Dopo mesi di silenzio e dichiarazioni ferme contro ogni ipotesi di “svuotacarceri”, il governo rompe fa sentire la sua voce. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato ieri, 15 luglio, la costituzione di una task force incaricata di individuare oltre 10mila detenuti che, pur avendo diritto alla detenzione domiciliare o a misure alternative, restano ancora in cella per faccende burocratiche.
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Approfondimenti:
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato la costituzione di una task force per affrontare l’emergenza del sovraffollamento carcerario. Il Guardasigilli ha in mente di far uscire dalle carceri oltre 10.000 detenuti per destinarli a pene alternative. Una mossa a sorpresa che, di fatto, nel breve e medio periodo lo mette al sicuro dagli attacchi dell’opposizione che a più riprese ha chiesto le sue dimissioni.
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Il ministero della Giustizia è pronto a intervenire per alleggerire le carceri italiane. È quanto si legge in una nota del Dicastero guidato da Carlo Nordio, che ha accertato che 10.105 detenuti cosiddetti definitivi sono potenzialmente fruitori di misure alternative alla detenzione in carcere. Per questo, si legge in una nota del ministero, " è stata istruita una task force che ha già attivato interlocuzioni con la magistratura di sorveglianza e con i singoli istituti…
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Costruire una rete nazionale di avvocati capace di affrontare in modo sistemico le criticità dell’esecuzione penale e del mondo penitenziario, con un faro puntato sull’emergenza suicidi e sovraffollamento. È l’obiettivo da cui parte il “cantiere” aperto dal Consiglio nazionale forense, dove ieri si è tenuto un primo incontro operativo promosso dalla sua Commissione per le persone private della libertà personale.
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Ministero,10mila detenuti possono avere misure alternative. Task force con magistrati e carceri per definire le posizioni Un girone infernale tra suicidi, malattie e sovraffollamento. È questa la drammatica fotografia delle carceri italiane. Carceri italiane fra sovraffollamento e suicidi: cosa fa il governo Una prima risposta arriva dal Ministero della Giustizia, che parla della necessità di adottare misure alternative per almeno 10 mila detenuti.
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Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha accertato che 10.105 detenuti cosiddetti definitivi sono potenzialmente fruitori di misure alternative alla detenzione in carcere. Per questo - viene spiegato in una nota - al ministero della Giustizia è stata istruita una task force che ha già attivato interlocuzioni con la magistratura di sorveglianza e con i singoli istituti penitenziari per favorire la definizione delle posizioni.
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Oltre 10mila detenuti possono ottenere misure alternative alla detenzione in carcere. Lo ha accertato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha quindi istituito una task force per avviare il processo nelle case circondariali del Paese. Si spiega infatti in una nota che sono state già attivate interlocuzioni con la magistratura di sorveglianza e con i singoli istituti penitenziari per favorire la definizione delle posizioni.
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Il Consiglio Nazionale Forense rilancia l’azione dell’avvocatura nel sistema penitenziario, con l’obiettivo di trasformare chi ha violato la legge in una risorsa per la comunità. Ieri, nella sede del CNF, si è tenuto un iniziale incontro operativo, promosso dalla Commissione per le persone private della libertà personale, con i referenti Carceri degli Ordini degli Avvocati per dare vita a una Rete nazionale capace di affrontare in modo sistemico le criticità dell’esecuzione penale.
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Subito una verifica politica sulla fattibilità della liberazione anticipata speciale per migliaia di detenuti modello. Dopo le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa, si mette in moto la macchina bipartisan per contrastare il sovraffollamento delle carceri. Il governo si tiene fuori, Giorgia Meloni lascia libertà al Parlamento. Distanti anche i M5s, che non condividono la proposta. Ma la maggioranza si divide.
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CORINALDO Il Ministro alla Giustizia Carlo Nordio ha annunciato un’istruttoria per fare luce sulla fuga di Andrea Cavallari. L’ha comunicato ieri in Senato rispondendo all’interrogazione di Raffaella Paita, Italia Viva. «È assoluta prerogativa della magistratura di sorveglianza, in questi casi, disporre della gestione del detenuto in tutte le sue manifestazioni – le parole del Ministro della Giustizia - lungi da me fare una critica all'autonomia e all'indipendenza della…
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Il Senato ha dato il via libera a tutti gli articoli della riforma costituzionale della giustizia che introduce la separazione delle carriere fra magistrati giudicanti e requirenti. La votazione finale si terrà mercoledì 22 luglio in Senato, ma la magistratura e le opposizioni sostengono che, con l'approvazione di tutti gli articoli, siano introdotte norme con…
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(Adnkronos) – Uno striscione con la scritta "giustizia per Claris Riccardo" è stato affisso da una donna davanti al ministero della Giustizia in via Arenula. A segnalarlo ai poliziotti intervenuti sul posto, sono stati gli agenti della Penitenziaria impegnati in un servizio di vigilanza. I fatti, apprende l'Adnkronos, pochi minuti prima dell'una della notte scorsa. Già a maggio scorso, a Bergamo, uno striscione simile era apparso…
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