A 26 anni Siska De Ruyssche ha deciso di dire basta. Domenica scorsa, in Belgio, ha scelto l’eutanasia – consentita nel Paese dal 2002 – per porre fine a una depressione profonda e resistente a ogni terapia. «Mi sento finalmente in pace, perché so che tutto finirà», aveva confidato. Accanto a lei, nel suo ultimo momento, c’erano familiari e amici. L'ultimo tentativo Ha avuto storie d'amore, è diventata zia.
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A 26 anni Siska De Ruyssche ha deciso di dire basta. Domenica scorsa, in Belgio, ha scelto l’eutanasia – consentita nel Paese dal 2002 – per porre fine a una depressione profonda e resistente a ogni terapia. «Mi sento finalmente in pace, perché so che tutto finirà», aveva confidato. Accanto a lei, nel suo ultimo momento, c’erano familiari e amici. L'ultimo tentativo Ha avuto storie d'amore, è diventata zia.
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Il decesso domenica 2 novembre, annunciato dai media delle Fiandre, la regione del Belgio di cui la 26enne era originaria. Nel racconto ai media durante le sue ultime settimane la denuncia dell’abbandono in cui un sistema dove l’eutanasia è legale da tempo lascia i casi più difficili. Come il suo «Ho lottato per metà della mia vita per arrivare al mattino successivo, e ora sono arrivata al punto in cui è diventato insopportabile.
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Il decesso domenica 2 novembre, annunciato dai media delle Fiandre, la regione del Belgio di cui la 26enne era originaria. Nel racconto ai media durante le sue ultime settimane la denuncia dell’abbandono in cui un sistema dove l’eutanasia è legale da tempo lascia i casi più difficili. Come il suo «Ho lottato per metà della mia vita per arrivare al mattino successivo, e ora sono arrivata al punto in cui è diventato insopportabile.
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