello che era un monolite della politica olandese potrebbe presto diventare solo un ricordo. I primi risultati ufficiali, con 64 comuni scrutinati su 346, confermano gli exit poll: il Partito per la libertà (Pvv), guidato da Geert Wilders, è in testa alle elezioni con un’impressionante quota del 23,8%. Il partito del leader anti-Islam potrebbe diventare il fulcro di una nuova scena politica olandese ed è convinto di potercela fare.
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Di Irene Soave Alla svolta anti-migranti dei liberali, gli elettori hanno preferito l’originale La promessa: «Gli olandesi torneranno al primo posto» DALLA NOSTRA INVIATA L’AIA — I l momento in cui Geert Wilders ha vinto una volta per tutte le elezioni di ieri, in Olanda, è stato alla «Notte olandese»: il dibattito tra candidati premier in diretta tv, la sera prima del voto. Una donna dal pubblico urla contro Frans Timmermans, già commissario Ue e a capo della compagine…
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