Secondo i dati diffusi oggi da ACEA, nel complesso dei Paesi dell'Unione europea allargata all'EFTA e al Regno Unito1 ad agosto le immatricolazioni di auto ammontano ad appena 755.717 unita, il 16,5% in meno rispetto ad agosto 2023. Nei primi otto mesi del 2024, i volumi immatricolati raggiungono 8.661.401 unita, in rialzo dell'1,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. «Ad agosto 2024, il mercato europeo dell'auto riporta…
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Male per il mercato dell’automobile, malissimo per l’elettrico. Gli ultimi dati parlano chiaro: ad agosto le immatricolazioni in Europa sono scese del 18,3% e le elettriche sono crollate (-44%). I dati Acea, l'associazione dei costruttori europei, confermano un mercato in crisi, in Germania, Francia e Italia soprattutto. Dopo un timido segnale di ripresa a luglio, in agosto il calo è di quelli importanti: le vendite di nuove auto si sono fermate a 643.637 unità, contro le 787.812 dello…
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Le vendite delle auto elettriche in Europa calano del -16,5% in un anno. Il dato emerge dal confronto fra agosto 2024 e lo stesso mese dell'anno precedente. Ma i volumi crollano del -29,6% se il confronto viene fatto con l'anno 2019, quello precedente al lockdown pandemici. Per il mercato delle elettriche pure la situazione è ancora peggiore: -36%. Le immatricolazioni restano comunque positive, seppure con uno scarto minimo.
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Brusco stop per il mercato europeo delle auto nuove ad agosto 2024, visto il -18,3% di immatricolazioni rispetto allo stesso mese dello scorso anno. I dati diffusi da Acea sono inevitabilmente influenzati dall'andamento negativo, consolidato negli ultimi mesi del 2024, del mercato tedesco, per volumi il più grande in Europa. La Germania registra infatti un sonoro -27,8%, ma anche in Francia (-24,3%) ed in Italia (-13,4%) le vendite non sono andate molto meglio.
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Dopo il timido segnale di ripresa di luglio, agosto segna un calo importante nelle immatricolazioni in Europa: le vendite di auto nuove sono scese del 18,3% rispetto allo stesso mese del 2023, fermandosi a 643.637 unità, contro le 787.812 dell’agosto scorso. I dati peggiori arrivano da Germania (-27,8%), Francia (-24,3%) e Italia (-13,4%). Più contenuto il calo in Spagna (-6,5%). 2024 in positivo. Nonostante la battuta d’arresto di agosto, l’andamento…
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Milano, 19 set. – La causa principale del crollo delle immatricolazioni Ue di agosto (-18,3%) è da ricercarsi nella crisi dell’auto elettrica (-44%). A pesare, spiega il Centro Studi Promotor, il forte calo registrato nei principali mercati: -68,8% in Germania, -40,9% in Italia, -33,1% in Francia e -24,8% in Spagna, mentre il Regno Unito fa registrare una crescita (+10,8%) dovuta a forti sconti praticati dai concessionari per smaltire le giacenze di auto elettriche invendute.
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La produzione automobilistica delle principali case europee sta registrando una contrazione senza precedenti a causa della perdita di competitività delle nazioni europee – in primis della Germania – degli alti costi energetici e del fallimentare tentativo di transizione all’elettrico. La crisi del settore minaccia l’intera economia europea, in quanto rappresenta oltre il 7% del Prodotto Interno Lordo (PIL) dell’UE e oltre 13 milioni di posti di lavoro.
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Crisi energetica e industriale in Europa: un'analisi dell'impatto sui settori chiave La guerra in Ucraina e in Medio Oriente hanno dato un duro colpo alle industrie Europee in molteplici settori. Quello automobilistico ha subito un duro colpo con un calo di produzione del 22,5% rispetto al lontano 2019, e ciò rappresenta una crisi profonda, energetica, componentistica e di competitività. Volkswagen sta valutando la chiusura di stabilimenti e la sospensione della…
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In una giornata che sembrava destinata a trascorrere senza grandi scossoni, con gli investitori più concentrati su politica, inflazione USA e soprattutto sulle imminenti decisioni di politica monetaria – con la BCE attesa per domani e la Fed il 18 settembre – i mercati hanno comunque offerto spunti di riflessione interessanti. Il settore automobilistico e del lusso europeo ha continuato a soffrire, spingendo i listini europei al ribasso, con Milano che ha registrato la peggiore performance.
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