ROMA. Il percorso del decreto sicurezza entra in una fase decisiva, ma uno dei punti più discussi – quello sul divieto di portare coltelli fuori dall’abitazione – è destinato a essere rivisto. L’attuale formulazione, infatti, rischia di coinvolgere anche chi utilizza questi strumenti per attività lecite, dal lavoro alle escursioni. In Senato l’esame procede tra rallentamenti e un alto numero di modifiche proposte dalle opposizioni.
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ABSTRACT 1. Osservazioni preliminari Nel quadro delineato dal decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, il cui preambolo richiama tra l’altro la “necessità e urgenza di prevedere misure volte a potenziare le attività di prevenzione e contrasto dei reati in materia di armi o di strumenti atti ad offendere…”, l’art. 1 interviene sulla l. 18 aprile 1975, n. 110, rimodellando la disciplina sul porto di strumenti da taglio e affiancando al controllo penale misure amministrative accessorie di competenza prefettizia1.
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Personalmente trovo tragicamente ridicolo il recente divieto di portare seco coltelli con lama superiore ai 5 cm. E’ naturale stupirsi anche di come non possano aver pensato alle forbici, oppure alle cordicelle con le quali strangolare le insegnanti o i nemici di strada. Invece di incominciare a risolvere (almeno con qualche serio tentativo) i nostri enormi problemi psico-sociali, il governo e i legislatori elaborano solo ulteriori divieti con sanzioni e pene sempre più rigide, pensando che il deterrente possa costituire l’unica soluzione ai…
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Anche L’Avvenire si aggiunge al Cai nel criticare la normativa sui coltelli nel decreto sicurezza: è importante tuttavia ribadire che oltre all’uso in montagna ci sono numerosi altri contesti legittimi di impiego che non vanno penalizzati L’uso in montagna del coltello ha indubbiamente i suoi “santi protettori”, in riferimento alle penalizzazioni contenute proprio sul porto di tali strumenti nel decreto sicurezza n.
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La misura allo stato attuale è particolarmente limitante per i coltelli sopra i 5 centimetri Pixabay In vista della conversione del Decreto-Legge n. 23/2026, il Club Alpino Italiano ha inviato una lettera formale al Ministero della Giustizia e ai capigruppo di Camera e Senato per richiamare l'attenzione su un aspetto del provvedimento che potrebbe incidere negativamente su milioni di cittadini che praticano escursionismo, alpinismo e attività di soccorso in ambiente montano.
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Decreto sicurezza e coltelli, alcune settimane fa già il presidenteIl del Cai Alto Adige, Carlo Alberto Zanella, si diceva “letteralmente sconcertato” e chiedeva una modifica del testo, ora i.n vista della conversione del Decreto-Legge n. 23/2026, il Club Alpino Italiano ha inviato una lettera formale al Ministero della Giustizia e ai capigruppo di Camera e Senato per richiamare l’attenzione su un aspetto del provvedimento che potrebbe incidere negativamente su milioni di…
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In vista della conversione del Decreto-Legge n. 23/2026, il Club Alpino Italiano ha inviato una lettera formale al Ministero vigilante e ai capigruppo di Camera e Senato per richiamare l'attenzione sul tema - che nelle scorse settimane ha sollevato diverse polemiche - dei coltellini in montagna: "Un aspetto…
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