“Le nostre multe possono andare, in questo caso che sono dati particolari, dal 4% del fatturato complessivo mondiale fino a 20 milioni. La multa a Report, dico ovviamente per paradosso, sarebbe potuta essere anche di 20 milioni o addirittura del 4% del fatturato non di Report ma di Rai. Quindi è assolutamente una sanzione in linea con tante altre che sono state date”. Lo ha detto il componente del Garante della Privacy Agostino Ghiglia ai microfoni de L’Aria che tira.
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Approfondimenti:
ROMA – “Mi ha colpito, ieri, la dichiarazione della premier Meloni quando ha detto che l’authority non è roba sua, come se non fosse parte importante e integrante del funzionamento di un’autorità che dovrebbe garantire la protezione dei cittadini, dei loro dati e dovrebbe far funzionare la macchina democratica”. Ecco, “la premier non può dire che quella roba non gli interessa, che non è cosa sua…
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«Se il Movimento 5 stelle e il Partito democratico non si fidano di chi hanno messo all’Authority della privacy, non se la possono prendere con me. Forse dovevano scegliere meglio». Aeroporto di Fiumicino, ora di pranzo. Giorgia Meloni sta per salire sul volo Ita che la porterà al comizio del centrodestra a Bari. Ma prima di mettersi in coda al gate, si ferma a parlare con Il Messaggero e altri quotidiani sulla bufera esplosa attorno al Garante della Privacy.
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L’ultimo scontro tra Meloni e Schlein sul destino dell’Autorità per la privacy prepara in realtà l’uscita di scena dell’attuale collegio “per la difesa dei dati personali”. E d’altra parte, non si vede come i singoli membri, tutti di rigida designazione partitica, a dispetto dell’indipendenza - una farsa - che dovrebbe contrassegnare la composizione di questi organismi, possano resistere al venir…
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Articolo 6 del codice di comportamento del Garante: «Il dipendente si adopera per prevenire situazioni di conflitti di interesse. Si astiene dal partecipare ad attività o decisioni che determinano il conflitto». Gira attorno a questa norma gran parte del caso politico che si è alzato, dopo le denunce di Report e gli articoli di questo e altri giornali, attorno al Garante della privacy: i quattro …
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«Dopo quello che è emerso grazie a più persone dell’ufficio del Garante, è bene che si dimetta; con quale credibilità può continuare a prendere decisioni?». Dopo la coda lunga di discussioni durata tutta la giornata, a seguito dell’inchiesta di Report sul Garante della privacy, l’ultima richiesta di dimissioni arriva dallo stesso conduttore Sigfrido Ranucci. Prima di lui la stessa richiesta era arrivata da parte dei leader dell’opposizione, Elly Schlein in primis, cui sono seguite le repliche del governo e della…
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Con Report li abbiamo presi tutti e quattro – ciascuno per motivi diversi – a prendere ordini dal partito che li ha nominati o a decidere condizionati da interessi personali, accademici e professionali. L’opposizione chiede le dimissioni, ma i Garanti resistono per dimostrare – solo ora – che non dipendono dalla politica. E chi gli …
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La dipendenza organica dalla politica, con tanti saluti alla prevista “terzietà”; i conflitti di interesse; la ragnatela di conoscenze; le interazioni con i vigilati; le assunzioni opache; le note spese. E, soprattutto, l’incapacità (o la non volontà) di prendere decisioni contro multinazionali potentissime, come Meta e Luxottica, in potenziale conflitto con gli interessi degli italiani e delle casse dello Stato.
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